growth team

Come creare un Growth Team in azienda

Introduzione

Creare un Growth Team nella propria azienda, nella propria startup non solo è possibile, ma è necessario. Questo perché la crescita è un argomento che interessa chiunque si definisca un imprenditore e qualunque sia il suo business.

Ecco perché la figura del Growth Hacker ha attirato così tanta attenzione negli ultimi tempi, generando stipendi da capogiro in America  con cifre che vanno dai 150k ai 170k dollari.

A queste condizioni è però facile cadere nella mitologia.

Per questo motivo prima di parlare di come creare un Growth Team è necessario andare a sfatare il mito dei Growth Hacker come gli unicorni delle aziende della Silicon Valley.

Prima di dirti cosa fa un Growth Hacker all’interno di una azienda, ti dirò chi non è un Growth Hacker:

  • Non è un mago che risolve tutti i problemi dell’azienda da solo
  • Non possiede conoscenze infinite e in ogni campo del sapere
  • Non lavora da solo o in un garage con il suo computer

Il primo passo da fare, quindi, è quello di smettere di parlare di Growth Hacker come figura singola e iniziare a parlare di un team di crescita come di un Growth Team.

Growth Team: da chi è composto e cosa fa

In quanto tale, un team è e deve essere, per sua natura, multidisciplinare. La multidisciplinarità infatti, è una delle caratteristiche principali e fondamentali del Growth Hacking. Più volte ho parlato di multipotenziale e del valore delle competenze cross-funzionali.

Se è vero infatti che il Growth Hacking è un processo (leggi il paragrafo “Growth Hacking come processo” nel mio post Growth Hacking: tutto quello che devi sapere) un Growth Team deve essere in grado di intervenire su tutte le fasi questo processo:

  1. Analisi
  2. Ideazione
  3. Prioritizzazione
  4. Esecuzione

Molti sono portati a vedere il team come una unità operativa che entra in gioco sono nella fase di Esecuzione, ma non è così. L’apporto del team è, infatti, fondamentale in tutte e quattro le fasi del processo di Growth Hacking, proprio per la sua natura multifunzionale.

Il risultato sarà quello di produrre inevitabilmente un impatto cross-funzionale su tutto il Business.

Cosa significa?

Che, come ho detto prima, il Growth Hacker non è un lavoratore solitario, scollegato dal resto dell’azienda. La sua azione, e quindi l’azione dell’intero team che lavora al processo di crescita, impatta in modo trasversale su tutti i reparti dell’azienda, dal marketing al prodotto.

Ecco, allora, quali sono le figure ideali da coinvolgere in un team di Growth Hacking:

  • Il programmatore, che con le sue competenze tecniche impatta direttamente sul prodotto
  • Il marketer, che abbia competenze sui canali di marketing
  • Il designer, che in base al core business dell’azienda contestualizzi la fruizione del prodotto
  • Il Growth Master, che approfondirò alla fine di questo post

A queste che possono essere definite le figure principali di un Growth Team, se ne possono aggiungere altre, con maggiori specificità, a seconda della natura e della grandezza dell’azienda: data scientist, customer support, UX, e così via.

growth hacking crossfunzionale

Dove trovare le risorse per un Growth Team

Dove trovare le risorse è il primo problema da affrontare ed è la prima domanda a saltare fuori quando affronto questo argomento, specialmente se il mio interlocutore è un imprenditore di una PMI o il CEO di una startup.

La risposta è molto semplice e non serve andare lontano, ma iniziare esattamente da quello che si ha a disposizione, razionalizzando e ottimizzando le risorse in base alle esigenze. In realtà non c’è una sola risposta alla necessità di trovare le risorse, ma almeno tre.

1. Partire con risorse in condivisione

Vale a dire utilizzare risorse già presenti e investire una piccola percentuale del loro tempo su task di Growth Hacking. In questo modo si inizierà a implementare il processo di crescita e solo quando si raggiungeranno i primi risultati l’investimento, in termini di risorse e tempo, richiederà un ampliamento.

2. Valutare l’uso di risorse dedicate solo quando necessario

In questo modo si eviterà di avere risorse inutilizzate quando il processo non richiede il loro diretto intervento. Se, ad esempio, non è necessario l’intervento del marketer in una determinata fase del processo, quella risorsa potrà continuare a fare quello che ha sempre fatto senza rappresentare un costo aggiuntivo, o peggio, inutile in quel momento.

