Lavoriamo tutti nel digitale

lavoriamo tutti nel digitale

Un’obiezione pericolosa che potrebbe venirti leggendo il mio blog, seguendo i miei video o i miei podcast è: “Ma io non lavoro nel digitale, il mio è un business tradizionale. Io non sviluppo software, il mio è un prodotto fisico”.

Non è un’ipotesi campata in aria. In realtà è una scena abbastanza comune ed è una frase che mi sento ripetere durante tanti workshop o lezioni.

La verità è che lavoriamo tutti nel digitale, anche se il nostro business non è strettamente digitale.

Anche se la tua azienda produce prodotti fisici, la sua quotidianità e i suoi processi sono sommersi nel digitale: da canali semplici come sito web, social media ed email fino a componenti complesse come il CRM, gli analytics, e la gestione dei task.

Ecco perché dovremmo considerarci tutti dei professionisti del digitale.

L’affermazione che forse meglio riassume questo concetto è la famosissima frase di Clive Sirkin che nel 2012 disse di smetterla di parlare di marketing digitale e iniziare a parlare di marketing in un mondo digitale.

Il “mondo digitale” a cui faceva riferimento, e in cui siamo immersi ogni giorno, è parecchio diverso da quello fisico e ha delle caratteristiche intrinseche che impattano su tutte le dinamiche di un’azienda, indipendentemente dal fatto di avere un prodotto fisico o digitale.

Scott Brinker di Hubspot ne individua cinque:

Velocità

Forse il fattore dominante in assoluto è quello della velocità.

Oggi comunichiamo ad una velocità che non ha precedenti e lo facciamo in maniera quasi completamente gratuita. Possiamo accedere alle informazioni a una velocità senza paragoni e questo spesso può diventare un problema (vedi la “generazione del tutto e subito” che ho trattato in un mio TEDx).

Ma l’aspetto più importante di tutti è la velocità con la quale i trend cambiano in questo momento storico.

Adattabilità

Oggi possiamo adattare e riadattare in maniera semplice e veloce la nostra presenza online grazie a dei software che ci fanno da intermediari.

La velocità e la facilità con la quale aggiorniamo un sito web non è confrontabile con quella richiesta da un negozio, da un magazzino o da una vetrina.

Adattabilità significa anche che possiamo decidere di adattare quel sito web in base alla persona che lo sta visitando.

Due utenti che atterrano sul nostro ecommerce potranno vivere due esperienze diverse in base alle loro caratteristiche, i loro profili di navigazione e i prodotti visitati in passato. Tutto ciò è fantastico, ma può essere complesso da gestire.

Adiacenza

Col digitale abbiamo abbattuto le distanze, tutto è a portata di un click: un amico, un’informazione, un prodotto.

Possiamo raggiungere qualsiasi cosa saltando da un sito a una chat a un social network a un’app.

Tutte queste informazioni a portata di mano sono una risorsa incredibile (soprattutto se utilizzate in un contesto aziendale), ma la vera difficoltà è riuscire ad adattare di conseguenza i team, i processi e le logiche interne di un’impresa.

Scalabilità

Nel digitale si scala in maniera diversa.

Raggiungere un milione di persone con il nostro sito web necessita forse di un qualche intervento tecnico lato server, ma nulla di paragonabile a quello che comporterebbe la stessa visibilità con un canale fisico.

Immagina di dover fare la stessa cosa con dei volantini o dei cartelloni pubblicitari!

Precisione

Il digitale ci sta abituando a una precisione mai vista prima.

Riusciamo a contare in maniera incredibilmente meticolosa le visualizzazioni, i click, gli acquisti, e chi più ne ha più ne metta. Siamo nel bel mezzo dell’epoca del data-driven (guidati dai dati), concetto importante che sta cambiando il mondo di lavorare di tutti e che ho approfondito nel mio secondo libro Growth Hacking Mindset.

La rivoluzione digitale è in atto ormai da diversi anni e sta coinvolgendo settori di ogni tipo, ecco perché nessuno dovrebbe sentirsi escluso o pensare che queste tematiche siano slegate dalla propria industria.

Il digitale è un’onda che o impari a cavalcare o ti travolge.

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