ChatGPT: come proteggere dati e privacy

chatgpt privacy

Introduzione

Ormai si può dire che ChatGPT, così come altre decine di strumenti di Intelligenza Artificiale, sono il pane quotidiano per molti di noi. Tanto a livello professionale che personale.

Il collega di lavoro che ci affianca, una delle fonti più rapide e vaste di informazioni, tante funzionalità che vanno ben oltre quello che potevamo immaginare appena un paio di anni fa. 

Ma come possiamo usare ChatGPT prestando attenzione alla sicurezza e alla privacy dei nostri dati? Questo è una delle domande che mi fate spesso. 

Ne ho parlato in passato, in un video, e ritengo fondamentale tornarci su senza dare nulla per scontato, soprattutto per chi utilizza questo strumento da poco tempo, in ambito lavorativo o personale. Ho raccolto 7 consigli pratici da applicare e che puoi scegliere di utilizzare in base alle tue esigenze.

Informativa sulla privacy di ChatGPT

Prima di entrare nel vivo di questi consigli, farei una panoramica su quella che è l‘informativa della Privacy di ChatGPT. Sulla pagina ufficiale la policy è molto chiara e, in sostanza, spiega come:

  • I dati vengono raccolti direttamente dai fruitori del servizio
  • Quegli stessi dati vengono utilizzati per fornire, mantenere e migliorare i servizi di ChatGPT
  • I dati possono essere condivisi
  • L’utente ha pieno diritto di correggere, cancellare i propri dati, revocare il consenso
  • Vengono adottate misure di protezione, ma si specifica che la trasmissione su internet può non essere del tutto sicura.

A questo va aggiunto che le condizioni di questa informativa possono subire modifiche, cambiamenti che quando si parla di Intelligenza Artificiale avvengono quasi alla velocità della luce. Come fare, quindi, per proteggere i propri dati?

Utilizzare la chat temporanea

Si tratta della versione digitale del “parliamo e basta”. Nessun archivio, nessuna cronologia, nessuna traccia. Perfetta per testare idee, scambiarsi informazioni e fare in modo che ogni cosa che cerchi o scrivi non resti nella cronologia, non addestra i modelli e non aggiorni la memoria del tool.

Ovviamente, tutto quello che scrivi è temporaneo, per cui sparisce del tutto e non puoi recuperare le informazioni in alcun modo.

Questa funzionalità la trovi in alto a destra dello schermo ed è disponibile anche dalla versione ChatGPT mobile.

Chat condivise

Le chat condivise di ChatGPT, se non ti è capitato di generarle o di riceverne, ti permettono di generare un link pubblico per condividere una conversazione con altre persone. Questa funzionalità, sebbene utile, comporta alcuni rischi: può esporre dati sensibili, essere letta da più persone, anche non diretti destinatari (ad esempio ex dipendenti) e per questo sarebbe meglio controllare regolarmente i link condivisi ed eliminare quelli non più necessari.

Nelle impostazioni, sotto la sezione “Data controls”, è possibile gestire facilmente tutti i link creati, visualizzando la lista completa delle chat condivise e cancellandole con un clic.

Anonimizzare i dati

Il mio primo consiglio per proteggere i dati sensibili su ChatGPT è tentare il più possibile di anonimizzare le informazioni che inserisci. Se, ad esempio, nel testo sono presenti nomi, cognomi, numeri di telefono o email, sostituiscili con codici che affidi ad ognuno di essi (es. Cliente 1, 2, 3). Questo è un passaggio importante, soprattutto per chi lavora con dati riservati, come ad esempio può esserlo un elenco clienti in un file Excel o CSV. Basta sostituire i dettagli personali con codici per aggiungere un primo livello di protezione.

Utilizzare il piano Team

Il mio secondo consiglio è quello di valutare il piano Team. Questo piano garantisce che i dati che tu o gli altri membri del team inserite non siano usati per il training dei modelli, oltre ad includere funzionalità aggiuntive. Costa $5 in più rispetto al piano Plus e richiede l’utilizzo di almeno due utenti, per cui può risultare ideale per piccole aziende, agenzie o startup. Se condividi dati con il tuo team, questa è un’opzione più che vantaggiosa.

Per le grandi aziende: versione Enterprise

Se stiamo parlando di aziende più grandi, che gestiscono una quantità significative di dati o necessitano di una sicurezza avanzata, il mio consiglio è quello di considerare il piano Enterprise di OpenAI. Questo piano offre strumenti di gestione dei dati di livello avanzato e ulteriori opzioni di sicurezza. Te lo dico già che non è questa l’opzione più economica, ma può fare una grande differenza in contesti aziendali che richiedono una protezione dei dati più rigorosa.

Gestire le impostazioni di privacy

Per quanto possa sembrare un consiglio abbastanza basic, è anche una di quelle cose molto sottovalutate. All’interno di ChatGPT puoi controllare regolarmente le impostazioni.

Da qui puoi cancellare le chat, gestire i link condivisi ed eliminarli o scaricare tutti i dati utilizzati (opzione Export Data). 

Inoltre, disattivare la cronologia impedisce a ChatGPT di memorizzare le nuove conversazioni per più di 30 giorni. Questo è l’equivalente, per fare un parallelo, di navigare in “modalità incognito” e offre un ulteriore livello di sicurezza per le conversazioni che vuoi restino riservate.

Utilizzare il privacy center di OpenAI

Ultimo, ma non per importanza: utilizza il privacy center. In questa sezione di OpenAI puoi fare direttamente richiesta di cancellazione dal training. Questa è un’opzione particolarmente utile per chi utilizza ChatGPT a livello professionale e ha bisogno di mantenere il controllo sui propri dati. Dati sensibili, nomi, cifre: tutto questo potrebbe richiedere un maggior livello di privacy. 

Ora che ChatGPT ha anche la memoria, tra le altre cose, questi consigli assumono un valore ancora più potente. 

Conclusioni

Se la protezione dei dati online è qualcosa che non c’è nemmeno bisogno di dirlo quando sia importante, con l’avvento degli strumenti di intelligenza Artificiale questo è un argomento ancora più delicato.

Finche usiamo l’IA per chiedere ricette, consigli sul giardinaggio o supportarci nella stesura di articoli del blog allora non corriamo rischi, ma quando iniziamo a utilizzarla per task di lavoro dove trattiamo dati sensibili, allora la cosa si fa seria.

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