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Guadagnare scrivendo di cultura pop si può

Se mi leggi da parecchio tempo sai che in fondo in fondo sono un geek. Telefilm dipendente, cresciuto a pane camille e robottoni giapponesi, ho ancora il poster di Ritorno al Futuro e anni fa ho fondato un’azienda di videogiochi.

Di conseguenza adoro leggere tutto ciò che riguarda questo mondo (nerd o geek, che dir si voglia). Raramente leggo da fonti italiane, un po’ perché la qualità media è molto bassa e un po’ perché contenuti veramente originali (che non siano la copia della copia degli americani) ce ne sono veramente pochi in giro.

In questo scenario abbastanza desolante c’è un’eccezione. Un blogger che seguo fin dal principio e che, a mio avviso, negli ultimi anni è diventato un punto di riferimento nel panorama italiano per ciò che riguarda la cultura nerd e non solo.

Parlo di Lorenzo Fantoni, creatore di N3rdcore e autore per Wired, Multiplayer, Vice e tanti altri magazine.

Oggi ho avuto il piacere di intervistarlo per farmi raccontare il dietro le quinte del suo lavoro, fatto di eventi, videogiochi e gadget, ma anche tanta disciplina e ricerca continua.

Raffaele Gaito: Ciao Lorenzo! Come prima cosa, facciamo una breve introduzione per chi non ti conosce. Di cosa ti occupi e qual è il tuo background?

Lorenzo Fantoni: Ciao a te Raffaele e grazie per questa intervista, credo sia la prima volta che mi trovo dall’altra parte del punto interrogativo!

Io sono uno scrittore freelance, mi occupo di recensioni, anteprime, reportage, video, storytelling, corporate blogging e tutte quelle cose che ormai sono diventate parte del bagaglio di chi vive e lavora con internet. Di recente, poi, sono anche diventato autore di documentari e devo dire che la cosa mi sta piacendo molto.

Il mio background è abbastanza semplice: una laurea in Media & Giornalismo, qualche lavoro in uffici di comunicazione che non mi piacevano per niente e quattro anni fa la decisione di aprire una partita IVA per vedere se ce la facevo da solo.

Adesso collaboro con Wired, Multiplayer, Vice e altre realtà molto interessanti. Ah sì, sono anche un maledetto nerd, uno di quelli noiosi e puntigliosi della prima ora, nonché una di quelle persone che freghi facilmente con la nostalgia.

RG: La tua mini-bio Facebook dice “Da piccolo volevo fare il paleontologo. Ora sono molte cose, ma soprattutto scrittore freelance”. Ce la spieghi questa?

LF: Beh è tutto vero, fin da piccolo ho amato i dinosauri alla follia, d’altronde come si fa a non amare un rettile gigante? E volevo diventare un paleontologo.

Oggi scrivo, parlo in radio, faccio video e sono moltissime cose, come molti di noi. Avrei potuto mettere “giornalista freelance”, ma non mi decido mai a prendere il tesserino, quindi scrittore mi sembrava più sensato. Forse ora dovrei metterci “creatore di contenuti”.

RG: I tuoi post non sono mai delle “semplici” recensioni. Riesci sempre a inserire la citazione adatta, il riferimento simpatico, l’approfondimento poco noto, e così via. È una cosa che ho sempre apprezzato dei tuoi post. È un processo naturale oppure lo fai per rendere argomenti “di nicchia” accessibili anche al grande pubblico?

LF: Intanto, grazie! Come tutti quelli che scrivono su internet mi nutro fondamentalmente di complimenti. Per il resto credo fortemente nella divulgazione della cultura pop e nel trattare cose estremamente futili con grande serietà, adoro i gadget di ogni tipo, i fumetti, le serie TV, i videogiochi e cerco sempre di trasmettere questa mia passione nel modo più adatto, cercando di far capire che dietro queste cose c’è un universo, spesso sconosciuto.

Purtroppo non è così facile farlo in un mondo che cerca solo informazioni mordi e fuggi e semplificazione, ma ci si prova. Adoro il mio lavoro, adoro che tutto ciò che amavo da ragazzino sia diventato il mio impiego. Da piccolo non avrei mai pensato che avrei stretto la mano all’uomo che ha inventato l’Atari e che sarei andato a Lucca Comics per lavoro. È tutto bellissimo.

RG: Che il mondo nerd/geek sia passato dall’essere “roba per sfigati” ad essere cool è abbastanza evidente. Quali sono, a tuo avviso, le motivazioni di questo grosso cambiamento nei confronti di questa cultura?

