In cosa posso esserti utile?
Guida molto pratica e poco emotiva all’intelligenza artificiale
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Hai comprato il libro, ma non ti è ancora arrivato? O semplicemente vuoi dare una sbirciatina prima dell’acquisto? Nessun problema, da qui puoi scaricare un’anteprima gratuita con le prime pagine del libro.
Cosa troverai in "In cosa posso esserti utile?"
Tutte le domande che ti sei posto sull’IA affrontate attraverso esempi pratici, modelli utili e consigli concreti, per conoscere davvero l’intelligenza artificiale e utilizzarla con consapevolezza senza lasciarsi travolgere.
Il libro è organizzato in 5 capitoli: sono i temi su cui si concentrano i principali timori e le domande più frequenti sull’intelligenza artificiale.
Se prima di comprarlo vuoi leggere la recensione di qualcuno che l’ha già letto, ti consiglio quella di Davide Giansoldati e quella di Valentina Pasotti.
Creatività
Il primo capitolo del libro è dedicato alla creatività. La nostra creatività è minacciata? Cosa resta a noi esseri umani se l’intelligenza artificiale generativa può produrre in pochi secondi un quadro o una foto? Ma, soprattutto, come teniamo viva la nostra creatività?
Produttività
Il secondo capitolo è dedicato alla produttività, il grande tema della nostra epoca: come risparmiare tempo durante la giornata, come ottimizzare al secondo ogni nostra singola attività, come diventare iperefficienti fino al midollo. Ma siamo proprio sicuri che ne valga la pena?
Bias
Il terzo capitolo è dedicato ai bias. La nostra mente “ci frega” di continuo nelle piccole e grandi decisioni che prendiamo quotidianamente. A volte ne siamo consapevoli, ma quasi sempre non ce ne accorgiamo. Per sua natura l’intelligenza artificiale è una tecnologia che presenta bias al suo interno.
Studio
Il quarto capitolo è dedicato allo studio. Urlare allo scandalo serve a poco, provare a vietare l’uso dell’IA agli studenti ancora meno. La cosa più importante da fare è impegnarsi sul serio per capire come questa nuova frontiera tecnologica sta impattando e impatterà sui metodi di studio.
Domande
Il quinto e ultimo capitolo è dedicato alle domande. Quando abbiamo di fronte uno strumento che può potenzialmente fornirci qualsiasi risposta, allora la cosa veramente importante è saper fare le giuste domande e saperle porre nel modo corretto.
Hai già comprato il libro? Scarica gratis la lista di prompt
Questa lista raccoglie tutti i prompt che mostro nei vari capitoli del libro. Sono tutti in un unico documento per comodità, per averli a portata di mano quando servono. Ma, attenzione, questa lista è un compagno di viaggio, non un sostituto. Il viaggio vero è nel libro.
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Se hai già letto il libro e ti è piaciuto, CLICCA QUI per lasciarmi una recensione positiva su Amazon. Bastano 2 minuti e per me è molto importante ^_^
Domande frequenti
In cosa posso esserti utile? di Raffaele Gaito è una guida pratica e divulgativa all’intelligenza artificiale generativa, pubblicata da Mondadori nel 2026.
Il sottotitolo dice tutto: è una guida “molto pratica e poco emotiva” all’intelligenza artificiale. Un testo che non è un manuale tecnico né un saggio filosofico, ma qualcosa di diverso: concreto, divulgativo, scritto per chiunque voglia capire davvero cosa sta succedendo con l’IA, senza farsi travolgere dall’ansia né dall’entusiasmo acritico.
Non serve nessuna preparazione tecnica. È pensato per te se stai cercando di orientarti nell’IA senza dover diventare un tecnico, ma anche se la usi già ogni giorno e vuoi capirla meglio e andare al cuore della questione, non fermarti alla superficie.
In concreto, il libro è utile se sei un professionista o lavoratore che vuole integrare l’IA nel proprio flusso di lavoro in modo consapevole, uno studente o formatore che si interroga sull’impatto di questi strumenti sullo studio, un creativo che teme di perdere originalità delegando troppo all’IA, o semplicemente qualcuno che vuole smettere di subire la tecnologia e iniziare a usarla con intelligenza.
216 pagine, pubblicato da Mondadori nella collana Gaia (ISBN 978-88-04-81665-9). Trovi un’introduzione, cinque capitoli tematici e una conclusione, seguiti da note e bibliografia.
