growth hacking mindset perché l'ho scritto

Perché ho scritto un secondo libro sul Growth Hacking

Accedi alla mia academy

Se ti interessano gli argomenti che tratto su questo blog iscriviti alla mia academy online per studiarli in maniera strutturata e confrontarti con decine di imprenditori e professionisti di ogni settore.

Introduzione

Da quando è uscito il mio secondo libro, Growth Hacking Mindset, una delle domande che mi viene fatta più spesso nelle interviste è perché ho scritto un secondo libro sul tema.

Domanda fatta con tutte le sue mille varianti: quali sono le differenze col primo? bisogna leggere entrambi? e così via.

Ammetto che all’inizio ho sottovalutato la domanda e la relativa risposta, ma pensandoci bene le motivazioni che mi hanno spinto a farlo sono varie e, a mio avviso, molto importanti.

Sono motivi che dovrebbero spingere tutti gli autori a scrivere… o almeno nel mio mondo ideale dovrebbe funzionare così.

Ho pensato quindi di ordinare le idee e metterle nero su bianco in un post provando a fare una riflessione più approfondita.

Necessità nel mercato

Che sono una persona orientata ai dati e che ogni mia attività nasce dagli utenti ormai si dovrebbe essere capito. Con il libro Growth Hacking Mindset il processo è stato lo stesso: ho ascoltato il mercato e ho capito che c’era un esigenza.

A cosa mi riferisco?

Da diversi anni ormai faccio consulenza, formazione e coaching sulla alla metodologia Growth a realtà di tutti i tipi, digitali e tradizionali, piccole e grandi.

Dopo ogni lezione, workshop o consulenza le domande erano sempre le stesse e non erano quasi mai domande tecniche.

È raro che mi si avvicini qualcuno alla fine di un evento per chiedermi come impostare un bot, o fare un automatismo, o ottimizzare una campagna, o scrivere un testo.

Il 99% delle domande erano (e sono ancora) cose del tipo:

  • Tutto molto bello, ma come convinco il mio capo?
  • Mi piacerebbe utilizzare il Growth Hacking, ma come lo incastriamo nei nostri processi?
  • Qual è la prima cosa che devo fare domani per portare questa mentalità in azienda?
  • E così via.

Parliamo di domande di strategia, di visione, di approccio. Tutte domande legate al mindset!

Quando mi sono fermato a riflettere sulla cosa avevo lo scenario chiaro davanti agli occhi, ma non me ne ero mai accorto. In effetti nessun libro (italiano o internazionale) tratta l’argomento da questo punto di vista, nonostante il problema più grande delle aziende sia proprio fare quel salto dalla teoria alla pratica.

Peccato che nessuno dica come farlo concretamente.

La cosa più ovvia da fare a quel punto era colmare quel vuoto. Scrivere il libro che avrei voluto sempre leggere quando ho iniziato, ma che non c’era.

Contestualizzare tutto all’ecosistema italiano

Anche questo secondo punto è in qualche modo data-driven e stimolato dal basso. Mi riferisco all’importanza di contestualizzare il tema Growth Hacking al nostro ecosistema.

Tradotto in soldoni cosa significa?

Significa che i più scettici hanno sempre chiesto, in modo provocatorio ma sensato, se questo approccio fosse valido anche in Italia. Alla domanda “Ma perché continuate a raccontarci casi studio della Silicon Valley?” la mia risposta era, nella maggior parte dei casi, “Perché in Italia non ne abbiamo ancora”.

Ed era la verità.

Parliamo di un mondo nato intorno al 2010 negli Stati Uniti e arrivato da noi grossomodo intorno al 2014-2015. È più che normale che dopo un paio di anni fossero pochissime le realtà ad applicare questa metodologia e ancora di meno quelle ad aver ottenuto risultati interessanti.

Molto diverso era lo scenario del 2019 e lo vedevo tramite le storie dei miei clienti, dei miei studenti e dei miei colleghi e amici.

Quando mi sono reso conto di essere letteralmente circondato da casi studio, ancora una volta la cosa più naturale è stata riempire quel vuoto.

Raccontare quelle storie.

Raccontare la mia visione del Growth Hacking

I due punti sopra, ma forse anche quelli che seguono, si potrebbero riassumere con una sola espressione: Growth Hacking Mindset è un libro che racconta la mia visione del Growth Hacking.

Ed è così che dovrebbe essere con i saggi e i libri tecnici.

In un’epoca nella quale si scrivono prima i libri e poi si diventa esperti della materia, i libri che lasciano veramente il segno sono quelli che trasudano l’esperienza dell’autore in tutte le pagine.

