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Video marketing formativo: il mio progetto con MailUp

Ogni anno si dice che sia l’anno del Video Marketing.

Parliamo spesso di live sui social media, mentre oggi vorrei affrontare i video da un punto di vista diverso: quello dell’utilizzo (formativo ed educational) che può farne un’azienda B2B per consolidare la propria base di follower e attingere a nuovi bacini di utenti.

Sai bene quanto sia difficile costruire un’audience da zero quando si lancia un nuovo progetto, visto che è uno dei temi principali del Growth Hacking! Ho sempre detto che, a mio avviso, un ottimo modo è quello di investire su contenuti di valore, che rafforzino l’autorevolezza del brand e favoriscano il passaparola in modo semplice e gratuito.

Per questo oggi ti voglio parlare di un progetto che mi coinvolge in prima persona insieme a MailUp, un’azienda che forse ricorderai per il lavoro di Content Marketing che da anni porta avanti. Insieme abbiamo creato una Video Academy, ossia un video corso gratuito che mi vede protagonista, per spiegare in 6 video-pillole i principi e le best practice di Growth Hacking.

Ho intervistato Andrea Serventi, Content Editor nel team di comunicazione di MailUp, per capire meglio qual è il valore aggiunto del video marketing formativo per una realtà consolidata come la sua.

Raffaele Gaito: Ciao Andrea! Bando alle ciance, visto che abbiamo lavorato insieme su una Video Academy gratuita sul tema del Growth Hacking racconta brevemente a chi legge il mio blog di cosa si tratta.

Andrea Serventi: Ciao Raffaele! In parole povere si tratta di 6 puntate, o video-pillole, in cui tu ci guidi nel mondo dei “pirati della crescita”, tra funnel, strumenti e casi di studio.

I contenuti sono completamente gratuiti e per seguirla basta compilare un form: da quel momento, ogni due giorni, ogni iscritto riceverà una nuova video-pillola direttamente nella propria casella email.

RG: Facendo un passettino indietro e ragionando in termini più generici, visto che questa non è la prima Video Academy che realizzate, che ruolo ricopre il formato video nella vostra strategia di Content Marketing?

AS: Beh sicuramente ne facciamo un uso più moderato rispetto alle aziende B2C, a causa della maggiore istituzionalità che contraddistingue il nostro brand.

La nostra strategia vede la produzione di contenuti ad alto valore aggiunto, creati in partnership con voci autorevoli di diversi settori, con un triplice obiettivo:

  1. Consolidare la reputazione del brand come autorevole
  2. Fare lead generation di qualità (infatti occorre un’iscrizione gratuita per vedere i video)
  3. Portare nuovo traffico al nostro sito grazie alle condivisioni e al passaparola sui contenuti

RG: Torno un attimo sulla Video Academy di Growth Hacking che abbiamo realizzato insieme. Perché il mio lettore tipo (appassionato di digital, innovazione, marketing, ecc.) dovrebbe guardarla?

AS: Come prima cosa ti direi perché è un bel progetto, con un taglio agile ma anche approfondito.

Perché si passa dal contesto storico in cui nasce la disciplina e si arriva ai tool per applicare le logiche del Growth Hacking all’Email Marketing, passando per alcuni case study: ad esempio, in quanti sapevano che  Hotmail, Instagram e Airbnb e Dropbox devono le loro fortune al Growth Hacking?

Prendiamo Dropbox: in 12 mesi è riuscita a passare da 100.000 a 4 milioni di utenti. Tu ci spiegherai come ci sono riusciti.

Poi aggiungo un altro dettaglio: MailUp, nell’immaginario di molti, è sinonimo di Email Marketing. Un campo in cui spesso, in questo blog, facciamo delle incursioni, un canale da molti percepito come codificato, come un “classico” del mondo digitale con dinamiche e strumenti da tempo cristallizzati.

In realtà non è così!

Il canale email prestato al marketing è un campo in continua sperimentazione, a livello di strategia e tecnologia. Quindi nelle pillole spendiamo qualche parola in più per approfondire questo tema, assolutamente centrale per ogni Growth Hacker.

