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ToggleRiepilogo sui User Generated Content
- Sono i contenuti generati dagli utenti stessi
- Possono essere di diverso tipo (recensioni, foto, interviste, video, ecc.)
- Si tratta di contenuti genuini e autentici
- Le aziende possono integrare gli UGC alle proprie strategie di marketing
Introduzione
Se un tempo le leggi del marketing erano assolutamente dettate dalle aziende e dai brand, abbiamo poi assistito ad una evoluzione importante che ha sempre di più messo le persone, gli utenti e la clientela al centro.
E quando dico che le persone sono state messe al centro, intendo proprio in maniera attiva, in una posizione decisionale.
Sono le persone a stabilire i tempi, i bisogni, a rilanciare sfide, a creare nuove esigenze.
In questo contesto, si è affermato un concetto chiave: User Generated Content (UGC), concetto che ha trasformato il modo in cui le persone interagiscono con i brand e condividono le proprie esperienze.
Approfondiamo.
User Generated Content (UGC): definizione e significato
Cosa si intende precisamente con User Generated Content?
Questa espressione, in termini semplici, si riferisce a qualsiasi contenuto creato dagli utenti stessi. Questo può assumere molte forme, tra cui le recensioni di prodotti, foto e video, post sui social media, blog e altro ancora.
La forza dell’UGC e il suo significato più profondo risiedono nella sua autenticità e nella capacità di coinvolgere gli utenti in modo attivo nella costruzione della narrazione di un brand. In altre parole sono gli utenti che, attraverso le loro idee, opinioni, esperienze e creatività contribuiscono a definire l’identità di un marchio.
Tipologie diffuse di UGC
Poiché gli User Generated Content si basano sulle interazioni spontanee delle persone con i brand, è facile intuire che tutto ciò che ne deriva sono comportamenti e contenuti molto eterogenei, che cambiano in base al tipo di pubblico, al loro modo di percepire il servizio, di usare i prodotti, ma dipendono anche dal tipo di utente, dalla sua età, la sua provenienza, il suo modo di utilizzare social e web.
I tipi principali di User Generated Content sono, quindi:
- Recensioni e feedback
- Foto o video degli stessi utenti che usano prodotti o servizi
- Testimonianze
- Commenti sulle varie piattaforme
- Interviste
- Racconti di casi studio.
Ognuno di questi esempi può, a sua volta, assumere diverse connotazioni, trovando sede tra i social, i blog privati, i canali YouTube, i podcast e chi più ne ha più ne metta.
I vantaggi dell’User Generated Content
Ok. È chiaro cosa si intende per UGC: il cliente diventa un vero e proprio content creator. Ma i vantaggi di tutto ciò? Voglio provare ad analizzarne qualcuno.
Autenticità e Credibilità
Lo UGC è autentico perché proviene direttamente dagli utenti stessi.
Le testimonianze, le recensioni e le esperienze condivise dagli utenti sono percepiti come più genuini e credibili rispetto ai contenuti creati direttamente dal brand.
Questo contribuisce a costruire la fiducia tra il pubblico e il brand. basta pensare a quando procediamo con gli acquisti online o con le prenotazioni di un ristorante. La prima cosa che fa la maggior parte delle persone è quella di spulciare le opinioni altrui, che rappresentano una sacra bibbia per circa il 90% delle persone.
Coinvolgimento
C’è una sola parola d’ordine: community. Questa partecipazione così coinvolgente e attiva può stimolare il senso di appartenenza e la connessione tra gli utenti e il brand, creando una community solida, impegnata e pronta a sostenere il tuo business.
Aumento dell’engagement
C’è una regola tacita, un pilastro che va ben oltre algoritmi e tecnicismi: le persone vogliono parlare e confrontarsi con altre persone.
Per questo motivo gli utenti tendono a interagire maggiormente con contenuti generati da altri utenti. Che si tratti di discussioni online, di confronti e dibattiti, di commenti divertenti o di incoraggiamento, tutto questo è un megafono incredibile per la visibilità del tuo brand.
Casi d’uso reali
C’è qualcosa di impagabile, tra i vari vantaggi che offre l’UGC: la varietà di prospettive e esperienze da parte di persone diverse tra loro. Questa diversità aiuta a mostrare la versatilità e l’applicabilità di un prodotto o di un servizio in modi che potrebbero non essere evidenti attraverso i canali di marketing tradizionali.