I cinque capitoli sono Creatività (pag. 23), Produttività (pag. 63), Bias (pag. 99), Studio (pag. 133) e Domande (pag. 163).
Ogni capitolo parte da un’emozione concreta (frustrazione, ansia, sospetto, diffidenza, cinismo) e la trasforma in qualcosa di costruttivo attraverso esempi pratici e riflessioni fondate su ricerche e casi reali.
No, per niente. Ho scritto questo libro proprio perché troppi testi sull’IA sono inaccessibili al grande pubblico: pieni di tecnicismi, acronimi e inglesismi che li rendono perfetti per un pubblico specialistico, ma lontani da chiunque altro. In queste pagine ho fatto di tutto per usare un linguaggio accessibile, spiegare i termini quando serviva e non dare nulla per scontato.
L’obiettivo è che tu possa leggere questo libro anche se non hai mai scritto una riga di codice né conosci il funzionamento interno dei modelli linguistici. Semplificare non vuol dire banalizzare: vuol dire includere invece di escludere.
Sì, è esattamente per te. Ho scritto questo libro con in mente chi non è un tecnico, chi sente parlare di IA ovunque, magari si sente un po’ spaventato o sopraffatto e vuole capire davvero cosa sta succedendo senza dover imparare a programmare.
Il linguaggio è accessibile, i tecnicismi vengono spiegati quando servono, ogni concetto è accompagnato da esempi pratici presi dalla vita reale. Non troverai formule matematiche né spiegazioni su come funzionano i modelli linguistici a livello tecnico: troverai strumenti concreti per usare l’IA con più consapevolezza, qualunque sia il tuo punto di partenza.
Imparerai come usare l’intelligenza artificiale per:
- migliorare la produttività
- stimolare la creatività
- studiare meglio
- fare domande più efficaci
- sviluppare pensiero critico
Il tutto con applicazioni pratiche e subito utilizzabili
Chi usa già l’IA quotidianamente spesso lo fa in modo efficiente, ma non sempre in modo efficace: sa come ottenere risposte, ma non sempre si chiede se sta facendo le domande giuste o se sta delegando le cose giuste.
I capitoli sui bias e sulle domande sono pensati esattamente per chi è già utilizzatore dell’IA. Offrono una prospettiva critica su meccanismi che chi usa l’IA tutti i giorni tende a dare per scontati o a ignorare.
No, il libro non è una guida passo-passo a singoli strumenti. In cosa posso esserti utile? ti insegna come ragionare e lavorare con l’intelligenza artificiale, così da poter applicare gli stessi principi a qualsiasi tool, anche a quelli che verranno in futuro.
Anzi, mi sento di sconsigliare fortemente i libri che si concentrano su app specifiche, perché invecchiano troppo velocemente. Il mio libro ha invece un taglio evergreen con suggerimenti che durano nel tempo, indipendentemente dall’avanzare di questa tecnologia.
Sì, affronta sia opportunità che criticità. Vengono evidenziati limiti, errori e bias dell’AI. Ti aiuta a sviluppare maggiore consapevolezza nell’uso dell’intelligenza artificiale per il lavoro e per la vita quotidiana.
A differenza di molti libri sull’IA, questo non ti spiega solo come funziona la tecnologia, ma come usarla davvero. Non è una raccolta di prompt né un testo filosofico. In cosa posso esserti utile? è una guida pratica, senza tecnicismi inutili, che unisce esempi concreti e riflessioni per aiutarti a sfruttare l’intelligenza artificiale senza subirla.
Sì, il libro è ricco di esempi concreti, simulazioni e casi d’uso reali. Utilizzo situazioni quotidiane per mostrare come applicare l’AI in modo pratico.
Lo trovi su Amazon, su Mondadori Store e in tutte le librerie d’Italia, fisiche e online. È pubblicato da Mondadori Libri nella collana Gaia.
Da questa pagina puoi accedere direttamente ai link di acquisto. Se vuoi dare prima una sbirciatina, puoi scaricare gratuitamente l’anteprima con le prime pagine del libro nessun problema, è lì apposta.
Sì, In cosa posso esserti utile? è disponibile anche in formato digitale (ebook), oltre alla versione cartacea. Questo ti permette di leggerlo su dispositivi come Kindle, tablet o smartphone.
Puoi scaricare la lista di prompt gratuitamente qui.
La lista di prompt scaricabile gratuitamente è una compagna di viaggio pensata proprio per affinare il metodo di interazione, non per sostituire la lettura.
