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title: "Email marketing dopo iOS 15: riflessioni e suggerimenti"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Con iOS 15 ci sono un po' di novità (negative) che riguardano l'email marketing. È arrivato il momento di cambiare strategia e funnel."
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# Email marketing dopo iOS 15: riflessioni e suggerimenti

## Email marketing e iOS 15

L’[email marketing](https://www.raffaelegaito.com/email-marketing-definizione/) è morto. Per la decima volta nella sua vita probabilmente.

E invece no. **Non è morto per nulla**, con buona pace di “esperti” che non vedono l’ora di scrivere titoli sensazionalistici.

Così come non è mai morto il blog, la SEO, i podcast e tanti altri canali.

Semplicemente le cose cambiano, evolvono, **si trasformano con il passare del tempo**. Come è giusto che sia, aggiungerei.

Quindi proviamo un po’ a capire cosa sta succedendo e, soprattutto, come adattare di conseguenza la nostra strategia di email marketing.

## Introduzione

Apple, con l’arrivo di iOS 15, ha annunciato una funzionalità chiamata [Mail Privacy Protection](https://www.apple.com/it/newsroom/2021/06/apple-advances-its-privacy-leadership-with-ios-15-ipados-15-macos-monterey-and-watchos-8/) che consente, tra le tante cose, di mascherare il proprio indirizzo IP di provenienza ed evitare la tracciatura dell’apertura email.

(Nella versione pro del servizio, a pagamento, c’è anche la possibilità di schermare il proprio indirizzo email e altro)

Come spesso capita, quando ci sono annunci del genere, la prima reazione degli addetti ai lavori è di panico e scandalo. E quindi come prima cosa vorrei invitare tutti alla calma.

**Questi cambiamenti non ci devono spaventare.**

Non ci doveva spaventare l’arrivo del [GDPR](https://www.raffaelegaito.com/gdpr-normativa-aziende/), l’introduzione del cookie banner, la limitazione alla tracciabilità su iOS e i tanti altri cambiamenti (soprattutto [in termini di privacy](https://www.youtube.com/watch?v=PKgdhaWZ_80&t=2s)) introdotti negli ultimi anni.

Innanzitutto perché sono **cambiamenti sistemici, che impattano tutti**. Non succederà solo a te e alla tua azienda. Non sarai l’unica persona a performare di meno con l’email o con le tue ads su Facebook. Siamo tutti nella stessa barca, è un reset totale. La differenza è in **come reagiamo** a questi scenari.

Come dovremmo reagire?

Se sei su questo blog, la mia risposta puoi già immaginarla: sperimentando.

Cogliamo questi momenti per spingerci un po’ più in la con la sperimentazione!

Come ho spesso ribadito, **bisogna sperimentare prima di averne bisogno.** Quindi cogliamo questo momento per rivedere la nostra strategia di email marketing. Al momento il cambiamento coinvolge solo gli utenti Apple che usano Mail, ma a breve coinvolgerà un po’ tutti. [Thunderbird](https://www.thunderbird.net/en-US/features/#secureprotect) già da anni offre la stessa funzionalità e pare che altri big player (Google in primis) vogliano introdurre qualcosa di simile a breve.

Ti lascio qui sotto le percentuali di mercato dei maggiori client email. Fonte: [Statista](https://www.statista.com/statistics/265816/most-used-e-mail-service-by-market-share/).

![email client market share](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2021/11/email-client-market-share.jpg)

## Un cambiamento di mindset

Il primo cambio da fare, a mio avviso, è a livello di [mindset](https://www.raffaelegaito.com/tool-mindset/). È sempre così: prima di preoccuparci di strumenti, tattiche e trucchetti **bisogna modificare l’approccio** che abbiamo verso le cose.

Proprio nell’ottica di non spaventarci, ma adattarci, il mio invito è di passare da “non posso fare le cose di prima!” a “cosa posso fare di nuovo?”

Ricordiamoci che questi cambiamenti sono una manna dal cielo per l’utente.

Certo, per chi si occupa di marketing e business questa novità scombussola i piani, ma tutto ciò che sta avvenendo nell’ambito privacy negli ultimi anni ha come obiettivo di proteggere le persone, e i loro dati.

Ecco perché non mi sento di attaccare o demonizzare certe scelte.

Perché dal far west di un tempo (dove si facevano le peggio porcate, diciamocelo, con i dati della gente) stiamo passando a un approccio molto più [utente centrico](https://www.raffaelegaito.com/utente-al-centro/) dove le persone possono decidere cosa gli sta bene e cosa no.

Piuttosto, noi preoccupiamoci di offrire l’esperienza migliore e il prodotto o servizio migliore. Concentriamoci sul [creare valore](https://www.raffaelegaito.com/creare-valore/).

Se le tue mail sono scritte bene, pensate bene, con un contenuto di valore, che è concretamente utile per il tuo pubblico, allora non hai niente di cui preoccuparti. Saranno loro a cercarti.

Per tutti gli altri, mi sa che il vero problema non è la perdita dell’open rate, ma il cosa fate e soprattutto il come lo fate.

Quindi, come sempre, è questione di [strategia](https://www.raffaelegaito.com/marketing-strategico/).

## Parliamo di metriche

Il primo, grande, cambiamento che porta con se l’annuncio di Apple è che **l’open rate perde di valore**.

Non avendo più la certezza che quella persona ha effettivamente aperto o meno la nostra comunicazione, significa che non possiamo fare affidamento su quel dato.

Ma, diciamocelo, l’open rate è sempre stata un po’ una metrica di vanità. O, quantomeno, la metrica meno “forte” su cui fare affidamento in un’attività di email marketing.

E quindi che facciamo?

