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Ecco Come Ho Scritto Un Post Di Successo Su Medium

Medium e i post di successo

Sono iscritto a Medium da un paio di anni. Più o meno da quando decisi di provare a bloggare in inglese ma senza mischiare i due contenuti su questo blog.

Nonostante lo trovi uno strumento fantastico lo utilizzo poco e a singhiozzo. Avrò scritto in totale meno di dieci post, a volte facendo passare diversi mesi tra un post e l’altro.

Uno degli obiettivi che mi sono dato in questo 2016 è quello di utilizzare di più Medium.

Quando mi trovo a smanettare con uno strumento che conosco poco seguo sempre questo iter: studiare; sperimentare; spingere al limite. Così dopo diversi mesi di studio (Medium è ormai diventata la mia fonte principale di lettura) ho fatto un primo esperimento, provando a spingere la piattaforma al limite.

Ho scritto il post 50+ And Counting Websites To Post Your Product Or Your Startup.

Nel titolo uso l’espressione “post di successo” che potrebbe far gridare allo scandalo. Prima di incazzarti lasciami spiegare: ovviamente “post di successo” significa tutto e niente. Un post potrebbe essere considerato un successo in base alla visualizzazioni, agli share sui social, alle conversioni e tanti altri fattori.

Come vedrai nella strategia e nella conclusione, prima di iniziare mi sono dato degli obiettivi misurabili, li ho raggiunti e, in base a quelli, ho definito questo post un successo.

Dopo questa necessaria premessa, è il momento di andare al sodo: vediamo la strategia!

Strategia adottata

Iniziamo col dire che sì, ho utilizzato alcune tecniche di growth hacking, ma siccome ultimamente questa parola viene usata tanto e a sproposito, lasciami fare una precisazione.

Il growth hacking non è una formula magica che risolve i problemi della tua startup o del tuo prodotto.

È un mindset. Un approccio. Una filosofia.

Per usare le parole di Sean Ellis (colui che ha coniato il termine):

A growth hacker is a person whose true north is growth

Focus assoluto sulla crescita. Senza se e senza ma. Il mio esperimento, con le dovute differenze, è stato approcciato allo stesso modo.

I passaggi fondamentali sono tre:

  1. Porsi degli obiettivi ben chiari
  2. Pianificare una strategia per raggiungere gli obiettivi
  3. Avere il tempo per sviluppare la strategia

Attenzione a non sottovalutare gli obiettivi o il fattore tempo, senza uno dei tre elementi non vai da nessuna parte.

Obiettivi

Essendo il mio primo esperimento serio con Medium mi sono dato degli obiettivi non troppo stringenti e raggiungibili in un intervallo di tempo accettabile (7 – 10 giorni):

  • Superare 200 recommends (i “like” di Medium)
  • Essere featured in una grossa pubblicazione
  • Finire in home di Medium o di categoria
  • Incrementare il numero dei miei follower

Scegliere la tipologia di post

La prima decisione è stata sulla tipologia di post da scrivere. Se sei un assiduo frequentatore della piattaforma, saprai che su Medium ci sono due tipi di post che funzionano molto bene: le liste e i racconti del tipo cosa-ho-imparato.

Ho scelto la prima tipologia per diversi motivi. Due su tutti: raccolgo tantissime risorse durante la mia navigazione e le liste sono più facili da realizzare, soprattutto se devi scrivere in inglese.

Poi c’è un fattore strategico ed è quello di poter “coinvolgere” parecchi soggetti esterni nella diffusione del contenuto. Soggetti che, come vedremo tra un po’, si possono rivelare utilissimi.

A questo punto, se ti stai chiedendo qualcosa tipo “Ma allora non c’è stato nulla di naturale, era tutto pianificato?” sappi che la risposta è si!

Se stai leggendo questo post molto probabilmente scrivi per business (personal branding, content marketing, ecc.) e ti interessa capire come migliorare i tuoi risultati. Quindi… si, devi pianificare tutto.

Scegliere i tag giusti

In medium i tag sono potentissimi. Sono stati aggiunti relativamente da poco e non vengono usati da tutti gli utenti.

Piazzare il tag giusto all’orario giusto può fare una grossa differenza.

