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Alliance for YOUth: le grandi aziende, i giovani e la disoccupazione

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Qualche giorno fa, a Roma, si è svolto un evento per “celebrare” il primo ciclo biennale dell’iniziativa Alliance for YOUth e, avendo seguito con particolare interesse il progetto fin dalla nascita, non potevo mancare nell’occasione in cui si sarebbero tirate un po’ le somme dei primi anni di attività.

Ma facciamo un attimo un passo indietro: sai cos’è Alliace for YOUth?

Cosa è Alliance for YOUth

Nato due anni fa, per iniziativa di Nestlé, il progetto Alliance for YOUth raccoglie più di 200 partner in tutta Europa e punta a contrastare il problema della disoccupazione giovanile in determinate aree del mondo come Europa, Medio Oriente e Nord Africa.

In Italia le aziende coinvolte sono ben 14 e nella lista sono presenti, oltre a Nestlé, aziende del calibro di Accenture, DHL, Nielsen, BNP Paribas e tante altre.

Gli obiettivi fissati nel 2014, con la nascita del progetto, furono quelli di creare almeno 100.000 opportunità in tutta Europa entro la fine del 2016, per avere un impatto concreto sul gravoso problema della disoccupazione giovanile.

Ad oggi, infatti, in Europa i giovani sotto i 25 anni disoccupati sono più di 4 milioni!

L’evento Alliance for YOUth di Roma

Come dicevo nell’introduzione, l’evento di Roma di qualche giorno fa aveva come obiettivo quello di tirare le somme di questo primo ciclo e illustrare i risultati ottenuti.

Sul palco si sono alternati diversi ospiti provenienti dal mondo delle grandi aziende e non solo: da Nestlé ad Accenture, passando per Confindustria Giovani e Bocconi.

Ogni partner presente in sala ha illustrato le attività svolte durante questi anni, i risultati raggiunti e gli obiettivi per il prossimo quadriennio.

Gli interventi degni di nota sono stati, a mio parere, quelli di:

  • Nielsen, con una quantità di dati incredibili sulla disoccupazione giovanile;
  • Bocconi, con numeri interessanti sul gap tra università e mondo del lavoro;
  • Confindustria, con le statistiche sulle startup e le aziende guidate dai giovani.

I risultati concreti

Posso dire, senza ombra di dubbio, che la cosa che mi ha colpito maggiormente di questo evento sono stati i risultati ottenuti dall’iniziativa.

Lo ammetto, sono sempre un po’ scettico quando le grandi aziende lanciano progetti di questo tipo. Il “rischio fuffa” è sempre dietro l’angolo e invece…

Invece i risultati di Alliance for YOUth sono molto incoraggianti. Basti pensare che a livello Europeo sono state create 115.000 opportunità (tra assunzioni e tirocini) a fronte dell’obiettivo iniziale di 100.000. A livello Italiano, invece, sono state create 6.500 opportunità a fronte dell’obiettivo iniziale di 5.000.

Oltre all’aspetto occupazionale, l’iniziativa ha impattato notevolmente anche su aspetti formativi riuscendo a dare vita a 620 collaborazioni tra Università e grandi aziende e all’organizzazione di più di 10.000 workshop per i giovani laureandi.

I risultati ottenuti sono notevoli e i numeri lo dimostrano!

A rafforzare la mia impressione positiva è stata la testimonianza diretta dei ragazzi in sala. Ai vari interventi istituzionali si alternavano, infatti, alcune testimonianze live di giovani e posso dire che, dal ventenne al trentenne, dal social media manager all’architetto, avevano tutti una cosa in comune: l’aver trovato un lavoro grazie all’iniziativa Alliance for YOUth.

A mio avviso, un aspetto interessante di queste testimonianze è stato l’aver sottolineato l’importanza della formazione e della mentorship come step fondamentali verso la ricerca di un lavoro stabile e appagante.

Conclusione

Ci sarebbero tante cose da dire per concludere un post di questo tipo.

alliance for youth selfie finale

Io che sono appassionato di numeri e statistiche sono rimasto notevolmente colpito – oltre che dai risultati ottenuti dall’iniziativa – da alcuni dati presentati durante l’evento e che trovo interessante rimarcare.

  • Le aziende che assumono più giovani sono quelle guidate da giovani. Questo perché, in linea di massima, i giovani sono più propensi al rischio e a dare fiducia a loro coetanei. In uno scenario del genere è impossibile non pensare alle startup e al ruolo chiave che avranno nei prossimi anni.
  • Il gap tra Università e mondo del lavoro impatta al 40% sulla problematica della disoccupazione giovanile. Se mi leggi da tempo sai come questa tematica mi stia molto a cuore e come collabori di continuo con le Università proprio in questa direzione. Quando iniziative di questo tipo trovano il supporto di grandi aziende non posso che esserne felice.
  • Entro il 2020 le soft skill saranno sempre più importanti nella ricerca di un lavoro, indipendentemente dal settore. Anche qui ho trovato conferma di qualcosa di cui sono convinto da tempo: l’importanza della multidisciplinarietà. Non basta essere bravi tecnicamente per trovare un lavoro!
  • Checché se ne pensi, in Italia il 22% delle posizioni digital rimangono scoperte! La cosa ancora più preoccupante è che il divario nel digital, tra le posizioni cercate dalle aziende e i profili che escono dalle Università, aumenta sempre di più. Dobbiamo ancora lavorare molto sulla didattica universitaria!
  • Quella che viene definita “industria 4.0” sarà, nei prossimi anni, un punto fondamentale per i giovani e le opportunità lavorative rivolte a loro. In uno scenario del genere le competenze nel digitale diventano fondamentali anche per lavori che, apparentemente, non hanno nulla a che fare con il digitale.

Per approfondire

Se ti interessa saperne di più sull’iniziativa Alliance for YOUth, scoprire i partner coinvolti e approfondire il programma per il 2020 ti consiglio di dare un’occhiata a questi link ufficiali:

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