LF: I fattori sono tanti e non è neanche detto che alcune cose non siano ancora considerate “da sfigati”.

Da una parte ci sono persone cresciute con un certo tipo di background culturale che oggi fanno delle loro passioni la cultura dominante. Dall’altra poi abbiamo il crollo di una vera e propria “cultura mainstream”, oggi viviamo in tante bolle che a volte si intersecano, ma che possono restare totalmente sconosciute alla massa, pur macinando numeri enormi.

Ho visto da poco Chiara Ferragni vestita come 11 di Stranger Things, ecco un esempio di bolla che sfiora un’altra bolla, ma se pensiamo ad esempio ai giocatori di Magic (il primo gioco di carte collezionabili del mondo) parliamo di 20 milioni di persone di cui molti presunti “geek” neanche conoscono l’esistenza.

Questo senza considerare il post moderno, la crisi del mondo in cui viviamo e il conseguente rifugiarsi nella cultura della nostalgia e del recupero che di fatto ha reso cool tutto ciò che esisteva quando ero piccolo. Mai avrei pensato oggi di comprare un libro restrospettivo sulla nascita e lo sviluppo dei Masters, eppure è così.

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RG: Ti definisci scrittore freelance e allora ti chiedo: Si può guadagnare scrivendo? Si può vivere di solo blogging, in Italia? In maniera molto concreta: ci paghi le bollette scrivendo?

LF: Il mio blog, n3rdcore.it, non mi dà da mangiare, è più uno spazio dove mi rifugio quando ho voglia di scrivere qualcosa che nessuno mi farebbe scrivere. Però pago le bollette scrivendo, quindi dico di sì!

RG: Tanti ragazzi che iniziano col blogging vengono inevitabilmente trascinati nel mondo dei post “mordi e fuggi” pagati 5 euro, anche da editori famosi. Come si fa a guadagnare scrivendo, come fa Lorenzo?

LF: Nel mio periodo universitario ci sono passato anche io, oggi la situazione è parzialmente migliorata, ma c’è ancora chi pretende di pagarti una miseria e lo dice senza problemi.

Io cerco di evitare queste situazioni, ma comunque la risposta a “come guadagnare scrivendo?” è: facendosi un mazzo così tutti i giorni.

Scrivendo, leggendo, documentandosi, giocando ai videogiochi (lo so, sembra assurdo, ma DEVO farlo) e cercando di rimanere sempre sul pezzo. È dura, ma l’alternativa è sempre peggiore. Oggi internet ha reso tutto molto meno costoso e purtroppo si sente, ma è anche vero che vivo nel momento migliore per sostenermi scrivendo delle mie passioni.

RG: Come organizza il suo tempo e i suoi task chi fa della scrittura il suo lavoro? Usi tecniche e/o tool che ti aiutano nella quotidianità?

LF: Tendenzialmente è importante dedicare tanto tempo alla scrittura, ma anche al riposo, alla lettura e a tutte le attività che possono ridarti la spinta. Sarebbe bello poter scrivere con calma, prendendosi del tempo e senza dover fare in fretta, ma spesso non è così, quindi bisogna sempre stare due mosse davanti alla sorte.

Se puoi scrivere qualcosa, fallo, perché magari ti verrà ridotta la deadline o uscirà fuori un altro lavoro che ti costringerà a stringere i tempi. Non uso tool particolari per organizzarmi, giusto un calendario per gli impegni e vari sistemi di archiviazione Cloud per non perdere niente e poter lavorare, alla peggio, anche col telefono.

RG: Da poco hai iniziato ad utilizzare la piattaforma Patreon che permette di supportare economicamente i creatori di contenuti. Come sta andando?

LF: Sta andando come va a uno che non ha certo il seguito degli influencer più famosi! Ho aperto Patreon come esperimento e ammetto che devo ancora capire come sfruttarlo al massimo, tuttavia mi permette, al momento, di ripagarmi l’hosting del blog e di avere una bella spinta di fiducia da chi mi sostiene. Non è poco!

RG: Per concludere, se dovessi dare un solo consiglio a chi vuole intraprendere una carriera del genere e vivere di blogging, che consiglio daresti?

LF: Fare questo lavoro è in parte fatica e in parte fortuna, ma tu puoi metterci solo la prima. Devi essere sempre pronto con la valigia di fronte al binario, perché non puoi mai sapere quando passerà il treno giusto. P.S. Evita le invidie, che tanto non fanno curriculum.

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