attesa

Per ottenere risultati concreti l’ATTESA è uno step fondamentale

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Ci siamo!

E ora che hai studiato e sperimentato non ti resta che attendere… ma, non proprio con le mani in mano.

Come ho detto nel primo post da cui è cominciata questa riflessione che mi accompagna da un po’ di tempo, sui tre passi necessari per creare un progetto di valore, lo studio non solo è il primo passo necessario, ma anche il secondo, il terzo e il quarto è così via…

Oggi, devo dirti che anche la sperimentazione, conseguenza naturale e pratica della teoria appresa attraverso lo studio, non si esaurisce in una fase o in un periodo di tempo circoscritto (che termina nel successo della tua idea) ma, confluisce in una terza fase, che piuttosto è un atteggiamento: l’attesa.

Ma cosa voglio intendere precisamente con il termine “attesa”?

Una condizione che deve predisporre al raggiungimento degli obiettivi, senza pretendere di avere tutto e subito e che, allo stesso tempo, deve far insorgere nuovi bisogni e nuove occasioni di studio e quindi, di conseguenza, nuovi dati da analizzare e validare attraverso la sperimentazione e così via, in un virtuoso loop di crescita e di evoluzione del progetto iniziale.

Due elementi che caratterizzano tanto i business digitali sono l’evoluzione degli strumenti (e degli stessi media) e la massiccia produzione di dati attraverso cui analizzare il pubblico, il suo sentiment e le sue aspettative.

Che i dati siano la grande rivoluzione del terzo millennio e che costringano a ripensare in modo fondamentalmente diverso le strutture di business, mettendo al centro il concetto di strategia, è ormai un fatto assodato e visibile in diverse best practices.

Alcuni esempi interessanti puoi trovarli nel ricchissimo TED di Philip Evans che nel 2013 parlava di come i data avrebbero cambiato il business.

L’attuale configurazione dei modelli di business impone una continua necessità di riadattarsi alle esigenze del mercato e ai bisogni dei consumatori, ormai ampiamente conosciuti e continuamente verificabili.

Grazie al digitale non c’è più bisogno di lanciare un prodotto e aspettare a lungo per poterlo verificare, per poter cioè verificare il suo impatto sul mercato. L’attesa è un atteggiamento tutt’altro che passivo e si consuma attraverso un processo continuo: ideazione-verifica-modifica.

Probabilmente hai capito dove sto andando a parare. Tutto ciò non è altro che un’estensione del “Lean Startup”, la metodologia sviluppata dal giovane Eric Ries nel 2008 e poi rapidamente diffusa in tutto il mondo.

(Se non hai idea di cosa sto parlando, devi assolutamente leggere il suo famoso libro e dare un’occhiata alla mia lista di libri di startup, per cominciare dalle basi)

Come sottolineato da Greg Satell in un bellissimo post su Forbes, non si tratta solo di un modello di business innovativo, ma di una vera e propria chiave di lettura di come si sia evoluto il mercato e le persone che lo costituiscono.

Operativamente, il metodo “lean startup” suggerisce di mettere in pratica un processo continuo di verifica del prodotto attraverso la relazione tra startup e clienti, specialmente nella prima fase di sviluppo. Il feedback prodotto ha un impatto sul “valore” del prodotto grazie alla sua verificabilità. Questo processo può essere efficacemente sintetizzato nel ciclo build-measure-learn (costruire-misurare-apprendere) così rappresentato:

lean startup: il ciclo build measure learn

Questo è esattamente quello che si dovrebbe fare mentre si “attende” che il lavoro fatto porti i suoi frutti! Ecco perché l’attesa non ha nulla a che fare con la lentezza o con l’immobilità, ma piuttosto con la cognizione dei processi e delle loro tempistica.

Il tempo dell’attesa dunque è quel contenitore all’interno del quale si assestano i processi avviati e si generano le nuove direzioni di un business tutt’altro che immobile e che quindi, paradossalmente, impone a chi vuole condurre il gioco di aspettare ogni sua evoluzione, senza starsene con le mani in mano, ma intuendone le logiche e prevedendone gli esiti.

Come si fa tutto questo?

Ormai la risposta dovresti saperla… Studiando e Sperimentando!

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