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Come NON scrivere un annuncio di lavoro per Startup

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Mi capita spesso, ultimamente, di leggere su Facebook improbabili annunci di lavoro di sedicenti startup.

Elenchi infiniti di linguaggi di programmazione, tecnologie front-end e back-end a volontà, conoscenze di diversi database, il tutto senza scrivere due righe informative sul progetto o sul tipo di collaborazione.

Nel migliore dei casi questi annunci hanno dei confusi riferimenti alla possibilità che il ninja in questione creda nel progetto e diventi cofounder.

Ve lo dico: lo state facendo nel modo sbagliato.

Se non ricevete risposte (che non siano insulti) ai vostri annunci è perché avete completamente sbagliato l’approccio.

Per la prossima volta sarà bene tenere a mente qualche informazione:

  • Evitate elenchi infiniti di skill. Prima di pubblicare l’annuncio chiedetevi se è veramente necessario che la figura cercata debba conoscere 13 linguaggi di programmazione diversi.
  • Chiedetevi quante persone vi servono. Se avete bisogno di un programmatore PHP che sappia anche usare Photoshop e Illustrator è probabile che siate alla ricerca di due figure diverse. Pubblicate due annunci.
  • Scrivete due righe sul progetto. Lo fanno in pochi ma è importante. Scrivete di che startup si tratta, se è avviata oppure no, quanto è grande il team e in che città lavorate. Avrete in automatico un primo filtro sul tipo di risposte.
  • Siate chiari sul tipo di collaborazione. Non c’è bisogno di linkare il contratto in PDF ma può essere utile sapere se si propone un contratto a progetto, uno stage, un collaboratore saltuario, ecc.
  • Evitate supercazzole. Molti di questi annunci sembrano presi da spot tv. Siate chiari e semplici. Più il vostro annuncio è complesso e contorto e più sarete guardati con sospetto.

Un elenco di questo tipo potrebbe andare avanti all’infinito. In generale, basta un po’ di buon senso per evitare figuracce o, peggio, che nessuno vi contatti. Se siete nuovi di un gruppo/comunità aspettate un po’ prima di scrivere; passate un po’ di tempo ad osservare gli altri e fatevi avanti solo quando avete capito le dinamiche del gruppo.

Concludo con due punti bonus ;)

  • Gli startupper sono quasi tutti un po’ folli ma non tutti sono disposti a lavorare gratis.
  • Non tutti i programmatori vogliono diventare co-founder, alcuni vogliono semplicemente essere pagati.

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Chi Sono

raffaele gaito blog

Sono un Growth Coach,
autore, speaker e blogger.
Attraverso il Growth Hacking guido le aziende a migliorare i loro prodotti e i loro processi con l’ausilio dei dati, degli esperimenti e del pensiero laterale.
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