Nel mio caso ho utilizzato questa strategia in due step:

  1. Usare tag con poca competizione nella fase iniziale
  2. Puntare su un solo tag forte dopo il picco di visite e recommends

Inizialmente ho quindi scelto tre tag per i quali fosse facile finire in top list della relativa pagina (startup marketing ne è un esempio), dopo il picco di visibilità (leggi sotto) ho puntato sul tag startup che normalmente è affollatissimo.

Condividere nei gruppi

Non giriamoci troppo intorno: i gruppi di discussione sono ancora una delle fonti di traffico più importanti per i blog. Far parte di gruppi numerosi si rivela fondamentale, quando hai dei contenuti da condividere.

Ovviamente non ti sto invogliando a spammare. Zero spam. Spam cattivo. Sempre e comunque.

Condividi contenuti di qualità e la risposta del gruppo non si farà attendere.

Nel mio caso, subito dopo la stesura del post, ho condiviso il link su una dozzina di gruppi – Facebook e Linkedin –  che sono legati ai temi startup, marketing o product development.

on startup stats

Share del post sul gruppo linkedin On Startups

Per dare l’idea dell’impatto che alcuni gruppi possono avere, ti faccio l’esempio del gruppo On Startups, il più grande gruppo Linkedin dedicato a startup e imprenditorialità che conta più di mezzo milione di iscritti.

Il mio post nel gruppo ha ricevuto 132 like e 27 commenti. Potrebbero sembrare pochi ma considera che in questo momento, gli ultimi 15 post condivisi nello stesso gruppo hanno 0 like e 0 commenti.

medium referrers

Nei referral del mio post Linkedin è al secondo posto, solo Medium ha performato meglio

Segnalare il post ai soggetti citati

Questo e il cosiddetto Aha moment! Quella piccola informazione che fa la differenza e cambia completamente le carte in gioco.

Ricordi quando qualche paragrafo fa ho detto che i post lista hanno un grosso vantaggio strategico? Ecco, il vantaggio è quello di poter segnalare il post a tutti i soggetti presenti nella lista.

Per quale motivo? Ma per farglielo condividere, ovviamente!

Qualcuno lo dice esplicitamente, qualcuno lo sussurra tra i denti e molti ancora lo negano, ma i post lista vengono usati così dal giorno zero.

Nel mio articolo ho elencato 50 siti dove poter segnalare un prodotto. Ho quindi contattato tutti e 50 siti (su twitter) per digli:

Ehi amico, hai un sito fantastico e utilissimo. Grazie mille. P.S. Ti ho messo in questa lista.

Risultato? Più del 70% delle piattaforme contattate ha condiviso il post con un retweet o con un tweet creato ad hoc.

Richiedere accesso a una pubblicazione

A questo punto avevo raggiunto i primi 100 recommends su Medium.

100 recommends è una sorta di punto di svolta. Un post comincia a “funzionare bene” su Medium dopo averne ottenuto almeno 100, meglio ancora se ottenuti in tempi brevi.

A quel punto avevo la leva. La leva da usare per contattare le pubblicazioni.

Seguo una decina di grosse pubblicazioni su Medium che si occupano di startup, imprenditorialità e argomenti simili. Ho contattato le due più grosse e gli ho segnalato il mio post dicendogli più o meno:

Ho scritto questo post che sta facendo bei numeri. Ho appena superato le 100 recommends e credo sia perfetto per il pubblico della tua pubblicazione.

Risultato? Una mi ha ignorato e una mi ha risposto pochi minuti dopo.

A Life Learning (una pubblicazione con 75k follower) il post è piaciuto, mi hanno accettato tra gli autori e hanno aggiunto il pezzo in prima pagina.

Questo è stato il punto di svolta.

Nel momento in cui le visite giornaliere stavano diminuendo, questo featured ha dato nuova linfa al post, facendogli ottenere un picco di visibilità e permettendomi, nei giorni successivi, di lavorare con più calma sulla coda lunga.

medium coda lunga

Statistiche giornaliere di visualizzazione del post

Sfruttare la coda lunga

Non dimenticarti della coda lunga! Un post, così come qualsiasi altro servizio o prodotto, può ottenere grandi risultati facendo leva sulla coda lunga.

Nei giorni successivi al featured, mentre i recommends e i tweet ormai andavano in automatico, ho lavorato sulla coda lunga per sfruttare il più possibile il momento di visibilità. L’ho fatto con diverse piccole attività, di cui le più importanti sono state:

Inserire un link in tutti gli altri miei post

Medium offre poca possibilità di personalizzazione ma con un po’ di ingegno si possono ottenere risultati interessanti.

