grandi risultati: come ottenerli

I grandi risultati sono la somma di tanti piccoli risultati

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Introduzione

Quando si parla di business o di nuovi progetti in genere la parola “risultati” è tra i primi argomenti messi sul tavolo di discussione.

Non è difficile, sul nascere di un progetto, ascoltare domande del tipo: di quanti follower aumenterà la nostra pagina? Quante scarpe venderà il mio e-commerce? Che ritorno dell’investimento avremo? E, dall’altro lato, risposte mal giustificate che si lanciano in promesse impossibili.

Se quindi stai iniziando un nuovo progetto o stai pensando a che punto sei della tua carriera o, anche semplicemente stai facendo un bilancio della tua vita personale, ti voglio dire una cosa.

Frena!

Il risultato finale non è il primo passo di un percorso, e neanche quello successivo.

Ti svelerò in anticipo il finale di questo post: i grandi risultati sono la somma di tanti piccoli risultati ottenuti nel tempo.

Il focus sul processo

Posto che l’ambizione è un elemento significativo e determinante del successo, ci sono alcuni passi fondamentali del percorso che sono indispensabili per ottenere una crescita reale e soprattutto sostenibile.

Questo non significa prendere tempo o aspettare che le cose accadano da sole, ma affrontare la crescita con un approccio diverso che sposta l’attenzione dal risultato al processo.

Per capire meglio cosa sto dicendo puoi fare riferimento ai modelli Agile e Lean e ovviamente a quello che definisco Growth Hacking Mindset.

Tutti e 3 questi approcci, infatti rispondono al cambiamento più che seguire un piano e basano la loro metodologia su cicli di lavoro che prevedono momenti di pianificazione, azione e validazione dei processi.

(Se senti parlare per la prima volta di questi metodi, ti consiglio i libri Partire Leggeri, Fare il doppio in metà del tempo e Growth Hacking Mindset)

Questo approccio ti permette di orientarti ai risultati attraverso un “processo di sperimentazione continua” che è, poi, il cuore di ogni attività di Growth Hacking.

Due atteggiamenti sono indispensabili per riuscire ad applicare questo approccio:

  • Uscire dalla zona di comfort.
    Spostare l’attenzione dal risultato ad obiettivi più piccoli e a portata di mano significa spesso accettare di cambiare rotta e rimettere tutto in discussione.
  • Avere pazienza.
    Una skill indispensabile per chi vuole avere successo e di cui ho parlato abbondantemente nei miei post e nei miei video.

Imparare dai ciclisti

Ma cosa voglio dire quando parlo di spostare l’attenzione dal risultato agli obiettivi?

Per spiegarmi meglio, prenderò in prestito dal mondo dello sport una storia incredibile che parla di crescita, sperimentazione, pazienza e risultati.

Il 2018 è stato l’anno in cui tre ciclisti di nazionalità britannica, Simon Yates, Geraint Thomas e Chris Froome hanno vinto rispettivamente: Vuelta di Spagna, Tour de France e Giro d’Italia.

Per la prima volta nella storia, tre tra le principali competizioni del mondo del ciclismo sono state vinte da una stessa squadra: quella britannica che, a dirla tutta, fino a quel momento, non aveva mai vinto granché.

Un risultato grandioso! Ma come hanno fatto?

Il percorso verso la vittoria ha avuto inizio nel 2012 quando, con i pochi fondi a disposizione la federazione decise di investire sui cosiddetti “guadagni marginali”: la meccanica, l’aerodinamica, la nutrizione, la psicologia, ecc.

In questo modo spostarono l’attenzione dal risultato finale (vincere la competizione X) a piccoli obiettivi più raggiungibili: migliorare le prestazioni delle bici, garantire la migliore forma fisica degli atleti con una corretta alimentazione, evitare crolli psicologici e allenare la concentrazione durante le gare, e così via.

Ecco come tutti questi piccoli obiettivi hanno condotto al raggiungimento del risultato.

Tuttavia, sebbene, a sentirla oggi, questa storia sembri una cosa facile da realizzare è solo ricostruendo il percorso che ci si rende conto di quanto i singoli obiettivi siano la chiave per arrivare al risultato.

Se il risultato è la meta, infatti, il processo non è altro che l’unione di tutti i puntini, come direbbe Steve Jobs, che lo hanno determinato e il modo in cui si uniscono tra loro.

E il Growth Hacking in tutto questo?

Il Growth Hacking è una metodologia basata proprio su un “approccio granulare” di questo tipo.

Questo principio può, infatti, essere applicato anche al business utilizzando uno dei framework più noti del Growth Hacking. Il famoso funnel AAARRR, detto anche funnel dei pirati.

Il funnel, dall’inglese imbuto, per sua natura incontra il concetto di riduzione e assottigliamento, riferendosi comunemente all’audience che, via, via, si riduce avanzando nelle fasi del percorso dell’utente.

Il funnel AAARRR, infatti, si compone di 6 fasi e aiuta proprio a scomporre metriche e obiettivi attraverso 6 declinazioni delle azioni compiute dall’utente nel suo ciclo di vita.

Le fasi sono:

  1. Awereness
    Il momento iniziale in cui l’utente incontra per la prima volta il prodotto o servizio.
  2. Acquisition
    Il momento in cui l’utente diventa tale, lasciando un suo contatto.
  3. Activation
    Il momento in cui l’utente fa qualcosa, in poche parole si attiva, ad esempio usando un servizio, aprendo l’app, leggendo la mail, ecc.
  4. Retention
    Il momento in cui l’utente ripete in modo costante delle azioni: continua a visitare il sito, legge regolarmente la newsletter, utilizza e aggiorna l’app che ha scaricato.
  5. Revenue
    Il momento in cui l’utente paga per il servizio o il prodotto e si trasforma in cliente.
  6. Referral
    Il momento in cui l’utente inizia a raccontare agli altri del nostro prodotto.

Il processo di Growth Hacking lavora “col microscopio” su ognuno di questi step andando a individuare colli di bottiglia per ricercare la chiave di crescita di un progetto o un’azienda.

Tutte queste fasi sono caratterizzate da metriche e obiettivi ben precisi, determinanti per il raggiungimento del risultato finale.

Come vedi parlare di grandi risultati a piccoli passi non è soltanto un esercizio retorico, bensì una metodologia ben precisa che si basa su dati, esperimenti, obiettivi e solo alla fine risultati!

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Chi Sono

raffaele gaito blog

Sono un Growth Coach,
autore, speaker e blogger.
Attraverso il Growth Hacking guido le aziende a migliorare i loro prodotti e i loro processi con l’ausilio dei dati, degli esperimenti e del pensiero laterale.
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