Queste discipline non sono scolpite nella pietra. Abbiamo linee guida, best practice e modelli di riferimento, ma poi ognuno deve adattarli e contestualizzarli al proprio mercato e alle proprie esigenze.

Ed è quello che negli anni ho fatto, passo dopo passo, cliente dopo cliente, progetto dopo progetto.

Mi rendevo conto che alcune cose che studiavo dagli americani non potevano funzionare in modalità copia-incolla da noi e dovevo trovare delle strade alternative.

Il Growth Hacking che porto oggi nelle aziende e nelle università è contaminato dalle mie esperienze pregresse, dalle mie conoscenze, dalle mie letture, dai miei progetti e dai miei esperimenti.

Dai mille fallimenti che ci sono stati lungo la strada.

Avere ancora qualcosa da dire

Ho sempre considerato un libro un po’ come “il contenuto dei contenuti” ed essendo uno che con i contenuti lavora da quando era adolescente e divora libri alla velocità della luce, ho sempre portato un enorme rispetto, quasi devozione, ai libri.

Questa forma estrema di rispetto mi ha aiutato a tenermi alla larga dai libri scritti tanto per scriverli. Da quelli fatti per puro personal branding.

Credo fortemente che bisogna scrivere un libro quando si ha qualcosa da dire. Qualcosa di importante.

Nel mio caso, dopo due anni dall’uscita del precedente, sentivo di voler dire di nuovo la mia. Il tema si era diffuso molto di più nell’ambiente digitale e non, i contenuti si erano moltiplicati e troppo spesso si utilizzava il termine Growth Hacking a sproposito (per pura moda) o in maniera errata, confondendolo con altre attività come Marketing Automation, Conversion Rate Optimization, Funnel Marketing, ecc.

Questa è stata una forte motivazione che, come dicevo nel punto precedente, mi ha spinto a voler raccontare la mia visione della questione e, perché no, aiutare a fare chiarezza in un momento di forte hype intorno alla materia.

Alzare l’asticella

Avrei potuto benissimo accorpare questo punto con il precedente, ma preferisco tenerli separati per dare a ognuno il giusto peso.

Fin dal primo giorno in cui ho iniziato a creare contenuti e a metterci la faccia sono stato sempre spinto dalla volontà di alzare l’asticella. Di fare quel passo in più, quello sforzo extra, quell’attenzione al dettaglio.

Hai presente quando nel campo della musica si dice che un album definisce un nuovo standard o alza l’asticella o diventa il punto di riferimento da superare?

Ecco, credo che questa cosa non valga solo per la musica, ma in tutti gli ambiti, incluso il mondo dei libri.

Da lettore l’ho sempre notato: ci sono stati dei testi (americani soprattutto) che definivano un nuovo livello qualitativo e bisognava guardare ad essi per capire dove si trovava l’asticella.

Appena mi sono reso conto che la scena italiana era maturata, ho sentito il forte bisogno di alzare l’asticella. Di dire “Ok, i casi di Dropbox e AirBnb ce li siamo raccontati abbastanza, ora andiamo avanti. Parliamo d’altro“.

Questo “parliamo d’altro” si traduce poi concretamente nei punti elencati prima: raccontare casi studio italiani, includere la mia esperienza diretta, coprire aspetti poco trattati, e così via.

Quando tutto intorno è stagnante, qualcuno deve prendersi la responsabilità di muovere un po’ le acque.

Con Growth Hacking Mindset non ho la pretesa di essere riuscito ad alzare questa famosa asticella, ma è di certo una delle motivazioni principali che mi ha spinto.

Spero di esserci riuscito.

Se ti è piaciuto questo post, clicca Mi Piace qui sotto!

Accedi alla mia academy

Se ti interessano gli argomenti che tratto su questo blog iscriviti alla mia academy online per studiarli in maniera strutturata e confrontarti con decine di imprenditori e professionisti di ogni settore.

Commenti

Chi Sono

raffaele gaito blog

Sono un Growth Coach,
autore, speaker e blogger.
Attraverso il Growth Hacking guido le aziende a migliorare i loro prodotti e i loro processi con l’ausilio dei dati, degli esperimenti e del pensiero laterale.
In segreto mi alleno per diventare Batman

Puoi seguirmi qui

La mia newsletter

Ricevi una volta a settimana una mia selezione di super contenuti sul mondo digital, marketing e business. Libri, tool, video, post, eventi e tanto altro materiale interessante per il tuo lavoro. Batman sarebbe fiero di te ;).

Ultimi post

Studia con me

I miei libri

Leggi i miei libri
su crescita e sperimentazione

I miei corsi

Segui i miei corsi online
su marketing e business

La mia academy

Accedi alla mia academy per studiare il Growth Hacking