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ToggleIntroduzione: cos’è un multipotenziale?
La ricercatrice americana Emilie Wapnick dice che un multipotenziale è una persona che ha tanti interessi, ha svolto tanti lavori e che, grazie a questo intreccio di conoscenze e passioni, sviluppa un incredibile potenziale multidisciplinare che riesce ad applicare, con ottimi risultati, in qualsiasi lavoro o sfida quotidiana.
Insomma, se hai mille passioni, se non sai rispondere alla domanda “cosa vuoi fare da grande?”, se non hai mai sentito una vocazione, se dopo un po’ ti annoi di un progetto… molto probabilmente sei multipotenziale.
Ne ho parlato su questo blog e anche sul mio canale YouTube diverse volte e oggi voglio tornare sul tema perché quasi nessuno si concentra su un aspetto importante della multipotenzialità: una volta individuata, come la si sfrutta?
Come si fa a farlo diventare un punto di forza e non una debolezza? Cosa distingue una persona multipotenziale da una senza focus?
Ci sono alcuni libri che hanno la risposta a questa domanda e che sono delle letture obbligatorie se ritieni di essere multipotenziale. Oggi te ne voglio suggerire cinque.
Diventa chi sei – E. Wapnick

Questa lista non poteva non iniziare dal libro scritto dalla persona che ha reso famoso il concetto di multipotenziale, Emilie Wapnick.
Diventa chi sei è stato scritto dopo il successo del suo TED talk dove spiega al mondo chi sono i multipotenziali. È disponibile anche in inglese ed è la prima lettura da cui ti consiglio di cominciare se non hai mai letto niente sul tema.
È un libro molto pratico, che non solo introduce l’argomento, ma poi mostra alcune tipologie di multipotenziali (in cui ti rivedrai di sicuro) e per ognuna di essa da dei consigli pratici su come sfruttare al meglio le proprie caratteristiche. Sia per la vita lavorativa che quella privata.
Libro illuminante.
The renaissance soul – M. Lobenstine
Anche se il talk della Wapnick ha sdoganato il concetto al grande pubblico, in realtà si parla di figure del genere da sempre, molto spesso con termini diversi, ma che significano esattamente la stessa cosa.
È il caso di questo libro (e anche del successivo come vedremo fra un po’) nel quale l’autrice Margaret Lobenstine utilizza il termine “anima rinascimentale” per indicare fondamentalmente i multipotenziali.
Con il termine “uomo rinascimentale” o “uomo universale” (o polymath, in inglese) si è sempre indicato quella figura, tipica del rinascimento, che aveva conoscenze approfondite su diversi ambiti, a volte anche molto lontani tra di loro come arte e scienza.
Leonardo Da Vinci ne è l’esempio classico.
L’autrice ha una lunga esperienza nell’aiutare persone di questo tipo a trovare la propria strada e nel libro fornisce una lunga serie di consigli pratici basati sulla sua esperienza diretta, il tutto condito dalle testimonianze dei suoi clienti.
Ottimo anche per chi si trova in una fase di cambiamento e di cambio carriera.
Refuse to choose – B. Sher
Questo è stato forse il primo libro a parlare del tema (nel 2007) e lo fa utilizzando un termine ancora diverso: scanner.
Anche in questo caso si fa infatti riferimento a una persona con tanti interessi, hobby molto diversi tra di loro e caratterizzata da continui cambi di carriera. In poche parole un multipotenziale.
Anche questo libro è caratterizzato da una serie di consigli pratici per fare ordine nella propria vita, ma ogni tanto soffre del fatto di non essere recentissimo.
Se non ti spiazza leggere suggerimenti come “tenere un diario cartaceo” con nessuna menzione a moderne app allora ti consiglio assolutamente la lettura anche di questo libro.
Degna di nota la parte dove spiega chi è uno scanner e chi non lo è. Da far leggere agli amici che si spacciano per multipotenziali e invece sono solo scansafatiche.
Generalisti – D. Epstein
Generalisti è un libro pazzesco che dovrebbero leggere tutti i multipotenziali. Smonta pezzo per pezzo le leggende metropolitane di personaggi come Mozart o Tiger Woods.
Attraverso ricerche scientifiche, testimonianze e aneddoti super interessanti, mostra perché nell’epoca contemporanea una formazione orizzontale sia fondamentale.
Consigliato anche a musicisti, atleti, artisti e chi non ha a che fare col mondo del business.
Contaminati – G. Xhaët
Uno dei pochi libri italiani sul team, Contaminati mostra l’impoortanza delle connessioni tra discipline.
Muoversi tra discipline, saperi e culture diverse: una capacità che sta acquisendo sempre più importanza rispetto al passato. Giulio ci mostra perché e come farlo.
I contaminati (multipotenziali li chiameremmo noi) sono la risposta a una vita professionale più lunga, intensa e incerta. Sono la risposta umana all’intelligenza artificiale che spopola nelle aziende. Le loro qualità sono sempre più richieste, perché riescono a spingersi in luoghi inaccessibili agli algoritmi.
Talent is overrated – G. Colvin
Una delle mie letture preferite sul tema è il capolavoro di Geoff Colvin che parla di talento.
Spesso nello “scontro” tra multipotenziali e specialisti, si dice dei secondi che abbiano un talento, che siano nati con qualcosa in più, che la natura li abbia aiutati a scegliere la loro strada.
Niente di più falso e Talent is overrated lo spiega alla perfezione.
Il talento è sopravvalutato (anzi, molto probabilmente non esiste) e Colvin lo dimostra con una lunga serie di studi scientifici a partire dagli anni 60 ad oggi, che attraversano i settori più disparati: sport, arte, musica, business e chi più ne ha più ne metta.
Un libro utilissimo a tutti i multipotenziali che sentono di avere qualcosa in meno.
Spoiler: scoprirai che la differenza non la fa il talento, ma la pratica deliberata.
Multipotenziali – F. Mercanti

Come ultimo suggerimento, ti lascio un altro libro italiano.
L’autore Fabio Mercanti nel suo Multipotenziali parte dal talk di Emilie Wapnick e approfondisce il tema, con particolare attenzione agli aspetti lavorativi, gettando una nuova luce sul concetto di identità professionale.
Il libro contiene diversi spunti utili su come far valere la propria multipotenzialità sul posto di lavoro, soprattutto per il mercato italiano.
Breve e scorrevole, può essere una buona lettura soprattutto se non mastichi bene l’inglese.