Puoi scaricare gratuitamente l’anteprima In cosa posso esserti utile? e leggere subito le prime pagine del libro qui.
Il libro può essere letto in modo flessibile, anche a blocchi. È pensato per essere consultato in base alle tue esigenze, senza necessità di lettura lineare.
È una delle paure che sento più spesso. La risposta breve è: no, ma dipende da come la usi. L’IA non atrofizza la creatività di per sé. Può farlo se la usi in modo passivo e acritico, lasciando che faccia il lavoro al posto tuo invece di usarla come trampolino.
Nel primo capitolo introduco una distinzione fondamentale tra creatività come processo mentale e creatività come risultato finale: una differenza che la psicologia cognitiva ha chiarito decenni fa e che diventa cruciale nell’era dell’IA. La frase che mi ritrovo a ripetere spesso è questa: “L’IA è un trampolino, ma il salto lo devi fare tu.” Usarla per potenziare il processo creativo, raccogliere stimoli, esplorare varianti, superare i blocchi è una scelta. Delegare completamente è un’altra scelta. Il libro ti aiuta a capire la differenza e a scegliere consapevolmente.
Non automaticamente. Ed è qui che si nasconde la trappola più sottile: l’IA può farti fare di più, ma non necessariamente farti fare le cose giuste. Nel secondo capitolo introduco una distinzione che ritengo fondamentale: quella tra efficienza ed efficacia. L’efficienza misura quanto bene fai le cose. L’efficacia misura se stai facendo le cose giuste. Sono due domande completamente diverse.
Il rischio concreto è usare l’IA come moltiplicatore di mediocrità: produrre più email, più presentazioni, più contenuti, senza chiedersi se vale davvero la pena farlo. L’invito del libro è sostituire l’ansia da prestazione con la calma di chi lavora con intenzione. Fare di meglio vale più di fare di più e questa differenza cambia radicalmente il modo in cui ha senso usare questi strumenti.
I bias dell’IA sono distorsioni sistematiche nei risultati prodotti dai modelli e derivano direttamente dai pregiudizi umani di chi li ha progettati e dai testi su cui sono stati addestrati. L’IA non è uno strumento neutro né super partes. È importante saperlo, perché usarla come se lo fosse è una delle cose più pericolose che si possa fare.
Nel terzo capitolo parto dai bias cognitivi umani: meccanismi ben documentati dalla psicologia cognitiva dagli anni Cinquanta in poi per mostrare come questi si trasferiscano nei sistemi di IA. Un esempio concreto: i chatbot tendono a dare ragione all’utente anche quando ha torto, amplificando il confirmation bias anziché correggerlo. Conoscere questi meccanismi non serve a smettere di usare l’IA: serve a usarla con lo spirito critico giusto, trasformando il sospetto in attenzione consapevole.
Sì, ed è uno degli usi più sottovalutati di questa tecnologia. Te lo dico perché lo faccio io stesso: uso l’IA per studiare, per approfondire, per imparare più velocemente e meglio rispetto a prima. E ogni volta che lo racconto, vedo le stesse reazioni di sorpresa.
Nel quarto capitolo parto da una distinzione fondamentale: quella tra apprendimento passivo e apprendimento attivo. L’IA può diventare un tutor personalizzato e sempre disponibile, non nel senso che ti dà risposte preconfezionate, ma perché si adatta al tuo stile, al tuo ritmo, ai tuoi interessi. A patto di usarla con disciplina. Chiedere all’IA di riassumere tutto senza elaborare produce solo un’illusione di apprendimento. Il libro mostra la differenza con esempi pratici e casi d’uso concreti.
Perché viviamo in una società ossessionata dalle risposte, e l’IA ha amplificato questa ossessione al massimo. Adesso pretendiamo che sia la macchina a darci le risposte subito, impeccabili, su tutto. Il problema è che questo approccio è poco lungimirante: una domanda superficiale genera una risposta superficiale. Una domanda sbagliata genera una risposta che rinforza l’errore.
Nel quinto capitolo mi concentro su questo paradosso: più l’IA diventa brava a rispondere, più diventa cruciale la nostra capacità di fare domande. Il collo di bottiglia si è spostato.
Analizzo gli ostacoli principali che ci impediscono di fare domande efficaci, dalla paura di sembrare ignoranti alla trappola della competenza, e propongo strumenti pratici per sviluppare una curiosità più utile, sia con l’IA che nelle relazioni quotidiane.