mailcoding

Mailcoding: un numero unico per identificarti online. Ed è una startup italiana

Non so tu, ma io ero in fissa con tutti quei servizi di “personal homepage”. C’è stato un periodo (più o meno 3-4 anni fa) nel quale li testavo tutti, dal famosissimo about.me a tutte le decine di cloni comparse negli anni successivi.

Dopo un periodo di boom iniziale questi sistemi sono finiti poi nel dimenticatoio. I più grossi (come about.me) son sopravvissuti e oggi vengono ancora utilizzati, mentre molti dei cloni sono addirittura scomparsi dalla circolazione.

Personalmente ho smesso di usarli nel momento in cui ho fatto convergere tutti i miei link social in un unico posto: la home page del mio blog.

Qualche settimana fa però ho avuto il piacere di conoscere, durante il Mashable Social Media Day di Milano, i ragazzi di Mailcoding che erano tra gli sponsor presenti all’evento.

Da inguaribile geek e early adopter quale sono, non potevo non farmi una chiacchierata con loro per capire meglio il servizio offerto e le differenze rispetto a tool che avevo già usato in passato..

Cosa è Mailcoding

Alla domanda netta “ragazzi, ma cosa è Mailcoding?” la risposta è stata altrettanto netta: un servizio di gestione della propria identità digitale con un numero unico e personale!

La grossa differenza, rispetto ai sistemi di “personal homepage” a cui accennavo nell’introduzione è, quindi, proprio l’utilizzo di un numero invece di un nickname. Per capirci: se su about.me sei “pippobaudo88” su Mailcoding sarai qualcosa tipo “123.098”.

Per fare un esempio concreto, il mio Mailcode (si chiama così l’identificativo univoco assegnato a ogni utente) è 981.984 ed è accessibile da qui.

L’idea di Mailcoding si spinge un po’ oltre la semplice homepage personale e punta a diventare un ibrido tra piattaforme di quel tipo e il bigliettino da visita cartaceo.

Se proviamo a pensare ad about.me come a una sorta di “mini social network” dove gli utenti hanno a tutti gli effetti un profilo personale (o addirittura un mini sito, in alcuni casi), Mailcoding fa invece l’occhiolino all’offline andando incontro alle esigenze di chi scambia molti dati in contesti non digitali: fiere, eventi, conferenze, viaggi, e così via.

Quando può essere utile Mailcoding

L’ibrido online/offline, a cui facevo riferimento prima, delinea abbastanza chiaramente quali sono gli utilizzi tipici di uno strumento di questo tipo e, di conseguenza, anche le categorie di utenti che possono trarne i maggiori vantaggi.

Il caso di utilizzo più ovvio online è il “semplice” aggregatore di profili social: ognuno di noi ha ormai account su almeno mezza decina di social media e sistemi di IM e inserirli tutti nella firma della mail diventa praticamente impossibile. Sostituirli con un unico link al proprio Mailcode è molto più comodo e immediato.

Per quanto riguarda l’offline, un sistema di questo tipo trova il suo massimo utilizzo in contesti dove bisogna scambiare tanti dati e molto velocemente. Penso alle fiere e alle conferenze dove invece di scambiarsi bigliettini da visita, che poi vanno persi o digitalizzati, ci si può scambiare un breve codice numerico per poi ottenere i dati in digitale in un secondo momento.

Eh si, perché oltre a visualizzare il “bigliettino” collegato a ciascun Mailcode, il sistema permette anche di scaricare il contatto in formato VCF e importarlo, comodamente, nella propria rubrica. Lo scenario è ancora più semplice se usi l’app per iOS o Android che permette di salvare i dati direttamente in rubrica.

Aldilà di situazioni come queste, che sono abbastanza “standard”, ci sono alcuni scenari dove un numero può essere più facile da comunicare rispetto a un nome: ne hai uno particolarmente difficile da memorizzare o pronunciare; il tuo interlocutore parla una lingua diversa o, addirittura, utilizza un alfabeto diverso; vuoi comunicare i tuoi dati via telefono; ecc.

Insomma, l’utilizzo di un breve codice numerico potrebbe fare la differenza in numerosi contesti, sia online che offline:

  • Facilita lo scambio di contatti quando ci sono barriere linguistiche, eliminando potenziali errori di spelling o battitura.
  • È aggiornabile in qualsiasi momento e quindi se cambi numero di cellulare o email, questo non impatta sul Mailcode.
  • Il numero che scegli è unico. Una persona con il tuo stesso nome su FB può esistere, ma uno con il tuo stesso Mailcode no.

I prossimi step

La startup è nata agli inizi del 2015. Durante questo primo anno hanno perfezionato il prodotto e sono usciti pubblicamente da qualche mese. Pian piano è aumentato l’interesse intorno al servizio (ad oggi contano, infatti, utenti da più di 30 Paesi diversi) fino a quando quest’estate hanno vinto il premio Lamarck di Confindustria.

Tra i prossimi step c’è l’inserimento di una serie di servizi premium (leggi “a pagamento”) per aziende e professionisti con necessità specifiche. Inoltre diventa sempre più importante, nella loro strategia, l’app mobile che potrebbe andare nella direzione di un vero e proprio “punto unico” di accesso ai propri contatti.

Per capirci: qualcosa a metà tra gli IM code (come quelli di Snapchat e Messenger) e servizi di login universale (come openID).

Ah, quasi dimenticavo: il servizio è completamente free!

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