Pagina About

Dello scrivere una pagina about

Appena ho aperto questo blog ho pensato che fosse arrivato anche il momento di scrivere una paginetta about con un po’ di cose su di me. Giusto per dare un’idea di massima a chi arriva qui e non mi conosce.

Pensavo fosse facile scrivere una pagina about su se stessi e così l’ho creata il giorno stesso che ho aperto il blog ma…
Uno stranissimo meccanismo mentale di “la scrivo domani” si è attivato e mi sono ritrovato a rimandare per settimane una cosa che pensavo semplice.
Questo fino a che due settimane fa quando, un sabato pomeriggio, mi son detto “mi prendo una mezz’oretta e butto giù questa benedetta pagina about”. Mezz’ora dopo avevo finito. O almeno così pensavo.

Ho riletto questa pagina e mezza di roba scritta in word e mi sembrava tutto regolare. Per sicurezza, prima di metterlo online, ho chiesto alla mia ragazza di buttare un occhio e dirmi cosa ne pensava. Era una merda.
Cioè, non mi ha detto esplicitamente così ma il senso era quello. Le sue parole sono state, più o meno, “questa è una descrizione seriosa e banale di roba che si può trovare sul tuo profilo Twitter e Linkedin, tu non sei così”.

Panico.

Ho atteso mezz’ora e ho riletto tutto ed effettivamente la prima parola che mi è venuta in mente è stata “triste”. Sembrava un curriculum vitae scritto in prosa da presentare ad un colloquio di lavoro per l’oratorio.
Ma cosa era successo?
Ripensandoci sono arrivato alla conclusione che:

  • avevo creato nient’altro che una “todo list” per esteso di cose che avrei voluto citare;
  • avevo scritto con il timore di “chissà chi potrebbe leggere questa pagina”;
  • mi ero forzato a scrivere in un momento in cui non ero ispirato;
  • avevo preso spunto dalle pagine about sbagliate.

E allora cosa ho fatto?
Ho atteso un’oretta e ho riscritto tutto. Questa volta con una sola domanda in mente: come mi sono presentato fino ad oggi?
Ma non sul web. Mi riferisco alle presentazioni faccia a faccia, quelle dove devi dire di cosa ti occupi ma senza annoiare la persona che ti sta ascoltando.

Al secondo giro ha funzionato. O almeno credo. Ho scritto una pagina about di cui non mi vergogno. O almeno credo 🙂

Note finali per il futuro:

  • scriverne almeno un paio di versioni, con toni diversi;
  • scrivere solo quando se ne ha voglia;
  • far leggere il tutto a qualcuno, subito dopo aver finito di scrivere;
  • attendere un paio d’ore e poi rileggere, prima di pubblicare;
  • pensare a qual è l’audience del proprio blog;
  • dare un’occhiata a qualche altra pagina about di persone dello stesso settore.

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Classe ‘84, Salernitano, cresciuto a camille e robottoni giapponesi! Sono un imprenditore digitale, blogger, public speaker e autore.
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