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Lavoro agile: cosa è, spiegato semplice, lo smart working

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Introduzione

Nei mesi appena trascorsi il mondo si è congelato, frantumando tutte le nostre abitudini e dettando nuove leggi in tutti i campi, compreso quello del lavoro. 

La pandemia ci ha portato a scoprire, in maniera più o meno forzata, la ormai super ridondante definizione di smart working. 

Mi sono guardato intorno e quello che pensavo fosse l’inizio di una rivoluzione dei sistemi si è rivelato essere, invece, solo una grande confusione. 

Partendo dalla definizione più semplice possibile, fino ad arrivare a capire quali sono le caratteristiche e le normative, voglio analizzare insieme a te cos’è veramente il lavoro agile e qual è la differenza con il telelavoro.

Facciamo chiarezza.

Cos’è il lavoro agile?

Lasciamo per un attimo da parte il termine inglese smart working per fare spazio al suo nome nostrano, lavoro agile

Possiamo descrivere il lavoro agile come una forma di lavoro subordinato caratterizzato da flessibilità di orario e di luogo in cui viene svolto, con lo scopo di migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’attività

In altre parole, il lavoro agile è caratterizzato da:

  • Flessibilità
  • Autonomia
  • Responsabilità
  • Collaborazione

Quando parlo di flessibilità intendo che il focus si orienta sull’obiettivo, a prescindere da dove e quando io svolga il mio lavoro. 

Sorge spontaneo chiedersi se il lavoro agile si possa svolgere ovunque. Ebbene sì. Un lavoratore smart può praticare la propria attività in casa, in un co-working o su Giove, connessione permettendo. 

L’importante non è il dove, ma il come, è una questione di lavoro ben fatto.  

Questa grande malleabilità di spazio e tempo può subire delle eccezioni, che devono essere prestabilite. Potrebbe esserci, ad esempio, la necessità di partecipare a delle riunioni con i colleghi o che il datore di lavoro richieda la presenza saltuaria in sede. Attenzione, questo verrà specificato nel momento in cui viene stipulato il contratto. 

Il lavoro agile è autonomo. Stop. Sta tutto nelle mani del lavoratore. È la persona a gestire la propria mansione, senza nessun tipo di controllo. 

Per intenderci, chi fa un lavoro agile non è tenuto a rispettare degli orari o a timbrare un cartellino.

Al concetto di autonomia si collega di fino quello di responsabilità, fondamentale nello smart working. Per poter svolgere al meglio il proprio lavoro c’è bisogno di rigore e di organizzazione, che non sono affatto da sottovalutare. 

Proprio perché il lavoratore autonomo non è controllato da nessuno, potrebbe facilmente distrarsi o tendere a procrastinare.  

È un rischio reale, che ho vissuto sulla mia pelle ma che con qualche piccola attenzione, si può superare facilmente. Ti consiglio il video qui sotto a tal proposito.

Ed infine, un assioma del lavoro agile è la collaborazione. Con questo non intendo noiose video riunioni quotidiane, ma bensì il rispetto nei confronti di altri membri del team, se ci sono, e delle scadenze. 

Non solo l’approccio del lavoratore vira verso una gestione autonoma della propria attività. L’approccio smart è supportato da un nuovo assetto normativo, con la legge legge n. 81/2017, che garantisce al dipendente le stesse condizioni contrattuali ed economiche dei colleghi che esercitano la professione nel modo classico. 

E dove c’è un lavoratore smart, c’è anche un imprenditore smart.

Un’infusione di fiducia, di innovazione e di avanguardia è quella che i datori di lavoro dimostrano puntando su un cambio di assetto aziendale, propenso al lavoro agile. Un esempio su tutti è Mars Italia, a dimostrazione che il cambiamento può portare a un grande miglioramento.

Cos’è il telelavoro?

Ha iniziato a diffondersi a macchia d’olio già dagli anni 70, il telelavoro è semplicemente la possibilità di lavorare da casa, rispondendo alle stesse modalità e le tempistiche dell’ufficio. Anche il telelavoro è regolamentato da protocolli, normati dalla legge 877/1973

Un telelavoratore:

  • Deve essere in comunicazione con la sede centrale per trasferire i dati in tempo reale
  • Deve rispondere al controllo 
  • Ha l’obbligo di essere sempre online durante le ore di lavoro
  • Non può allontanarsi dalla sua sede distaccata durante l’orario lavorativo.

A questo punto è d’obbligo citare il lavoro da remoto, o remote working. Si tratta di una modalità contrattuale che prevede tutte le condizioni che abbiamo visto per il telelavoro, con l’aggiunta di poter variare il luogo, che sia la casa, un co-working o il bar.

Differenza tra lavoro agile e telelavoro

Le caratteristiche che contraddistinguono il lavoro agile e il telelavoro le abbiamo viste. Voglio fare qualche esempio concreto per vedere la differenza sostanziale. 

Un insegnante che durante la quarantena ha svolto la didattica a distanza è in telelavoro, in quanto deve sottostare agli stessi tempi e modi che svolgerebbe in una scuola. 

Una startup che si occupa di organizzare viaggi, invece, può essere rappresentativa per spiegare il lavoro agile. Una serie di figure professionali lavorano, assunti con un regolare contratto, da qualsiasi luogo e secondo i loro tempi, con l’unico obbligo di rispettare la scadenza e l’obiettivo. Il fotografo potrà lavorare di domenica, il copywriter potrà decidere di concentrare la sua attività duranta la mattina, e concedersi il pomeriggio libero, e così le altre figure. 

Conclusioni

È chiaro che sia il lavoro agile che il telelavoro non possono essere svolti da ogni professionista – sarebbe difficile fare il barbiere a distanza – ma in un mondo sempre più digitale questo è un paradigma positivo.

Il lavoro agile in particolare offre una serie di vantaggi, che vanno ben oltre il fattore ecologico, già chiaro a tutti.

Il vero valore è l’autodeterminazione, la crescita personale, è la fiducia reciproca tra dipendente e lavoratore, è l’assunzione di responsabilità verso il proprio ruolo.

Il mondo si è fermato per un pò, è vero, ma ci ha permesso di sdoganare un assetto che porterà notevoli benefici e come cita Scott Berkun:

L’opzione di lavorare da casa e di provare uno stile di vita diverso senza dover cambiare lavoro, è una vittoria per tutti.

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Chi Sono

raffaele gaito blog

Sono un Growth Coach,
autore, speaker e blogger.
Attraverso il Growth Hacking guido le aziende a migliorare i loro prodotti e i loro processi con l’ausilio dei dati, degli esperimenti e del pensiero laterale.
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