See, Think, Do, Care: il framework per il content marketing

see think do care framework

Introduzione

Nel content marketing c’è un errore, più comune di altri, che può compromettere la tua strategia. Questo errore si manifesta quando il piano editoriale, le idee concepite e i contenuti condivisi sono del tutto slegati l’uno dell’altro e ognuno viaggia per conto proprio, senza tenere conto di quale sia la fase in cui si trova l’utente. 

Ogni utente, infatti, ha delle proprie esigenze, si trova in un preciso punto del funnel ed è più o meno fidelizzato. 

Avinash Kaushik, Digital Marketing Evangelist in Google, ha perfezionato un framework utile per creare un legame intimo con l’utente a diversi livelli. 

Si tratta del modello See, Think, Do, Care.

see think do care See, Think, Do, Care: il framework per il content marketing

Cos’è il modello See, Think, Do, Care

Come anticipato, il modello See, Think, Do, Care è uno schema comunicativo ideato e perfezionato da Avinash Kaushik. Questo framework si sviluppa seguendo quattro livelli:

  • See, fase di ispirazione per gli utenti
  • Think, fase di riflessione
  • Do, fase delle azioni
  • Care, cioè la fase dedicata alla cura e all’attenzione rivolta agli utenti. 

Questo modello si è rivelato vincente, soprattutto per la gestione dei contenuti e per le strategie di content marketing, in quanto è molto concreto e viene utilizzato considerando il raggiungimento di piccoli obiettivi concatenati tra loro, piuttosto che mirare ad obiettivi irraggiungibili e slegati. 

In altre parole, per semplificare al massimo il concetto sul quale si base questo framework, possiamo dire che l’azienda o i professionisti arrivano agli utenti un passo alla volta, profilando la comunicazione e progettando il contenuto in base alla fase in cui si trova l’utente. 

Questo livello massimo di personalizzazione dei contenuti rivolti al proprio pubblico fa sì che ogni utente si senta altamente considerato, si trovi a suo agio nel momento e nella fase adatta al suo status e soprattutto è uno schema che garantisce la costruzione di un rapporto veramente e genuinamente profondo con gli utenti. 

Vediamo, nel dettaglio, una fase alla volta. 

See, fase di ispirazione

La fase di ispirazione è quella più ampia e variegata di questo modello. Si tratta della fase in cui puoi liberamente condividere contenuti video, testuali o di altro genere che possano ispirare e incuriosire il pubblico. In questa fase abbiamo chiaro qual è il nostro target, parlando di temi che sono in linea con i suoi bisogni, ma adottiamo un approccio ispirazionale e informativo. Non scendiamo nel dettaglio e offriamo solo tanto valore aggiunto per tutto il pubblico. 

Un esempio di questa fase concretizzata in un piano editoriale è il continuare a pubblicare, sul tuo blog, contenuti che siano rivolti anche a tutti coloro che approcciano alla tua azienda per la prima volta, e che non conoscono dettagli. Continua, ciclicamente, a riproporre contenuti per chi approda sui tuoi canali per la prima volta. 

Questo è un ottimo metodo per non spaventare il pubblico con contenuti che non siano alla sua portata, perché difficile da comprendere. 

Ricorda che tra tutti gli utenti esistono tante persone che ti stanno conoscendo per la prima volta, e anche loro devono essere motivate e ispirate. La fase See è la tua occasione per farlo. 

In breve, la fase See è quella che prevede la condivisione di contenuti che ispirino e conquistino il pubblico a prima vista. 

Think, fase di riflessione

In questa seconda fase puoi scendere nel dettaglio di quello che fai e di quello che proponi, condividendo contenuti dettagliati su servizi e prodotti che offri. In questa fase, infatti, arriva un pubblico già incuriosito, pronto per essere informato e idoneo a passare ad una fase riflessiva e decisionale sull’acquisto, per esempio, dei tuoi prodotti. 

In questa fase è importante anticipare i dubbi, le domande e le obiezioni del tuo pubblico. Come fare? Ad esempio prevedendo nel tuo piano editoriale una sezione di domande e risposte, degli articoli didascalici, delle guide o anche dei video tutorial, oppure una pagina di FAQ sul tuo blog.

Grazie a questa seconda fase, indipendente ma collegata alla prima, il pubblico può essere preparato per una solida fidelizzazione. 

In breve, la fase Think è quella in cui il pubblico viene informato e guidato ad una successiva fidelizzazione

Do, fase delle azioni

Il pubblico è stato incuriosito e informato. Ora è il momento di passare all’azione, con la fase dello schema chiamata Do, appunto. In questo momento i contenuti che andrai a condividere dovranno essere mirati e strutturati per delle ottime Call To Action

Iscriversi ad un webinar, partecipare ad un evento online, oppure condividere i tuoi contenuti o ancora acquistare i tuoi servizi e i tuoi prodotti. Le azioni che puoi invitare a compiere dipendono dal tipo di business di cui ti occupi. 

Questa è una fase importante ma che è in discesa se hai lavorato bene sul dissipare i dubbi della fase Think, e sull’incuriosire della fase See. 

Care, fase della cura

Il castello comunicativo messo in piedi fino ad ora crolla nel momento in cui ci dimentichiamo di prenderci cura dei rapporti umani, delle relazioni

Per questo l’ultima fase dello schema è Care, cioè prendersi cura dell’utente, supportarlo nella fase di acquisto così come in quella di post vendita. 

Qui si nota ancora una volta l’importanza di un customer care, di quell’assistenza clienti fondamentale per aumentare la fiducia che il cliente ripone in noi. 

In breve, la fase Care è quella in cui supportiamo, aiutiamo e guidiamo il cliente.

Conclusioni

Il framework proposto da Avinash Kaushik è semplice e di facile attuazione, ma ha un grande valore aggiunto: è personalizzato su ogni tipologia di utente. Questo schema rispetta le fasi di maturazione del tuo pubblico, lo accompagna con mano verso l’acquisto finale e questo è importante per far sentire ognuno di loro una persona con la quale creare una relazione di fiducia.

Inoltre, grazie a questo schema puoi intercettare diversi target, diversificando la proposta dei contenuti. 

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