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title: "Marketing virale: definizione ed esempi"
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date: "2019-07-16T18:08:36+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "In questo post spiego il marketing virale in maniera semplice semplice. Spesso viene confuso con il growth hacking, ma sono due cose molto diverse."
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# Marketing virale: definizione ed esempi

## Riepilogo sul marketing virale

- Il marketing virale è la versione moderna del caro vecchio passaparola.
- La viralità non esiste, è qualcosa di studiato a tavolino.
- Gli utenti hanno un ruolo fondamentale nel processo di viralità.
- Non si può pensare di fare qualcosa di virale senza pianificazione e senza budget.

## Introduzione

Avrai sicuramente sentito parlare o intercettato sui social qualche contenuto definito **virale**, di quelli, cioè, che si diffondono così velocemente e capillarmente che in pochi giorni sono sulle bacheche/bocche di tutti, ispirano parodie e, addirittura, alimentano le consuete chiacchiere da bar o da macchinetta del caffè.

## Cosa significa marketing virale

Per definizione il **viral marketing**(la cui traduzione non è altro che **marketing virale**) si basa su qualcosa che si diffonde velocemente e senza controllo. Si tratta dell’insieme di tutte quelle attività non convenzionali, più o meno prevedibili e pianificabili, che hanno lo scopo di attivare la **condivisione tra gli utenti.**

Negli anni spesso il [Growth Hacking](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacking/) è stato confuso con il marketing virale proprio perché parecchi casi studio famosi hanno fatto leva su meccaniche di viralità per ottenere una crescita vertiginosa (Dropbox, Evernote, Snapchat e tanti altri). Ne ho abbondantemente parlato anche nel [mio primo libro](https://www.raffaelegaito.com/growth-hacker-libro/), proprio per eliminare qualsiasi dubbio.

Ma cosa significa di preciso viralità? Come e quando un prodotto o un contenuto diventa virale? E, soprattutto, perché dico sempre che la viralità è “un mito”?

Sono stati scritti decine di libri e centinaia, se non migliaia, di articoli cercando di rispondere a queste domande. Una delle definizioni più vecchie che si trovano in rete di “marketing virale” è stata data da Usa Today nel 2005 (quindi prima del boom dei social media) e dice:

> Il marketing virale è l’equivalente digitale del caro vecchio passaparola. Una strategia che punta a creare una storia o un messaggio che si diffonda da solo sul web, proprio come un virus.

Ecco, una campagna di marketing virale ha proprio questo obiettivo: **essere visibile a un numero quanto più ampio possibile di persone** e coinvolgerle in un processo di passaparola in modo che siano esse stesse a promuoverne la diffusione.

![marketing virale significato](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2019/07/marketing-virale-significato.jpg)

## Come funziona il marketing virale

Attento però: per quanto questi processi di propagazione sembrino spontanei e naturali, sono pochissime le volte in cui lo sono davvero, per la maggior parte degli altri casi **le campagne di marketing virale sono pensate e realizzate curando i minimi dettagli.**

Avere un’idea geniale e creativa, dunque, non è tutto. Occorre prevedere su quali canali sarà lanciata, come sarà strutturata, se sarà collegata a un’azione offline oppure vivrà interamente sul web, come saranno coinvolti gli utenti.

Ricordati che **il significato del marketing virale sta proprio nell’engagement generato nel pubblico**, che diventa parte attiva della strategia, generando un altissimo volume di conversazioni intorno al prodotto o al servizio che stai spingendo.

Jonah Berger nel suo libro [Contagioso](https://amzn.to/2XM6YdY) (forse uno dei migliori testi sulla viralità) individua 6 elementi necessari per la viralità usando l’acronimo STEPPS:

1. **Social Currency**. Il primo e più importante elemento individuato nelle ricerche di Berger è la cosiddetta _social currency_ (letteralmente “moneta sociale”) ossia la capacità di impressionare gli altri condividendo qualcosa di interessante in anteprima.
2. **Triggers**. La social currency da sola non basta, semplicemente perché a volte potremmo essere attratti da qualcosa che vogliamo condividere, ma ce ne dimentichiamo e passiamo oltre. Ecco quindi, che giocano un ruolo fondamentale i _trigger_ (letteralmente “grilletto”) ossia degli stimoli che in qualche modo ricordano alla persona un determinato brand o un certo prodotto.
3. **Emotion**. Sembrerà banale dirlo, ma condividiamo qualcosa quando in qualche modo teniamo a quella cosa. Nelle sue ricerche Berger ha notato come le emozioni estreme generano più condivisioni, rispetto a quelle più equilibrate, indipendentemente che si tratti di emozioni positive o negative.
4. **Public.** Più una cosa è pubblica e più sarà semplice condividerla. La parola “pubblico” è volutamente generica in questo caso perché include concetti del tipo: facile da trovare, facile da condividere, facile da vedere/leggere/usare, facile da raccontare e così via.
5. **Practical Value**. Il quinto fattore definito _practical value_ (letteralmente “valore pratico”) non è altro che la rilevanza, l’utilità concreta di un determinato contenuto o prodotto.
6. **Stories**. Fin dai tempi antichi l’uomo ha sempre amato raccontare storie. Oggi la situazione non è cambiata ed è per questo motivo che il sesto e ultimo elemento è proprio _stories_ (letteralmente “storie”) ossia la capacità di fare storytelling su un prodotto, un’azienda, un contenuto o un brand.

## Cosa vuol dire fare viral marketing

La prima regola da tenere presente è: **non esiste un contenuto che nasce virale.**

**Ma sicuramente si può fare in modo che lo diventi.**

Innanzitutto creando contenuti che emozionino gli utenti: sono decisamente le risate, le lacrime o le riflessioni profonde che ci portano a condividere qualcosa con i nostri contatti.

Subito dopo tieni a mente che **non esiste viralità senza budget: **promozione sui social, collaborazioni con blogger e influencer, attività di digital PR sono solo alcune delle iniziative che devi prevedere in una strategia di questo tipo.

Cos’è dunque il viral marketing? La **perfetta unione di creatività e pianificazione.**

## Risorse di approfondimento

Se vuoi saperne di più sull’argomento ti invito a dare un’occhiata alle risorse qui sotto:

- Il mio primo libro [Growth Hacker](https://amzn.to/2S9rwvN)
- Il libro [Contagious](https://amzn.to/2LhkPXT)
- Il libro [Viral Loop](https://amzn.to/2NQjuJP)
