Il fenomeno dei multipli: cos’è (con esempi)

fenomeno dei multipli

Introduzione

Ti è mai capitato di leggere o sentire di un’idea che avevi avuto anche tu? Un film che hai immaginato nella tua testa e che poi hai scoperto già esistere? Un romanzo con una trama simile a quella che avevi iniziato a scrivere? Oppure, è questo sono sicuro sia capitato a molti di noi, un’app innovativa che pensavi fosse unica e invece qualcuno, da un’altra parte del mondo, l’ha già realizzata? 

Se hai mai vissuto una di queste situazioni, potresti aver fatto esperienza diretta del fenomeno dei multipli, tecnicamente quando le idee nascono insieme, in luoghi diversi e da persone diverse. 

Ma cosa significa davvero quando un’idea viene a più persone contemporaneamente, anche a chilometri o continenti di distanza, senza alcun contatto o comunicazione? È solo una coincidenza? Oppure qualcosa di più profondo e radicato nella natura della creatività umana?

Ho pensato fosse interessante esplorare il concetto dei multipli con qualche esempio, e capire perché a volte certe idee sembrano “pronte” per nascere, al di là di chi le pensa per primo o prima.

Che cos’è il fenomeno dei multipli?

Semplificando al massimo, il fenomeno dei multipli avviene quando diverse persone tra loro, in maniera del tutto scollegata, fanno la stessa scoperta o danno vita alla stessa invenzione simultaneamente (o quasi). 

Il termine multipli è stato coniato nell’ambito della storia, della scienza e della filosofia per indicare il verificarsi indipendente della stessa scoperta o invenzione da parte di più persone nello stesso periodo storico. In altre parole, si tratta di idee identiche o simili che emergono indipendentemente in contesti separati.

Premetto subito: non si tratta di plagio o copia, anche se potrebbe sembrare, si tratta invece di intuizioni parallele, nate senza influenze dirette ma stimolate da uno stesso sistema.

Come avviene il fenomeno dei multipli

Steven Johnson, autore di un libro che affronta l’argomento, sostiene che le grandi idee raramente nascono da un momento di genio isolato. Piuttosto, si sviluppano in ambienti favorevoli che favoriscono la connessione e l’evoluzione delle intuizioni. L’autore identifica sette modelli ricorrenti che favoriscono il generarsi di idee, intuizioni e invenzioni:

  • La lenta incubazione (The Slow Hunch), Le idee impiegano tempo per svilupparsi. Molte intuizioni restano latenti per anni prima di maturare
  • Le reti (Liquid Networks), vale a dire che ambienti flessibili e interconnessi, come laboratori, coworking o città vivaci, facilitano la condivisione di idee e stimolano la creatività
  • L’adiacente possibile (The Adjacent Possible), cioè le nuove idee emergono da ciò che è immediatamente possibile in base alle tecnologie e alle conoscenze del momento
  • La serendipità (Serendipity), che è un concetto che amo, e cioè le scoperte più importanti, le idee più belle spesso accadono per caso, quando si è esposti ad altri eventi apparentemente scollegati
  • L’esplorazione degli errori (Error), metodo che è alla base della sperimentazione, e cioè gli errori, se analizzati, possono portare a innovazioni. Molte scoperte scientifiche, se ci pensi, sono nate da fallimenti
  • Adattamento (Exaptation). Tecnologie o idee nate per un certo scopo vengono riadattate per risolvere problemi diversi 
  • Le piattaforme (Platforms), per cui ambienti aperti e condivisibili (come le piattaforme digitali, spazi pubblici) fungono da trampolino per nuove idee e innovazioni.

Esempi storici del fenomeno dei multipli

Uno degli esempi storici più famosi del fenomeno dei multipli è quello del calcolo infinitesimale, sviluppato contemporaneamente ma separatamente da Isaac Newton e Gottfried Wilhelm Leibniz nel XVII secolo. Entrambi elaborarono strumenti matematici potentissimi, ma iniziarono una lunga disputa su chi ne fosse il vero autore. Oggi si ritiene che entrambi siano giunti all’invenzione in modo indipendente.

Anche la teoria dell’evoluzione tramite selezione naturale è frutto della stessa dinamica. Anche se Charles Darwin riguardo alla teoria è il nome più celebre, un altro naturalista, Alfred Russel Wallace, giunse alla stessa intuizione mentre studiava le specie nel sud-est asiatico. Quando Wallace scrisse a Darwin per comunicargli la sua scoperta, Darwin si affrettò a pubblicare il suo lavoro, e i due finirono per presentare insieme le loro teorie alla comunità scientifica nello stesso anno. 

Il telefono è un altro classico esempio. Alexander Graham Bell e Elisha Gray presentarono i loro progetti di brevetto nello stesso giorno del 1876, con una differenza di poche ore. Anche in questo caso, si discusse a lungo su chi fosse il vero inventore, tuttavia si è trattato solo di un momento in cui che la tecnologia era ormai matura: molte persone nel mondo stavano lavorando su dispositivi simili. 

