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Come fare la SEO per i video YouTube, alcuni consigli

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Guest Post di Simone Serafini, SEO Strategist di Pro Web Consulting.

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Introduzione alla SEO per i video

Quando si pensa alla SEO spesso ci si concentra esclusivamente su Google. In realtà, ci sono molti motori di ricerca verticali con logiche proprie, che possono dare davvero grandi soddisfazioni.

YouTube, la piattaforma per i video, è considerata uno dei motori di ricerca più ampi e utilizzati del mondo, con un numero di utenti davvero stratosferico.

Quando vuoi ottimizzare un video, hai due strade davanti, il primo macro-obiettivo, diciamo: voglio posizionare una pagina che contiene un video nella SERP di Google oppure voglio posizionare un video dentro a YouTube stesso?

Nel primo caso, dobbiamo ragionare sul motore di risposta Google, secondo logiche SEO che ormai ci sono familiari ma senza dimenticare gli elementi specifici dei video; nel secondo caso, andremo ad agire sul motore di ricerca YouTube.

E se è vero che le best practice dell’ottimizzazione sono orizzontali, è altrettanto importante capire che esistono tool e logiche ad hoc per la SEO dei video.

Qui trovi un white paper molto approfondito sull’argomento, che abbiamo realizzato pensando proprio ai creatori di contenuti video e dove il tema viene sviscerato in dettaglio.

Fattori di posizionamento su YouTube

Quali sono i principali fattori di ranking su cui si basa l’algoritmo del motore di ricerca interno di YouTube?

Anche se un elenco preciso ed esaustivo è probabilmente impossibile da stilare, quelli di seguito sono alcuni fattori importanti a cui devi prestare attenzione:

  • Durata del video
  • Qualità del video
  • Tempo di visualizzazione
  • Social engagement generato
  • Commenti
  • Mi Piace
  • Numero di iscritti al canale
  • Titolo e descrizione
  • Tag del video
  • Tag del canale

Potremmo pensare di dividere questi elementi in fattori riguardanti il contenuto in senso proprio e fattori di coinvolgimento.

In primis, possiamo dire che l’ottimizzazione di un video su YouTube parte dal video stesso: la qualità del contenuto, in termini sia tecnici, di girato, risoluzione e montaggio, ma anche di pertinenza, racconto, chiarezza e coerenza del messaggio, sono imprescindibili per potersi posizionare.

Un video sfocato, confuso o con delle incoerenze tra ciò che viene annunciato nel titolo e ciò che viene poi effettivamente mostrato, difficilmente riuscirà ad ottenere buoni risultati.

Inoltre, non bisogna dimenticare la durata e la qualità dei contenuti video: una media di 6 minuti è considerata dalla piattaforma come l’ottimo per rispondere alle intenzioni di ricerca degli utenti.

I cosiddetti “fattori di coinvolgimento” sono, invece, importanti per capire come il video viene percepito dall’audience: commenti, visualizzazioni, condivisioni sui social e mi piace, perché non dimentichiamo che YouTube è sì un motore di ricerca ma è anche un social media.

Come si ottimizza un video: 8 elementi chiave

Passiamo all’operatività: quali sono gli elementi su cui possiamo intervenire per far sì che il nostro video su YouTube?

Il video stesso

Come già accennato, in primis la materia prima deve essere eccellente, un video di scarsa qualità e privo di un messaggio di valore, non si posizionerà. Dobbiamo fornire una risposta di qualità, pertinente alle ricerche degli utenti su uno specifico argomento.

Ottimizzazione dei tag

Come nella SEO “tradizionale”, anche su YouTube i tag sono importanti. Qui, si suddividono in tag di canale e tag del video. La differenza? I primi sono più generici e descrivono macro-contenuti e obiettivi dell’intero canale, mentre i secondi scendono nel dettaglio perché sono specifici di un singolo video;

Ottimizzazione di titolo e descrizione

Titolo e descrizione rispondono circa alle stesse norme della SEO per Google. Parole chiave inserite all’inizio del titolo e rispetto delle lunghezze suggerite sono quindi la base. Un consiglio importante per quanto riguarda le descrizioni è di prestare attenzione alle prime tre righe: solo queste, infatti, saranno subito visibili sotto il video e proprio per questo è bene mettere un link qui (il resto sarà visibile solo al click dell’utente su “vedi tutto”);

Strategia di link interni

Il link di cui parlavamo al punto precedente, inserito nelle primissime righe di descrizione del video, può essere molto utile nell’ottica di fare interlinking. Come sceglierlo? Dipende dal tuo obiettivo di marketing in generale: potresti voler portare persone al tuo sito o e-commerce, oppure traghettarle sulla tua pagina Facebook o su un blog di approfondimento.

Ottimizzazione delle miniature

La miniatura è un’istantanea, un frame di un video, che deve far percepire da subito di cosa andrai a parlare. È raccomandabile sceglierla bene e non lasciarla al caso, con una buona risoluzione e rispettando le dimensioni consigliate (1280 x 720 pixel, formato 16:9).

Architettura informativa del canale

Una soluzione strategica per ordinare i contenuti in macro-contenitori di facile fruizione da parte degli utenti è creare le cosiddette playlist, che sono delle categorie o archivi, nei quali inserire differenti video correlati da un argomento comune.

Schede e schermata finale

Le schede e la schermata finale sono elementi aggiuntivi che permettono di evidenziare un punto di interesse, oppure di inserire un testo interattivo o una call-to-action con un link all’interno del video stesso. Capirai quindi che si tratta di strumenti molto preziosi di conversione.

Commenti e sottotitoli

I commenti degli utenti ovviamente pesano molto sull’ottimizzazione. So cosa stai pensando: no, non è una buona idea aggiungere commenti fake. YouTube non è sprovveduto e riesce facilmente a smascherare (e penalizzare!) queste pratiche, facendo la proporzione tra visualizzazioni e commenti, ad esempio. Meglio fornire contenuti sempre migliori e interessanti per far sì che veri utenti li commentino. Ad esempio, i sottotitoli sono estremamente utili sia per utenti affetti da ipoacusia sia per chi fruisce video da mobile senza audio.

Risorse di approfondimento per la SEO dei video

All’inizio dell’articolo abbiamo parlato di differenze tra ottimizzazione orizzontale e verticale.

Non bisogna mai dimenticare, però, che YouTube è di proprietà di Google: questo fa sì che molte logiche di funzionamento siano molto simili. L’ottimizzazione segue gli stessi principi, alla base dei quali c’è un solo parametro fondamentale: la qualità, intesa come capacità di fornitore un buon contenuto all’utente, in risposta a una specifica domanda o esigenza.

Per approfondire l’argomento ti consiglio di dare un’occhiata ai seguenti link:

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Chi Sono

raffaele gaito blog

Sono un Growth Coach,
autore, speaker e blogger.
Attraverso il Growth Hacking guido le aziende a migliorare i loro prodotti e i loro processi con l’ausilio dei dati, degli esperimenti e del pensiero laterale.
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