european startup monitor 2016

Com’è lo startupper europeo? Ce lo dice l’European Startup Monitor!

Arriva dalla Germania il report completo dell’ecosistema delle startup Europee (European Startup Monitor), alla base c’è la consapevolezza del ruolo che le giovani imprese innovative hanno per l’andamento economico e lo sviluppo tecnologico.

Lo scopo dell’ESM 2016 (European Startup Monitor), il secondo dopo quello uscito nel 2015, è quello di tracciare un quadro complessivo sull’ecosistema delle Startup europee, evidenziando il loro sviluppo e sottolineandone la rilevanza. Allo stesso tempo però vuole rintracciare le lacune e le barriere che talvolta ne impediscono o rallentano lo sviluppo. Con l’obiettivo di incentivare l’entusiasmo nei confronti dell’imprenditorialità innovativa.

Lo studio condotto da European Startup Monitor ha interessato 2515 startups, 6340 founders 23774 impiegati.

Da questi numeri è chiaro che non si tratta più di un fenomeno emergente, se non fosse chiaro le startup rappresentano una fetta consistente del mercato europeo, soprattutto se consideriamo che da loro proviene il 50% dei nuovi posti di lavoro.

Startups are important economic drivers that create wealth by adding new products or services to the market and creating a significant number of jobs

Il boom di attenzione che si è concentrata sul “fenomeno” dello sviluppo di startup negli ultimi anni e l’impressionante numero si tentativi registrati hanno contribuito ad alimentare un “startup mania” che in alcuni casi ha prodotto una sfiducia nei confronti delle concrete potenzialità di questo modello di business.

Forse perché a molti non è ancora chiaro che non tutte le idee sono innovative e non tutte le nuove imprese sono startup.

Ecco perché uno strumento come l’ESM può servire a chiarire l’enorme confusione che si è generata intorno a questo concetto.

Che caratteristiche deve avere un’impresa per essere considerata una Startup? Questa è la domanda da 1 milione di dollari nel settore e in rete troverai decine di definizioni diverse. L’ESM ne individua 3 fondamentali, per cui una startup può essere considerata tale:

  1. Avere meno di 10 anni
  2. Essere caratterizzata da una innovazione tecnologica o da un modello innovativo di business
  3. Avere una crescita considerevole

L’ESM le definisce “Gazzella companies”, fuor di metafora: imprese giovani ma in crescita, costituite per produrre benessere.

Chiarito il concetto di startup si entra nel vivo del report; i dati raccolti interessano 7 diversi ambiti, non casuali. Il data-gathering segue un framework accademico basato su diversi fattori tra cui Babson Entrepreneurial Ecosystem Project (BEEP) model, creato da Isenberg nel 2011.

esm 2016 framework

Dall’immagine estratta dal ‘ESM 2016 (p.17) puoi dare un’occhiata complessiva al framework, io ho scelto di soffermarmi solo su tre punti del report che analizzano la figura del founder.

Ecco quattro risultati dei dati proposti nel report che ti aiuteranno a farti un’idea sulla categoria degli startup founders e delle loro principali caratteristiche.

1. Imprenditori innovativi, ma vale ancora un vecchio cliché

L’85,2% dei founder è maschio. Quello della differenza di genere sembra essere un limite ancora invalicato, sebbene la situazione cambi da paese a paese: in U.K. ad esempio la differenza si assottiglia (66.7% e 33.3%), ma la componente maschile resta comunque decisamente predominante.

esm 2016 founder uomini donne

A tal proposito ti consiglio di ascoltare la storia di Dame Stephanie Shirley una donna che fondò negli anni ‘60 (quando le startup non erano di moda e la discriminazione femminile esisteva davvero) una delle prime startup britanniche: una milionaria azienda high tech quotata e che ha dato lavoro a più di 8500 persone.

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2. Fare startup non è un’impresa per vecchi

Il 43,8% dei founder analizzati da European Startup Monitor ha tra i 25 e i 34 anni, anche se i più giovani sono operativi in Austria, Polonia e Slovenia, mentre i più vecchi sono Irlandesi, Olandesi e Inglesi. I fattori sociali e le abitudini di vita di ciascun Paese esercitano sicuramente un’influenza, ma un ruolo altamente impattante lo hanno, senza dubbio, il sistema politico e la gestione economica del Paese di residenza, visto che il 79,6% lo sceglie come sede per la propria attività.

Ecco perché Jacopo Mele, uno dei talenti del digitale italiano, inserito da Forbes nella lista dei 30 under 30 più influenti e da Wired in quella dei 50 “da tenere d’occhio nel 2017”, dice, in un’intervista che ho realizzato qualche settimana fa, che “avere fiducia nei giovani è un dovere di tutti”.

3. Buona la prima, ma anche no

Quasi la metà dei founder, precisamente il 45,8%, ha già fatto un’esperienza imprenditoriale. Questo dato, molto significativo, non deve essere letto con un’accezione negativa. In questo ultimo periodo ho spesso parlato nei miei post dell’importanza della sperimentazione e del valore dei fallimenti.

Il 62% degli intervistati, infatti, ha dichiarato che se la loro startup dovesse fallire sarebbero pronti a iniziarne un’altra.

Non tutte le fini però sono un fallimento. In molti casi i founder che iniziano nuove avventure restano shareholder delle aziende che avevano costituito.

esm 2016 exit

4. Team, team e ancora team!

Più di tre startup su quattro sono costituite da un team di fondatori.

Precisamente il 77,4% delle startup esaminate hanno due o più founder e sono animati dalla speranza e dalla convinzione di restare nel team. I dati variano parecchio con il trascorrere del tempo: la percentuale scende dal 41,5% al 22% in aziende a 10 anni dalla loro fondazione.

Credo che questo sia un punto veramente fondamentale nella vita delle startup. Nell’immaginario collettivo la nascita di una startup di successo è quasi sempre associata all’affascinante storia di un gruppo di amici che comincia da zero nel garage di casa e improvvisamente si risveglia milionario in uno strafigo appartamento delle Silicon Valley.

Fascinazioni apparte, se il team resta la formula preferita dagli startupper c’è solo una cosa che può fare la differenza: avere al proprio fianco le persone giuste!


Tutti i dati riportati in questo post sono tratti dal report European Startup Monitor 2016.

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