RG: Visto che mi parli di sperimentazione, non posso non chiederti cosa significa oggi sperimentare con l’email marketing? Canale che, come tu stesso anticipavi, è percepito spesso come statico.

AS: In realtà significa quello che significa in qualsiasi altro campo!

Vuol dire adottare tool innovativi e cercare di avere uno sguardo più ampio, che consideri le dinamiche comunicative che si stanno affermando tra le persone. Alla fine è proprio il tipo di approccio che prendiamo in considerazione nella nuova Video Academy interamente dedicata al Growth Hacking.

RG: Visto che questa immobilità è solo percepita, ma in realtà non c’è, come descriveresti l’email marketing oggi? Dammi tre parole che secondo te rappresentano in pieno questo mondo.

AS: Integrazione, profilazione, automazione!

  • Integrazione significa concepire l’email come un canale strategico all’interno di un più ampio ecosistema digitale, che abbraccia social, SMS, messaging, e-commerce, CRM, CMS e molto altro. Bastano le API per creare una sinergia tra tutti questi strumenti e creare un sistema di vasi comunicanti per i dati.
  • Profilazione non significa nient’altro che inviare email personalizzate, grazie a funzioni dedicate e ai dati sincronizzati a cui accennavamo un secondo fa. Perché oggi non basta raggiungere l’inbox, la rilevanza è divenuta il principale fattore di successo: significa recapitare messaggi che incontrino interessi, abitudini, esigenze e caratteristiche del singolo utente. Tanto più che le email personalizzate, rispetto a quelle generiche, hanno tassi di conversione 6 volte più alti.
  • Infine l’automazione, che significa rendere automatiche tutte le operazioni preliminari: incanalare i dati in segmenti e profili, comporre email personalizzate sul singolo destinatario e inviare automaticamente in base ad azioni e comportamenti.

RG: L’automazione è forse uno degli aspetti di questo mondo che più è connesso al mondo del Growth Hacking. Mi rendo conto, però, che non è ancora qualcosa usato da tutti. Tu che ci lavori quotidianamente a chi la consiglieresti?

AS: In realtà tutte le aziende possono servirsene con vantaggio e profitto.

I benefici saranno diversi a seconda degli obiettivi aziendali e delle esigenze: si può adottare l’automazione per aumentare le conversioni, per fare lead generation o semplicemente per ridurre le spese di marketing.

Ma queste sono solo alcune delle casistiche possibili.

RG: Ovviamente tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e anche se un imprenditore percepisce le potenzialità dell’automazione non sempre è in grado poi di farlo, o almeno non da solo. Vista l’evoluzione dei tool degli ultimi 4-5 anni, questo step rimane qualcosa di complesso o ci sono modi per ottenere risultati interessanti anche per chi non ha competenze tecniche avanzate?

AS: In realtà non è affatto complesso!

La tecnologia di automazione, quella di MailUp ad esempio, si basa ormai su un sistema drag & drop che consente di creare workflow, (cioè flussi automatici di email e SMS) in pochi clic, con semplici operazioni di trascinamento e rilascio.

RG: E allora se l’automazione è così semplice e accessibile e rappresenta, da un certo punto di vista, il presente dell’Email Marketing, cosa rappresenta il futuro di questo settore?

AS: Nel mondo marketing ci sarà l’ascesa della messaggistica istantanea!

È proprio di questi ultimi mesi la notizia del lancio di WhatsApp Business, l’app per Android pensata per le piccole attività con l’obiettivo di semplificare il modo in cui comunicano con i clienti e rendere più facile per gli 1,3 miliardi di utenti entrare in contatto con i brand.

A questo proposito, come anticipato a fine 2017, noi di MailUp, concentreremo nel messaging buona parte dello sviluppo sulla piattaforma, in un’ottica di marketing conversazionale.

Quello che vogliamo mettere in mano ai marketer è una piattaforma di Email Marketing integrata con le più importanti app di messaggistica istantanea.

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