pazienza

La pazienza, il fattore più importante per avere successo online (e non solo)

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Troppe persone confondono la velocità del mezzo con quella del fine.

Che cosa voglio dire? Te lo spiego subito!

In questo post voglio parlare della pazienza, una skill sottovalutata ma importantissima.

Quando studenti, clienti o amici mi chiedono consigli su “come avere successo online”, le mie risposte sono sostanzialmente due e sono sempre le stesse.

Se leggi il mio blog una la conosci quasi sicuramente, mentre l’altra voglio approfondirla con questo post.

La prima risposta alla domanda “come avere successo online” è: non esiste una formula magica!

E questa è una risposta che entra nel merito dei contenuti e della strategia, cancella di botto tutte le scorciatoie e mette al centro il valore.

(Non hai ancora letto il post in cui parlo di come avere successo smettendo di cercare la formula magica? Allora ti consiglio di mettere in pausa la lettura di questo post, recuperare questa mancanza e poi tornare qui per completare la lettura.)

La seconda risposta, quella di cui voglio parlarti ora, è: per vedere i risultati, quelli veri, devi avere pazienza.

E qui si genera l’equivoco sulla velocità del mezzo e del fine di cui parlavo all’inizio.

Siamo nell’era del digitale e dei social network; il mezzo attraverso cui costruire, comunicare, sperimentare e addirittura misurare il valore è un mezzo estremamente veloce, capace di raggiungere le persone ovunque, trasformarle in target, inserirle in un funnel di vendita e “tormentarle” con il remarketing finché non avranno fatto l’azione che pretendiamo da loro!

La vita media di un contenuto sui social varia dai 18 minuti di Twitter alle 24 ore di Instagram e ogni giorno il numero di utenti di queste piattaforme cresce sensibilmente.

A queste condizioni diventa molto molto facile cadere nell’illusione che si possa avere tutto e subito, anche i risultati.

Simon Sinek, esperto di marketing e leadership e autore che adoro, lo legge addirittura come un problema generazionale. In un’intervista per Insidequest ha definito la generazione dei Millennials (quella dei nati tra la fine degli anni ’80 e i 2000) una generazione impaziente, e per questo insoddisfatta.

Simon Sinek sui Millennials

Una buona parte dei lettori di EfficaceMente appartiene alla cosiddetta generazione dei #Millennials 👫 (i nati tra gli inizi degli anni '80 e la seconda metà degli anni '90).Se fai parte di questa generazione, ascolta con mooolta attenzione questa intervista di Simon Sinek. L'ho fatta sottotitolare in italiano. Saranno 18' ben investiti...Ps. Mi aiuti a diffonderla? Grazie! 😉 http://eff.mn/te-visita-il-blog

Posted by EfficaceMente on Tuesday, February 14, 2017

Il fine di un’attività, invece, che si tratti di Personal Branding o della promozione di un prodotto, non dovrebbe essere quello di raggiungere un istantaneo successo, dovuto più alla viralità di un contenuto che alla costruzione di una reputazione o di un rapporto di fiducia.

Il suo obiettivo dovrebbe essere quello di riuscire ad ottenere un risultato consolidato e proiettarlo verso un processo di crescita costante, misurabile e sotto controllo.

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Giusto per fare un esempio semplice: credo che sia molto meglio una pagina Facebook che conquista 3 like oggi, 10 domani, 100 tra un mese e così via, rispetto a una pagina da 1000 like in un solo giorno, che smette di crescere subito dopo. Il primo caso indica una visione di lungo periodo e la presenza di una strategia di base.

Ma come si fa a conciliare la velocità del mezzo digitale con l’attesa di risultati a lungo termine?

Come nel caso dell’attesa, di cui ho già scritto su questo blog, non sto parlando di un atteggiamento passivo! Attenzione, avere pazienza non significa fidarsi ciecamente del proprio valore, come se bastasse seminare un buon contenuto, una grande guida, un ottimo prodotto e aspettare che le persone se ne accorgano per raccogliere i risultati.

Il mindset della pazienza è: lavorare duro e con costanza; non cedere mai un metro di quello che hai conquistato e vedere il tutto come un investimento sul lungo periodo.

Anche in questo caso esiste una pazienza passiva e una attiva, quella attiva è la costanza, l’unica forma di pazienza che non subisce gli eventi, ma contribuisce alla loro realizzazione.

Un imprenditore che sta spingendo molto su questo tema è il famoso Gary Vaynerchuck e in questo video ho trovato una formulazione super incisiva di questo concetto!

Come si traduce tutto questo in pratica?

Ovviamente non ho la formula magica, ma un paio di suggerimenti concreti mi sento di darteli:

  • Per essere costante nel tuo lavoro devi sapere cosa stai facendo ed essere pronto a farlo.
  • Devi essere in grado di ragionare sul lungo periodo e pianificare ogni passo della tua strategia, calcolando gli imprevisti e mettendo in conto i fallimenti.
  • Devi sapere che la maggior parte dei progetti fallisce perché dopo i primi tentativi le persone perdono l’entusiasmo e smettono di investire il loro tempo e i loro sforzi in qualcosa per cui dovranno aspettare anni per vedere i risultati.

Ecco perché è importante saper bilanciare le singole e piccole attività quotidiane (godendo dei piccoli traguardi) con la visione sul lungo periodo, l’ipotetico punto di arrivo di questo percorso che hai iniziato.

In fin dei conti la differenza è tutta lì: pazienza e costanza.

In uno scenario dove il 99% delle persone mollano, essi non fanno altro che spianare la strada al successo per quelli che hanno avuto pazienza e costanza.

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