Indice
ToggleIntroduzione
Dall’uscita del mio ultimo libro sono stato, insieme a tutti voi, protagonista di un esperimento enorme. Abbiamo costruito insieme, io e voi, i membri della mia community, una fitta rete di incontri, interviste, webinar e chiacchierate per parlare dell’arte della pazienza.
Non sono mancati spunti e ricchi momenti di riflessione e una delle domande che mi è stata fatta più spesso è stata: perché hai scritto un libro sulla pazienza?
Voglio raccontartelo.
Un percorso fatto di granelli di sabbia
Una clessidra regna sulla copertina del mio ultimo libro. Si tratta di un’immagine a cui tengo molto, parte integrante del messaggio che ho voluto comunicare. Parto da quest’immagine molto evocativa, poiché è il primo assaggio di quello che poi ti accoglie nelle pagine, una dopo l’altra. Non è una cosa a parte, la copertina ti dà il primo spunto su cui riflettere.

In questi mesi ho raccolto diverse interpretazioni. Da un lato i lettori ottimisti e volitivi, che hanno visto in quell’immagine una persona che si salva dallo scorrere inesorabile del tempo, per godersi a pieno il cielo stellato.
Dall’altro lato ci sono stati i lettori che hanno vissuto in quell’immagine il senso di annegamento, sopraffatti dalla sabbia che scorre.
Parto da qui perché il concetto di pazienza che ho voluto comunicare è strettamente legato all’interpretazione che ognuno di noi ha nei confronti della scorrere del tempo.
Perché ho scritto un libro sulla pazienza
Pazienza: una virtù per imprenditori e professionisti
Ho iniziato a parlare di pazienza ed approfondire il tema già da diversi anni. Dopo molti approfondimenti sono stato invitato ad un TedX per parlarne di fronte ad un pubblico di professionisti e di imprenditori. Non si tratta, quindi, di un tema nuovo per me. Tutt’altro. Ne ho parlato diverse volte nel tempo addietro.
Dietro a questo libro si nascondono anni di ricerca. In pratica si tratta di un primo esperimento di pazienza, che aspettava il momento giusto per essere partorito.
Il mio primo obiettivo è stato quello di declinare i temi tecnici, legati al processo imprenditoriale, traducendoli su un fronte umanistico.
Mentre scrivevo il libro pensavo ad un lettore reale. Ho pensato costantemente al mio solito pubblico, volevo che il prodotto finale fosse per loro.
Negli anni passati, in cui mi sono ritrovato ad affiancare aziende e professionisti di diversi settori, ho visto quanto un ruolo manageriale sia legato alla pressione. Decisioni da prendere, team da gestire, processi da avviare.
E tutto questo avviene quasi sempre di corsa.
Credo che sia importante, invece, riflettere con calma, pazientemente aspettare il momento giusto per prendere delle decisioni, ammettere che no, non conosciamo le risposte a tutte le domande.
Il libro è articolato in 4 segmenti, 4 step per allenare la pazienza soprattutto nel business. Il pubblico che avevo nel mio immaginario può lavorare sulla pazienza, lasciandosi ispirare non dalle solite storie di successo che leggiamo continuamente, ma da quello che c’è dietro. Storie di fallimenti, di passi fatti lentamente, di donne e uomini che sono arrivati al loro obiettivo armandosi di metodo e pazienza.
Sono le storie che avrei voluto leggere a mia volta, sono le storie che non mostrano solo la punta dell’iceberg, ma il buio degli abissi.
L’obiettivo di queste storie e dei 4 step che affrontiamo nel libro sono pensati per invitare marketer, imprenditori, freelance e professionisti a ribaltare il sistema, imparare a dire: “Ci devo pensare” prima di prendere una decisione.
Nessuno deve sentirsi costretto a legare le proprie performance alla fretta e alla pressione, piuttosto è importante dare un valore alle proprie risposte e alle proprie decisioni.
Crescita professionale significa prima crescita personale
Viene da sé un altro punto su cui lavoro da anni e che poi nel libro ha trovato la sua voce.
Fermarsi e lavorare sulla crescita professionale implica inevitabilmente una crescita personale.
Il modo più vero e autentico che potessi trovare per esprimere questo concetto è stato parlare delle mie esperienze dirette.
Banale quanto reale, lavorare su noi stessi è un obbligo che abbiamo per raggiungere degli obiettivi concreti. Con noi stessi, più che con il contesto, dobbiamo mostrare di essere pazienti.
Quando ci sentiamo avviliti perché non otteniamo i risultati sperati, quando ci sentiamo inadatti di fronte a un ostacolo, quando sentiamo che stiamo per mollare, allora sono quelli i momenti in cui bisogna lavorare su noi stessi.
La crescita personale è come una brace assopita, serve l’ossigeno per alimentare il fuoco. Io ci sto lavorando tutt’ora alla mia brace, alla mia crescita personale, e credimi se ti dico che per avere un fuoco ardente serve un lavoro costante e perseverante.
La pazienza come mindset per le aziende
Un altro motivo che mi ha spinto a scrivere un libro sulla pazienza è stato dettato dalla mia esperienza con le aziende.
Mi ritrovo spesso a supportare aziende e noto che quello che spesso manca all’interno di realtà aziendali è il focus sull’obiettivo.
Ritorniamo al concetto logorante del “tutto e subito”, così tanto legato alla mancanza di metodo.
Un imprenditore oppure un’azienda dovrebbero lavorare sugli obiettivi, chiedersi dove si vuole arrivare e lavorare, ogni giorno, per procedere in avanti.
In questo senso la pazienza è tutto!
Il concetto di pazienza può sembrare del tutto slegato a quello di innovazione, che è il motore pulsante delle realtà lavorative, soprattutto per le startup.
In realtà, la pazienza implica assumere un mindset che va controcorrente e che spinge a essere veloci nelle azioni quotidiane, per essere lenti nell’attesa che sopraggiungano i risultati.
Vuoi sapere cosa succede alle aziende che non adottano questo mindset? Si concentrano sulla visione, senza però definire il piano ad essa legata. Un flop! Il processo è fatto di piccoli passi.
Con questo libro affronto in ogni capitolo argomenti utili, rivolti alle aziende. Si comincia con i piccoli cambiamenti e le sane abitudini, si procede con il definire gli obiettivi e sperimentare, e si parla di fallimento, che è sempre dietro l’angolo, ad aspettarci per insegnarci qualcosa di nuovo.
Ho scritto questo libro perché le aziende cambiano se cambia il mindset delle persone che ci lavorano.
Conclusioni
Questo libro è nato piano, è nato da esperienze dirette, dall’esigenza di condividere quello che ho vissuto sulla mia pelle.
Una delle frasi più potenti che mi sia stata detta durante le varie interviste è stata “Il bello di leggere questo libro è rivedersi al suo interno”.
Spero che questo concetto sia largamente condiviso perché non si tratta di una casualità, avevo ben chiaro nella mia mente chi fossero le persone per cui lo stavo scrivendo.
L’ho scritto per le donne e gli uomini che si sentono affogati da questa frenesia incessante, per gli imprenditori e le aziende che qualche volta perdono di vista il sentiero, l’ho scritto per contribuire a mostrarti la strada lenta e il tempo diluito che servono a far crescere un progetto.
Se ti capita di leggerlo, sono curioso di sapere che ne pensi e anche di scoprire cosa rappresenta per te quella clessidra.
Buona lettura!



