fatture in cloud

Da 0 a 350.000 clienti, l’incredibile storia di Fatture in Cloud

Il tema della fatturazione elettronica negli ultimi mesi ha “travolto” un po’ tutti e una delle aziende protagoniste di questo momento storico è senza ombra di dubbio Fatture in Cloud.

Dopo aver letto il comunicato stampa del CEO e fondatore Daniele Ratti, che annunciava di essere passati da 30.000 a 350.000 clienti in pochi mesi, ho deciso di intervistarlo e scambiare quattro chiacchiere.

Una crescita del genere non è mai casuale e, dall’altro lato, non è mai facile da gestire. Gli spunti di Daniele a tal proposito sono estremamente interessanti.

Ti lascio all’intervista.

Raffaele Gaito: Ciao Daniele e benvenuto. Come prima cosa presentati ai (pochi) miei lettori che non ti conosco. Chi sei, cosa fai e che background hai?

Daniele Ratti: Ciao Raffaele e innanzitutto grazie per l’intervista!

Ho un background da sviluppatore informatico autodidatta, che si è trasformato (anche) in imprenditore nel tempo.

La prima mini-avventura imprenditoriale ha avuto inizio a 15 anni, quando sviluppai una piattaforma di aste a ribasso (che andavano di moda al tempo).

Prima della pubblicazione però mi resi conto che era necessario avere una certa “Partita IVA” di cui ignoravo l’esistenza, quindi il progetto non decollò mai.

Passai gli anni successivi a sviluppare per divertimento siti web e programmi, fino al momento della vera svolta: era arrivato l’AppStore di Apple in Italia.

Comprai un Mac e iniziai a imparare Objective-C. Sviluppai oltre 100 applicazioni e giochi e iniziai ad avere un buon reddito.

RG: E poi a un certo punto è arrivato Fatture In Cloud, raccontaci qualcosina in più. Come nasce il progetto e come si è evoluto negli anni?

DR: Decisi di aprire una Srl con l’obiettivo di creare una software house specializzata in videogiochi mobile. Lanciai così nel 2012 la MadBit Entertainment S.r.l.

Lanciai come prima cosa il gioco Nomi Cose Città Revolution.

Al tempo studiavo all’università e sviluppavo nel tempo rimanente. Non avevo quindi mai un secondo per dedicarmi della parte contabile dell’azienda.

Guardandomi intorno non trovai alcuno strumento semplice da utilizzare che potesse aiutarmi nel gestire in modo più snello la fatturazione e il registro degli acquisti.

Per questo motivo, nell’estate del 2013 iniziai a sviluppare Fatture in Cloud, inizialmente solo per me stesso.

Vista la grande utilità che stava avendo su di me, decisi di aprirla al pubblico in beta e investire tutti i proventi derivanti dai videogiochi in questa nuova avventura.

Ora sono fiero di poter dire che stiamo aiutando 350.000 aziende e piccoli imprenditori in Italia (una fetta importante) a gestire la propria impresa.

RG: Dal comunicato stampa che hai rilasciato qualche tempo fa sono rimasto impressionato dai dati di crescita. Come avete fatto a crescere così tanto in così poco tempo, è stato solo grazie al cambio legislativo o ci sono altri fattori?

DR: Sicuramente l’avvento della fatturazione elettronica ha fatto la parte più grande, ma stavamo già crescendo a 3 cifre anno su anno.

Dall’anno scorso abbiamo iniziato a investire pesantemente sul marketing sotto ogni fronte, anche andando offline con TV, radio, cartellonistica nelle principali città italiane e così via.

Oltre a questo abbiamo iniziato a vendere Fatture in Cloud ai commercialisti tramite la rete vendite di TeamSystem (nostri partner) su tutto il territorio italiano, con l’obiettivo di far digitalizzare tutti i clienti di ogni studio.

RG: Dicci qualcosa in più su come avete gestito una crescita del genere, sia in termini emotivi/psicologici, che più pragmatici a livello di team?

DR: È sicuramente stata una bella sfida, probabilmente la più difficile della mia vita.

Ad un certo punto, a Dicembre 2018, il flusso di nuovi utenti ha iniziato a raddoppiare giorno dopo giorno, fino a diventare circa 100 volte superiore al normale.

Per far fronte a questo tsunami, prima di tutto abbiamo interrotto gli sviluppi e concentrato il team tecnico sulla ricerca e la risoluzione di colli di bottiglia che creavano richieste di assistenza.

In parallelo abbiamo formato in 2-3 settimane 20 nuove persone per scalare la capacità di supporto.

Abbiamo sviluppato da zero una nuova sezione per le guide e l’abbiamo popolata. Abbiamo inoltre inserito un buon motore di ricerca, mossa che si è rivelata essere molto efficace.

Infine abbiamo aumentato il numero di webinar e creato dei webinar automatici.

Daniele Ratti di Fatture in Cloud

RG: Da una intervista che ti ha fatto Marco Montemagno ho intuito che sei una persona molto data-driven. Quanto contano i dati in Fatture in Cloud e come gestite questo aspetto?

DR: Direi che i dati non solo contano… sono tutto!

Quando ti ritrovi a gestire 350.000 clienti, ogni singolo 0,5% di miglioramento può valere decine di migliaia di euro o infinita gratitudine da parte dei clienti a cui cerchiamo di migliorare la vita.

Analizziamo costantemente decine di indicatori in modo da trovare eventuali colli di bottiglia, ma soprattutto per avere sotto controllo in maniera oggettiva i risultati di ogni modifica e azione.

Faccio un esempio banale: utilizzare un popup che si può saltare in fase di registrazione piuttosto che uno obbligatorio può fare la differenza per 5-10 punti percentuale, che contano in maniera esagerata sul numero di registrazioni mensili.

Un sistema di monitoraggio costante sulla percentuale di “completamento tutorial iniziale” è quindi un’ottimo indicatore da tenere in considerazione.

Ed è solo uno dei tanti esempi che potrei farti.

RG: Qual è l’errore più grosso che hai fatto recentemente e cosa hai imparato?

DR: Ne ho fatti moltissimi, e credo sia una buona cosa.

Probabilmente il più grande errore recente è stato sottostimare l’effetto della fatturazione elettronica e non prepararmi abbastanza a livello di personale.

Questo ci ha obbligati a correre come dei pazzi (tutt’ora lo stiamo ancora facendo) per cercare di mantenere gli alti standard di qualità che ci hanno sempre contraddistinto.

RG: Concludo sempre le mie interviste chiedendo tre consigli agli intervistati. Cosa ti senti di dire ai miei lettori che vogliono fare startup o stanno avviando un loro progetto?

DR: Il consiglio scontato è quello di non arrendersi.

Quello non scontato è sempre di non arrendersi, per davvero però. Non lo dico tanto per dire!

Ho lanciato più di 100 applicazioni e giochi mobile e tentato di fare almeno 10 prodotti/startup prima di creare Fatture in Cloud.

Lascio un repertorio di alcuni dei miei “fallimenti / successi” più divertenti (per me sono due facce della stessa medaglia) a riprova di quanto detto sopra:

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Classe ‘84, Salernitano, cresciuto a camille e robottoni giapponesi! Sono un imprenditore digitale, blogger, public speaker e autore.
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