Affidiamoci ad altri [dati](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/) che sono [molto più utili e solidi](https://www.campaignmonitor.com/blog/email-marketing/17-email-marketing-metrics-every-email-marketer-needs-to-know/): **tasso di click, tasso di rimbalzo, segnalazioni spam, iscrizioni e disiscrizioni, tasso di inoltro, traffico sul sito,** e così via.

Io personalmente, **ho smesso di guardare l’open rate** il giorno dopo l’annuncio di Apple.

Ovviamente non pretendo che tutti abbiano un approccio così drastico, se proprio vuoi puoi continuare a tenerlo d’occhio, ma sappi che non puoi più confrontarlo col passato.

Da oggi devi resettare l’asticella e dare un nuovo valore a quel numero.

## Altri canali di comunicazione one-to-one

L’email non è l’unico canale di comunicazione one-to-one che abbiamo a disposizione. Ti do questa news sconvolgente!

Ecco, proprio in ottica di sperimentare cose nuove, questo potrebbe essere un buon momento per il tuo business o il tuo progetto per introdurre dei nuovi canali.

Qualche esempio? SMS (non sono morti!), Telegram, Whatsapp, Facebook Messenger, e così via. Il mio preferito sono i [messaggi onsite](https://www.activecampaign.com/it/omnichannel/site-messaging).

A proposito di news sconvolgenti: l’SMS ha un [open rate del 98%](https://techjury.net/blog/sms-marketing-statistics/).

In questo caso l’obiettivo non è di trovare un canale che vada a sostituire l’email, ma che vada a **integrare** quel tipo di comunicazione.

Ancora una volta il cambiamento è prima strategico e poi tattico. Significa che devi **ripensare il customer journey** per introdurre dei punti nei quali raccogli questi dati.

Ad esempio puoi prevedere un passaggio dove chiedere il numero di telefono per poter poi inviare degli SMS. O ancora puoi far passare il cliente per il chatbot prima di proseguire con l’acquisto, e così via.

Come sempre l’avviso è: non esagerare! Avere più punti di contatto non significa che puoi spammare di più o inviare più promozioni. Fanne buon uso.

## Ripensare le automazioni

Con il fatto di non poter più tracciare la posizione geografica delle persone e, soprattutto, di non poter essere sicuri dell’apertura dell’email significa che dobbiamo ripensare alcune [automazioni](https://www.raffaelegaito.com/marketing-automation/).

Se usavi dei trigger basati sull’apertura dell’email **è arrivato il momento di modificarli**.

Anche in questo caso il mio approccio è stato molto drastico: il giorno dopo l’annuncio di Apple ho rivisto tutti i trigger delle mie automazioni. Non dico che devi fare la stessa cosa, ma qualche ragionamento in più sulla strategia tocca farlo.

Consapevole di ripetermi dico: prima di cambiare le automazioni bisogna rivedere la strategia. Non è una questione di trigger, è una questione di **cosa comunichiamo e di cosa vogliamo ottenere**.

Il mio approccio è stato quello di sostituire i trigger basati sull’apertura dell’email con quelli basati sul **click di un link o di risposta all’email.**

Questo significa spostare l’attenzione da “devo farti aprire l’email” a “devo farti cliccare il link”.

E se ci pensi, in fin dei conti, è una manna dal cielo. Nel primo caso l’attenzione era tutta sull’oggetto (e sul tema del _clickbait_ si potrebbe aprire il vaso di Pandora), mentre ora l’attenzione è nell’esperienza totale con quella comunicazione.

Devo preparato un buon oggetto. Devo scrivere un buon contenuto. Devo inserire dei link utili. Devo capire cosa sia di valore per quella persona per farle cliccare il link.

Io, ad esempio, ho inserito in diverse automazioni dei link di conferma o delle richieste di risposta. E sono dei nuovi punti di contatto che prima sottovalutavo perché “tanto controllo l’apertura della mail”.

Se avevi un’automazione che all’apertura di una mail faceva partire un’offerta, potrebbe diventare qualcosa tipo “clicca il link per raccogliere il coupon” o “rispondi a questa mail per lasciare un feedback in cambio di uno sconto”, e così via.

Ovviamente sono degli esempi, prendili per tali.

Il mio obiettivo è farti capire che questa può essere un’occasione per migliorare l’esperienza nel suo complesso, per [avere un dialogo maggiore](https://www.raffaelegaito.com/parlare-di-startup-in-maniera-semplice/) con il tuo pubblico e per ripensare la tua [strategia di marketing](https://www.raffaelegaito.com/marketing-strategico/).

## Conclusioni

In giro si trovano una valanga di articoli sulla questione email marketing dopo iOS 15. Alcuni sono troppo allarmistici e alcuni si limitano a dare la news.

Mi auguro che questo post ti abbia invece lasciato degli **spunti concreti su cui ragionare**.

Il cambiamento è inevitabile. La normalità è un concetto relativo. Nel marketing, come nella vita. Queste sono delle ottime occasioni per metterci alla prova, sperimentare cose nuove e crescere.

Se leggi in inglese, ti consiglio di spulciare queste due guide di [HubSpot](https://blog.hubspot.com/marketing/how-apples-ios-15-could-impact-email-marketers) e [MailPoet](https://www.mailpoet.com/blog/apple-ios-15-update-email-marketing/). Le migliori in circolazione, a mio avviso.

Se cerchi uno strumento serio di email marketing e marketing automation, che ti consenta di gestire bene questo cambiamento, [io ti consiglio ActiveCampaign](https://gaito.link/activecampaign) che ormai uso da anni e col quale mi trovo benissimo.

Se invece cerchi un modo per far crescere la tua lista email, allora spulcia questo mio [corso online sulla lead generation](https://www.raffaelegaito.com/corso-lead-generation/?c=).

Buona sperimentazione!