Esempi attuali di multipli

Il fenomeno dei multipli non si limita alla scienza. Anche nel mondo creativo assistiamo continuamente a idee parallele che sembrano sbocciare insieme.

Film con trame simili

“Armageddon” e “Deep Impact” sono due film del 1998 ed entrambi  parlano di un gigantesco asteroide in collisione con la Terra con annesse missioni disperate per deviarlo.
nel 2006 escono quasi contemporaneamente “The Prestige” e “The Illusionist” due film che raccontano storie di prestigiatori vissuti nell’Ottocento.
E come dimenticarsi di “A Bug’s Life” e “Antz”: due film d’animazione con protagoniste le formiche, entrambi del 1998. Una vicenda, questa, che generò tantissime tensioni negli studi di produzione che iniziarono ad accusarsi a vicenda di aver copiato l’idea.

In tutti questi casi, le varie case produttrici negarono qualsiasi tentativo di plagio, semplicemente le produzioni sono nate da idee simili, maturate nello stesso ecosistema culturale (che forse aveva bisogno di quel tipo di storie, in quel determinato momento).

Startup e app

Al di là dei film gemelli, questo fenomeno si verifica anche nel mondo della tecnologia, e qui è ancora più evidente. Molte app che usiamo ogni giorno, da Instagram passando da Uber e da Airbnb, sono nate in ambienti dove altri gruppi stavano lavorando a progetti simili, senza conoscersi.

Uno degli esempi più conosciuti è la disputa avvenuta tra Facebook e ConnectU. ConnectU ha persino fatto causa a Mark Zuckerberg per furto di idee, ma i concetti base erano già nell’aria, con più team che ci stavano lavorando. 

Altri due esempi sono stati Instagram e Hipstamatic e Airbnb e Couchsurfing. 

Come si spiega?

Ci sono varie spiegazioni del fenomeno dei multipli: 

La maturità del contesto culturale e scientifico

Quando certe conoscenze sono diffuse e disponibili a tutti, è più facile che molte persone arrivino alle stesse conclusioni o soluzioni. Ad esempio, il calcolo infinitesimale fu possibile perché la matematica del tempo era già molto avanzata. Senza quel contesto, né Newton né Leibniz avrebbero potuto fare la loro scoperta.

Lo zeitgeist

Il termine tedesco zeitgeist, ovvero lo “spirito del tempo”, indica l’insieme delle idee, dei valori e delle tendenze dominanti in una certa epoca. Quando qualcosa è nell’aria, è probabile che più persone la percepiscano e la traducano in qualcosa di concreto, anche se non si conoscono tra loro.

L’inconscio collettivo

Lo psicologo Carl Gustav Jung parlava di inconscio collettivo: un livello della psicologia condiviso da tutti gli esseri umani, in cui si muovono archetipi e simboli comuni. Potremmo considerare i multipli come il manifestarsi creativo di questi schemi, che emergono in sincronia.

La connettività globale

L’abbiamo detto: viviamo in un mondo iperconnesso. Anche se non ci rendiamo conto, siamo influenzati dagli stessi trend, leggiamo le stesse notizie, usiamo gli stessi strumenti tecnologici. Questo allineamento culturale rende più probabile che due persone, in luoghi diversi, pensino cose simili nello stesso momento. 

I multipli sono una risorsa, non un problema

Immagino che molte persone si possano sentire frustrate nello scoprire che qualcun altro ha avuto la loro stessa idea. Forse però, il fenomeno dei multipli può essere visto anche come una conferma: se un’idea emerge in più menti, forse è un’idea valida, matura, pronta per il mondo.

Inoltre, la prima idea non è sempre quella vincente. Molti innovatori hanno avuto successo perché hanno saputo eseguire meglio l’idea, o adattarla meglio al contesto, non perché l’hanno avuta per primi.

E anche nella scienza, ad esmepio, si riconosce che il vero valore sta nella dimostrazione, nello sperimentare, nell’applicazione, più che nell’intuizione iniziale.

Le idee circolano, emergono, si trasformano. Pretendere di possederle in modo esclusivo può essere un’illusione. Quello che conta davvero è come le realizzi, come le arricchisci, come le condividi.

Anche se qualcuno ha avuto la tua stessa idea, la tua versione può essere diversa, migliore, arricchita da qualche unicità. Molti progetti sono nati così: partendo da qualcosa di già esistente, ma trovando una nuova angolazione, un nuovo target, un nuovo valore aggiunto.

Conclusioni

Il fenomeno dei multipli ci ricorda che la creatività è una forza collettiva, che si muove attraverso epoche, culture e individui. Le idee non nascono nel vuoto, ma si accendono quando le condizioni sono pronte.

Nel suo libro Big Magic, Elisabeth Gilbert racconta di questo: le idee sono folletti che ci vengono a stuzzicare e se non li accogliamo vanno altrove. Dice: “All’ispirazione è concesso di fare ciò che vuole e non deve rendere conto a nessuno.”

Le idee non ci scelgono solo perché siamo i primi, ma perché siamo pronti ad accoglierle e a farle vivere.

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