Nel mio caso ho preso i miei precedenti 3 post, li ho modificati e ho aggiunto a mano un read next con il link al post da spingere.

medium read next

Aggiunta del link nel footer degli altri post

I miei vecchi post ovviamente non fanno grandi numeri, ma perché non sfruttarli comunque per portare un po’ traffico a quello principale? Soprattutto visto che…

Aggiungere altri post alla pubblicazione

Una volta diventato autore in una pubblicazione puoi proporre tutti gli articoli che vuoi ma, ovviamente, l’admin dovrà approvarli volta per volta.

Avendo piazzato il link al post principale nel footer di 3 post precedenti ho proposto a Life Learning anche questi ultimi. Un paio sono stati accettati e, come era facilmente intuibile, hanno portato traffico anche al post principale!

Semplificare la condivisione sui social

Purtroppo Medium da pochissimo risalto alla condivisione dei post su altri social network.

Alla fine di ogni post c’è un piccolo pulsantino con il quale aprire un menu a tendina e poter condividere su Twitter e Facebook. Diciamo che non è proprio il massimo!

medium share

Pulsanti di share aggiunti manualmente alla fine del post

Ho semplificato la procedura di condivisione aggiungendo manualmente due pulsanti di share su Twitter e Facebook alla fine del post. Non sono altro che due immagini accompagnate da due link creati a mano.

Rispondere ai post importanti

Medium tratta i commenti come se fossero dei post a tutti gli effetti. Nella settimana successiva ho quindi risposto ad alcuni trending post con tematiche simili alla mia, segnalando il mio articolo nel commento.

Anche qui, giusto per essere chiari, non sto parlando di spammare! Ricordi cosa ho detto sopra? Zero spam. Spam cattivo. Sempre e comunque.

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Mio commento ad un post di Product Hunt

Rispondi solo se il tuo commento e il tuo link sono in tema e apportano un valore concreto alla conversazione. In caso affermativo i risultati ti sorprenderanno.

Conclusione

Parliamo prima di risultati e poi concludo con un paio di riflessioni.

medium

Mail ricevuta al raggiungimento dei 500 recommends

Riguardo agli obiettivi che mi sono dato nella fase iniziale, i risultati sono stati ottimi:

  • Il post ha superato i 500 recommends. Giusto per dare un’idea, in questo momento i post featured in home partono da 250, e il mio post che ne aveva avuto di più in precedenza era arrivato a 108.
  • Sono autore di una delle più grosse pubblicazioni tech su Medium.
  • Non sono finito featured in home page, ma per un paio di giorni sono stato featured nella categoria startup.
  • Ho avuto un incremento dei follower del 300% passando da poco meno di 300 a circa 900. Ovviamente non è un numero da capogiro ma è un ottimo punto di partenza.

Come risultati indiretti vale la pena segnalare:

  • Avere accesso ad una pubblicazione ti permette di postarci sempre. Quindi i miei futuri post non partiranno con un reach potenziale dei miei 900 follower, ma dai 75k di Life Learning.
  • La coda lunga è parecchio lunga! Da giorni ormai ho fermato le attività relative a questo articolo, ma come puoi vedere dal grafico in alto, i miei post ricevono ancora letture. Più di 200 al giorno. Prima erano 0.

Concludo riprendendo il concetto con il quale ho iniziato questo post: non ci sono formule magiche che ti permettono di ottenere i risultati semplicemente schioccando le dita. Molte delle attività illustrate in questo post possono essere riutilizzate con successo in altri settori o su altre piattaforme. Molte altre sono invece legate solo ai blog o, addirittura, solo a Medium.

Quello che serve è il giusto approccio e un piano ben strutturato, formato da tre elementi: obiettivi, strategia, tempo.

Gli obiettivi ti permettono di capire in che direzione muoverti e, soprattutto, di misurare l’avanzamento della strategia. La strategia è necessaria per non agire alla cieca, per avere un ordine temporale delle azioni da seguire e delle conseguenze attese. Il tempo è, infine, fondamentale per poter mettere in atto la strategia senza fretta, dedicando la giusta attenzione a ogni step.

Se hai qualche dubbio o vuoi maggiori informazioni su qualche passaggio, non esitare a chiedere nei commenti del post!

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Classe ‘84, Salernitano, cresciuto a camille e robottoni giapponesi! Sono un imprenditore digitale, blogger, public speaker e autore.
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