Risparmio
Risparmio di tempo e risorse. Ma in che misura? Un feedback, una recensione, un commento sono, per chi fa business online, oro colato e ti consentono di risparmiare tempo e risorse nella creazione di questionari e survey che poi vanno analizzati.
Ovvio che si tratta di un’integrazione da fare alle interviste, ma si tratta di input che arrivano in maniera genuina e che puoi utilizzare per un miglioramento continuo.
E poi c’è anche il risparmio legato alla creazione di contenuti veri e propri: io stesso sui miei canali utilizzo le reali testimonianze degli allievi della mia academy, per esempio.
Visibilità
Il passaparola è il re del marketing. Ed in effetti si potrebbe paragonare l’UGC al passaparola digitale.
Forum, blog, commenti. La condivisione di contenuti generati dagli utenti può ampliare la visibilità del brand.
Si può dire che gli User Generated Content sono a tutti gli effetti un prezioso strumento di marketing che va oltre la promozione diretta del brand, contribuendo a costruire relazioni autentiche, aumentare l’engagement e creare una comunità online dinamica e partecipativa. Va detto che però, come ogni cosa, c’è anche l’altro lato della medaglia, quello dei contro.
Non sempre le recensioni, i commenti, le interazioni sono positivi. Ci sono anche quelli che in un battibaleno possono affossare la reputazione di un brand. In questo caso serve tempestività nel correggere ciò che si è sbagliato e ovviamente investire sempre in un Customer Care che funzioni, che possa prendersi cura della clientela, soprattutto quella insoddisfatta.
Come avviare gli User Generated Content (con esempi di UGC)
Se da un lato si può pensare che l’UGC sia un’attività del tutto spontanea, dall’altro invece va detto che spesso e volentieri si tratta proprio di una parte integrante di una strategia di marketing ben fatta. Vediamo alcuni approcci.
Coinvolgimento emotivo. Le esperienze personali degli utenti, condivise attraverso recensioni, storie e immagini, creano un legame emotivo con il brand. Un esempio di UGC che fa leva sull’emotività delle persone è stata la campagna No Makeup Selfie di Cancer Research.
Nel corso della campagna, l’associazione ha spinto i suoi sostenitori a condividere foto al naturale, a contribuire con una donazione di 5 sterline per la ricerca sul cancro e a suggerire ad altri di unirsi al progetto. Sono stati raccolti 8 milioni di sterline in 6 giorni.
Autenticità e fiducia. L’User Generated Content offre un’opportunità unica di mostrare il lato autentico e vero di un brand e gli utenti si fidano, perché sono stati altri utenti a dirlo. Un esempio conosciuti da tutti e tutte è senza dubbio Amazon e il suo sistema di recensioni.
Interattività. Non si tratta solo di opinioni altrui, strategie di UGC si basano anche su quanto un brand è capace di essere intercettato per le persone. E l’interazione crea connessioni e condivisione.
Un esempio è LEGO che nel 2015 ha ideato il progetto LEGO Ideas attraverso il quale i clienti più appassionati possono realizzare una costruzione unica. Successivamente, devono raccogliere sostegno del pubblico, simile a una sorta di crowdfunding, tramite il sito web LEGO Ideas.
Qualora il creatore raggiunga 10.000 sostenitori, il consiglio di LEGO esaminerà l’opera e deciderà se trasformarla in un prodotto LEGO ufficiale destinato alla vendita globale.
Storytelling partecipativo. Il potere delle storie e delle parole ha qualcosa di magico, che unisce le persone, che racconta un’azienda, una persona, un brand attraverso una narrazione.
Se questa narrazione parte dalla clientela, allora bingo! Un esempio è Coca-Cola, con la sua campagna “Share a Coke” che presentava il progetto di includere centinaia dei nomi più diffusi sulle etichette delle lattine e delle bottiglie di Coca-Cola.
Venivano così incentivati i clienti a cercare una bottiglia o una lattina con il proprio nome, invitandoli poi a condividere una foto sui social media utilizzando l’hashtag #ShareaCoke e raccontare la propria storia fatta di quotidianità e normalità.
Conclusioni
Non si tratta di una novità. Le persone hanno bisogno, abbiamo bisogno tutti di contatto che sia il più umano possibile.
Anche quando immersi nel digitale.
Anche quando ci affacciamo da una finestra di uno schermo ad un’altra. Sta qui la forza dell’User Generated Content.
Contenuti fatti da persone, per altre persone.



