Primo Coderdojo

3 momenti indimenticabili del mio primo CoderDojo

Qualche tempo fa, insieme ad altri 5-6 amici, abbiamo deciso di organizzare una serie di CoderDojo a Salerno e provincia. Dopo qualche settimana di preparazione, ieri abbiamo dato il via al tutto con una prima tappa a Salerno città.

Avevo già presenziato diversi CoderDojo come semplice spettatore, per la prima volta mi sono trovato dall’altro lato della barricata, a fare da mentor. A fine giornata ero esausto ma soddisfatto. E’ stato un pomeriggio intenso e pieno di emozioni.

Ci sarebbe tantissimo da dire, ma ci sono stati tre momenti che difficilmente dimenticherò e che non posso non raccontare.

La conversazione che non ti aspetti

All’arrivo dei bambini abbiamo preparato i loro computer per la lezione installando il tool necessario, Scratch. Uno dei primi bambini che arriva in aula si siede, tira fuori il computer, me lo porge e da il via a questa conversazione:

“Cosa mi stai installando? Un editor?“. Io, non sicuro di aver capito bene la domanda, rispondo “Si, un editor! Vedo che sei esperto“. E lui incalza con “E’ un editor 2D o 3D?“. Io, sempre più sorpreso, rispondo un vago “E’ un editor 2D“. Lui, non contento “Ma una cosa tipo VisualStudio dove si deve scrivere codice oppure è tutto grafico?“. A questo punto pensavo di essere la vittima di una candid camera e gli rispondo, sbalordito, “No no, è tutto grafico, non c’è bisogno di codice“. E aggiungo anche un “Dacci qualche minuto e vedrai“, sperando di chiudere li la conversazione. Lui mi guarda un po’ deluso e mi fa “Ah ok, pensavo fosse qualcosa di più potente con cui poterci fare un videogioco“.

Superato l’inevitabile “momento WTF” ho realizzato che le famose 7 regole d’oro per il mentor sarebbero state fondamentali per dare il meglio durante l’evento. E, infatti, a fine lezione quel bambino si è ricreduto.

I feedback e la magia della genuinità

Verso la fine del CoderDojo abbiamo dato ai bambini un foglio bianco nel quale potevano lasciarci un feedback di qualsiasi tipo sul pomeriggio passato insieme. Potrà sembrare banale o sdolcinato ma quando li abbiamo sfogliati è stata dura trattenere i lacrimoni.

Non più di due righe a testa. Questo è quanto c’era su quei fogli. Due righe che ci hanno ripagato di tutti gli sforzi compiuti nei giorni precedenti. Due righe che valevano più di mille grazie. Due righe che ci hanno convinti a proseguire su questa strada e ad impegnarci ancora di più per i prossimi appuntamenti. Due righe che nessun adulto, in nessuno evento al mondo, avrebbe potuto replicare.

CoderDojo feedback

La conclusione perfetta ovvero “continuo a casa“

Come capita quasi sempre, in eventi di questo tipo si sfora con i tempi e difficilmente si riesce a far vedere ai bambini tutto quello che si pensava. Ma è giusto che il CoderDojo sia così: un amalgama di nozioni esposte dai mentor e momenti di completà liberta e sperimentazione.

Quasi tutti i bambini hanno iniziato a sperimentare e a cambiare – chi più, chi meno – gli esempi mostrati sulle slide. E, ancora una volta, il bambino del punto 1 mi ha sorpreso tirando fuori una penna USB e salvandosi i vari progetti man mano che modificava gli esempi.

Quando mi sono avvicinato per chiedergli il perché mi ha risposto, quasi sorpreso della mia domanda, “E mica posso perdere tutto quello che ho fatto?! Mi son salvato i file così dopo continuo a casa“. Io, ricordando l’iniziale delusione, gli ho chiesto “Hai visto quante cose si possono fare con scratch?“. E lui, questa volta raggiante, mi ha confessato che “Secondo me si riesce a fare pure un videogioco, a casa provo con qualcosa di semplice, vorrei iniziare con PONG“!

Devo aggiungere altro?!

Potete seguire il CoderDojo Salerno su Facebook.

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