multipotenziale

Sono Un Multipotenziale… E Ho I Superpoteri

Ma perché devo scegliere?

Da piccolo era “cosa vuoi fare da grande?“.

Da grande è diventata “ma tu di preciso… di cosa ti occupi?“.

Domanda diversa, stessa reazione: “ma perché devo scegliere?“.

Ovviamente da ragazzino sceglievo perché ero forzato. Mi dicevano che non potevo essere allo stesso tempo inventore e allenatore di calcio (si, volevo fare entrambe le cose) e che dovevo specializzarmi. Dovevo scegliere. Dovevo rinunciare.

La verità è che fin da piccolo ho sempre avuto tante passioni e tanti interessi, anche molto diversi tra di loro.

Poi, crescendo, la cosa è andata a intensificarsi e si è ripetuta con uno schema più o meno così: mi interessavo a un argomento, mi ci immergevo, lo divoravo e diventavo bravo, qualsiasi cosa fosse, poi a un certo punto cominciavo ad annoiarmi e dovevo passare ad altro.

Ammetto che questa cosa mi ha sempre messo in difficoltà. Ho pensato che potesse essere un problema di focus o paura di impegnarsi. Che mi avrebbe causato problemi nel mondo del lavoro moderno che va sempre di più specializzandosi.

Sono riuscito sempre, in qualche modo, a limitare la cosa. Avendo fatto impresa praticamente da sempre, raramente mi son trovato a dover convincere qualcuno delle mie skill o delle mie conoscenze. Quel timore è però tornato attuale quando qualche mese fa ho lasciato la mia azienda per iniziare a fare consulenza e formazione.

Lo spettro della scelta ha bussato di nuovo alla mia porta.

E ora come mi propongo? Che tipo di attività dico di svolgere? Su quale settore mi concentro? Cosa scrivo sul bigliettino? E sulla bio? E su Linkedin? E così via all’infinito…

Il TEDx che ha cambiato tutto

Poi un giorno ho beccato su Facebook questo video del TEDxBend di una certa Emilie Wapnick, dal provocatorio titolo “Perché alcuni di noi non hanno un’unica vera vocazione“.

Boooooom!

L’ho guardato e tutto è cambiato.

Emilie descrive questa figura che lei definisce multipotenziale come una persona che ha tanti interessi, ha svolto tanti lavori e che, grazie a questo intreccio di conoscenze e passioni, sviluppa un incredibile potenziale multidisciplinare che riesce ad applicare, con ottimi risultati, in qualsiasi lavoro o sfida quotidiana.

Ovviamente dopo averlo visto ho sgranato gli occhi e ho esclamato: “questo sono io!”.

Come al solito, ho iniziato a condividere il link del video con un po’ di amici con i quali avevo discusso in passato di questo argomento. La reazione è sempre stata la stessa: stupore misto a gratitudine misto a fiducia. Le risposte spaziavano dal “wow, ha descritto proprio me” al “grazie, ne avevo proprio bisogno” passando per “meno male, pensavo di avere qualcosa di sbagliato in me”.

Se non hai visto il video, ti consiglio di dargli un’occhiata. È diventato virale e ad oggi ha quasi raggiunto due milioni e mezzo di visualizzazioni. È stato tradotto in 30 lingue ed è stato ripreso da molti blog (anche italiani) che hanno iniziato a parlare dei multipotenziali.

Ovviamente, subito dopo aver visto il video, mi è venuta voglia di approfondire l’argomento e nelle settimane successive ho trovato tantissimo materiale interessante che, purtroppo, non viene mai citato nei post che si trovano in giro.

Ho scoperto che il concetto di multipotenziale è ben noto nell’ambito della psicologia e ci sono molti articoli che ne parlano. Ho scoperto che il termine attinge la sua ispirazione dall’uomo universale del Rinascimento. Ho scoperto che personaggi molto noti sono stati considerati multipotenziali come, ad esempio, Leonardo Da Vinci, Benjamin Franklin, Steve Jobs, Richard Branson, Tim Ferriss e così via. Ho scoperto che nel mondo del recruiting se ne parla da anni, utilizzando terminologie diverse, ma facendo riferimento allo stesso concetto. Ho scoperto che dieci anni fa Barbara Sher aveva già scritto sull’argomento, usando il termine “scanner“, ripreso in un passaggio anche nel talk di Emilie Wapnick. Ho scoperto che proprio ieri FastCompany ha pubblicato un post dove dice che il 2016 sarà l’anno degli hybrid employees.