3. Avvalersi di supporto esterno quando serve

Significa poter rispondere alle esigenze di una determinata fase del processo, o poter fare un preciso esperimento, con l’intervento di una figura esterna che lavorerà ad hoc solo su quell’output, per verificare se e quanto il risultato ottenuto è scalabile. Sono moltissime, inoltre, le attività che possono essere realizzate in outsourcing, guadagnando tempo e qualità, anche grazie alle numerose piattaforme su cui reclutare professionisti e ottenere qualsiasi servizio in tempo reale a un costo bassissimo (come Freelancer, Fiverr, Behance).

Questo vi permetterà di mantenere all’interno dell’azienda o della startup soltanto quello che veramente è il cuore del tuo business, senza rinunciare a tutto ciò che comunque è importante e necessario per farlo crescere.

Qual è il ruolo del Growth Master

Con un team così, il Growth Master (o Head of Growth, o Chief Growth Officer, in qualsiasi modo venga chiamato) non è altro che un facilitatore. Una figura, che all’interno di un team, ha il ruolo di facilitare la sperimentazione affinché il processo di crescita raggiunga dei risultati.

Ecco perché il Growth Master non è un manager; perché gestisce il processo, non le persone. Nella gestione del processo il Growth Master gestisce, verifica e indirizza i risultati. Il suo compito è quello di monitorare l’andamento e la direzione del processo.

Ma se è vero che un Growth Master mangia pane ed Excel, è anche vero che non sta incollato alla sua scrivania, o chiuso in una stanzetta, perché un Growth Master è anche un evangelizzatore della crescita all’interno dell’azienda: il suo ruolo è quello di fare in modo che l’impatto della crescita sia avvertito e vissuto da tutta l’azienda a 360 gradi.

I diversi tipi di Growth Team

Su come sia collocato un Growth Team all’interno di una più ampia organizzazione aziendale occorre fare una distinzione. Sono due i modelli di riferimento che hanno dato vita a due tipi di Growth Team:

Il modello indipendente

Con questo modello il team lavora, come suggerisce il nome, in modo indipendente, basandosi esclusivamente sulle metriche e concentrandosi, di volta in volta, su un preciso step del Funnel AAARRR. I risultati saranno riportati dal Growth Master direttamente al CEO dell’azienda; per questo motivo è un modello che si adatta maggiormente alle aziende di dimensioni più piccole e alle startup.

Il modello funzionale

Questo modello è invece utilizzato principalmente da grandi aziende perché interviene sui singoli reparti e sulle funzionalità di un determinato processo facendo riferimento non più direttamente al CEO, come nel caso del modello indipendente, ma al manager di quel reparto.

Per questo è possibile trovare più team di Growth in una stessa azienda che si occupano di funzioni diverse.

Operativamente l’attività di un Growth Team sfocia in quello che si definisce Growth Meeting: una riunione (generalmente settimanale della durata di circa un’ora) gestita dal Growth Master in cui:

  • Viene analizzato il progresso nel processo di crescita, attraverso l’analisi di KPI e metriche.
  • Vengono valutati i risultati degli esperimenti in corso e le lezioni imparate dagli esperimenti falliti, nell’ottica per cui i fallimenti sono elementi utilissimi e indispensabili in un percorso di crescita.
  • Si definiscono e si assegnano i nuovi task, i prossimi passi che il team dovrà compiere.

Conclusioni

Se alla fine di questa lettura vuoi veramente iniziare a fare Growth Hacking e creare un Growth Team queste sono le 4 cose che devi ricordare:

  1. L’importante è iniziare; parti con le risorse in condivisione.
  2. Il prodotto è al centro di tutto; cerca persone per il tuo team che siano orientate al prodotto e non focalizzate solo ed esclusivamente sul loro ruolo.
  3. Crea un’abitudine; in un processo i passi da compiere sono fondamentali e una routine serve a tenere sotto controllo l’andamento e la direzione da prendere.
  4. Ricorda che la crescita non può essere un side project; dev’essere la priorità della tua azienda!

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Classe ‘84, Salernitano, cresciuto a camille e robottoni giapponesi! Sono un imprenditore digitale, blogger, public speaker e autore.
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