Insomma, l’essere multipotenziale è stato utile anche nello studiare il concetto stesso di multipotenzialità 🙂

Se vuoi approfondire la cosa, oltre ai numerosi link che ho segnalato nel paragrafo precedente, ti consiglio di dare un’occhiata a questi libri:

  • Refuse to Choose di Barbara Sher, dove illustra perché chi ha molti interessi multidisciplinari dovrebbe sfruttarli nella propria vita privata e nella propria carriera.
  • I vari libri di Tim Ferriss, nei quali non usa mai esplicitamente il termine “multipotenziale”, ma utilizza concetti simili come chiave del raggiungimento di un obiettivo.

I superpoteri dei multipotenziali

Non mi va di estrarre troppi contenuti dal video, perché vale la pena guardarlo in versione integrale. Ci sono, però, tre concetti importanti che vengono illustrati nel talk e che vengono presentati come i superpoteri dei multipotenziali.

Ossia, tre punti di forza che persone di questo tipo si ritrovano ad avere.

  1. Sintesi di idee

    Cioè, combinare due o più campi e creare qualcosa di nuovo nell’intersezione. Sha Hwang e Rachel Binx hanno attinto dai loro interessi in comune nella cartografia, visualizzazione di dati, matematica e design quando hanno fondato Meshu. Meshu è una società che crea gioielli personalizzati ispirati alla geografia. Sha e Rachel sono giunte a questa idea non nonostante, ma grazie al loro mix di capacità ed esperienze. L’innovazione nasce nelle intersezioni. È lì che vengono fuori nuove idee. E i multipotenziali, con tutti i loro bagagli, sono capaci di accedere a molti di questi punti di intersezione.

  2. Apprendimento rapido

    Quando noi multipotenziali ci interessiamo a qualcosa, ci diamo sotto. Osserviamo tutto quello su cui possiamo mettere le mani. Siamo anche abituati ad essere principianti, perché siamo stati principianti molte volte in passato, e questo significa che siamo meno timorosi di provare nuove cose e di uscire dalla nostra zona di comfort. Inoltre, molte capacità sono trasferibili tra le diverse discipline, e portiamo tutto ciò che abbiamo imparato in ogni nuova area a cui ci dedichiamo, quindi raramente iniziamo da zero.

  3. Adattabilità

    Cioè, la capacità di trasformarsi in qualsiasi cosa bisogna essere in una data situazione. Abe Cajudo è a volte un regista di video, a volte un web designer, a volte un consulente Kickstarter e a volte un insegnanteÈ apprezzabile perché fa un buon lavoro. E ancora più apprezzabile perché può assumere diversi ruoli, a seconda delle esigenze del suo cliente. La rivista Fast Company ha identificato la capacità di adattamento come la più importante capacità da sviluppare, per crescere nel 21esimo secolo. Il mondo economico sta cambiando in maniera così veloce e imprevedibile che sono gli individui e le organizzazioni che devono adattarsi per soddisfare i bisogni del mercato.

Sono multipotenziale e ho i superpoteri

Lasciami passare il titolo da supereroe.

Non l’ho scelto perché sono in fissa con Batman o perché non mi son perso manco un film della Marvel. L’ho scelto perché la chiave del video in questione, così come la chiave di questo post, è una sola:

Abbraccia lo status di multipotenziale e fanne un punto di forza!

E allora, da quello che pensavo fosse un intralcio, una barriera, uno scoglio, ho tirato fuori un punto di forza. L’ho scritto nel mio CV, nella mia bio, nel mio Linkedin e così via.

Ma, soprattutto, ho iniziato ad usarla con i potenziali clienti e ha avuto effetto fin da subito. Ovviamente non utilizzando il termine “multipotenziale” e tirando in ballo il pippone del TEDx, ma presentando dei casi reali. Pratici. Legati al loro prodotto, ai loro problemi e alle loro esigenze.

Non è mia intenzione urlare al sensazionalismo. Vorrei solo tranquillizzarti sul fatto che avere tanti interessi, cambiare tanti lavori, passare da un argomento all’altro non sono difetti. Sono dei punti di forza. Hai sviluppato una conoscenza multidisciplinare che è una risorsa incredibile per te, per chi ti sta intorno e, soprattutto, per le aziende.

Se ti rivedi in questa descrizione non nascondere questo status ma raccontalo, contestualizzalo in situazioni reali e fai capire il valore di una persona come te su un determinato progetto o in una determinata posizione lavorativa.

Concludo con le bellissime metafore utilizzate da Emilie alla fine del suo TEDx:

Abbracciate tutte le vostre passioni. Seguite la vostra curiosità in quelle tane di coniglio. Esplorate le vostre intersezioni. Abbracciate i vostri fili interiori per una vita più felice e autentica. E forse, ancora più importante, multipotenziali, il mondo ha bisogno di noi.

Su questo tema ho girato anche un video:

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