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title: Ecco perché la User Experience può salvare la tua Startup
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "3 consigli (e 3 libri) di User Experience che ogni startup dovrebbe sfruttare fin dal primo giorno, perché la UX non è qualcosa di accessorio."
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# Ecco perché la User Experience può salvare la tua Startup

_Guest post di Domenico Polimeno, Experience Designer presso [Fifth Beat](http://fifthbeat.com)._

## Introduzione

Durante eventi come i demo day o gli Startup Weekend, ogni volta che mi avvicino a una startup e inizio a parlare di **UX design** noto sempre tanta confusione.

Ora, lungi da me fare una _lectio magistralis_ sul concetto di UX design (non siamo qui per questo), ma credo ci sia un gran bisogno di far capire che la User Experience è qualcosa di olistico che **coinvolge tutto il team** e impatta sulla vita della startup fin dal giorno zero.

In questo post mi sono concentrato su tre concetti semplici della UX, ma che possono rivelarsi vitali per una startup.

## Due premesse importanti

Prima di passare ai consigli veri e propri devo, però, fare 2 doverose premesse:

1. **Se non fai ricerca con gli utenti non stai facendo UX.**  

Fare analisi o progettazione di un prodotto senza parlare con gli utenti è un’altra cosa. La “U” in UX sta per _user_ ossia **persone vere**, non linee guida o trend su dribble.
2. **La UX è sporca e puzza pure!**  

Per fare UX di un certo livello c’è bisogno di professionisti come in qualunque altra cosa, ma tutti possono imparare a fare ricerca con gli utenti, a progettare una _personas_ o fare un test di usabilità. Fare UX a qualunque livello significa **sporcarsi le mani**, non avere paura ed essere costantemente fuori dalla propria comfort zone!  

Tutti concetti che dovrebbero esserti molto familiari se fai startup!

## 1. User Experience e Idea Validation: 42 non è una risposta accettabile

La UX è quasi tutta fondata sulla **validazione** di assunzioni e idee.

Se chiedi ad uno User Experience Designer (di quelli duri e puri) ti dirà che l’unico modo per capire se quello che stai pensando è una buona idea è **parlare con persone reali**!

Per uno User Experience Designer non c’è nulla di più tossico del “secondo me” o “io credo che”. Per iniziare ad esplorare il mondo, per esempio, potresti uscire e intervistare delle persone.

Fare un’intervista non è una cosa semplice, ma ti assicuro che anche solo una domanda ben fatta può farti risparmiare davvero tanto tempo.

Parlare con le persone ti permetterà di **uscire dal tuo mondo perfetto e ideale** (che esiste solo nella tua testa) e ti avvicinerà alla dura realtà fatta di un’infinità di variabili impazzite.

Lo so, lo so… fare interviste non produce numerini come “100 persone hanno messo like sulla pagina Facebook” e tutte le varie _vanity metrics_ con le quale molti startupper pensano di validare un’idea, ma il mondo della ricerca qualitativa è fatto soprattutto per **esplorare le idee**, non solo per confermarle.

Parlare con le persone può distruggere, arricchire o cambiare totalmente la tua idea.

Siccome **la ricerca con gli utenti non è una cosa che si improvvisa**, ti consiglio il libro di Tomer Sharon “[Validating Product Ideas](http://amzn.to/2sIcHSj)” che copre questi argomenti arrivando addirittura alla prototipazione. Una vera e propria bibbia che si rivolge soprattutto a chi è digiuno di metodi di ricerca con gli utenti.

PS: Il sottotitolo del libro è “Through Lean User Research” per tutti gli amanti del _lean_ 😉

## 2. Test Early, Test Often: fare o non fare, non esiste provare

Il fantastico universo degli elfi della UX è raccontato come un mondo dove questi esseri eterei e mitologici sono lì con i loro _wireframe_ dorati a ragionare sulla natura e a cantare delle virtù, degli _style guide_ e degli utenti!

SBAGLIATO!

La UX come processo è molto compatibile con metodologie come _lean_ o [_agile_](https://www.raffaelegaito.com/metodologia-agile-studiare/). Quando hai accumulato abbastanza dati e conoscenza per formulare una proposta, buttati a capofitto nel realizzare uno sketch, un prototipo di carta o qualsiasi altra cosa per andare a **testare questa idea con le persone reali**!

Si, hai capito bene, ancora prima di un vero prototipo o di un MVP!

Un designer ha costantemente bisogno di testare con le persone per capire se sta prendendo la direzione giusta. Se quella GUI è giusta, se lo script di interazione del BOT ha il giusto vocabolario, se il prodotto risolve davvero i problemi degli utenti.

**Testare il prima possibile**, con il minor dispendio di risorse possibile, può farti risparmiare tanto tempo, soldi e mal di testa! Questo _mindset_ è una delle cose più utili che una startup può assorbire da un designer.

Il testare continuo è un modo per non dormire mai sugli allori e migliorarsi sempre!

Anche a questo giro c’è un libro per approfondire! Ti consiglio il libro “[Lean UX for Startups](http://amzn.to/2tIfWxv)” dove Laura Klein illustra una sua visione di UX a velocità smodata per le startup.

## 3. The “BIG” experiment: Design Sprint

Immagina questa scena: sei in una situazione di stallo, la tua startup deve fare un _pivot_ ma non sai come fare, il seed è quasi finito e devi “svoltare”.

E se ti dicessi che c’è un modo per provare a **svoltare in soli 5 giorni**?

Jake Knapp ha messo a punto un workshop cotto e mangiato da eseguire in 5 giorni per ideare, validare, prototipare e testare un’idea imprenditoriale.

Magia? Non direi!

La metodologia di cui sto parlando è il **Design Sprint** utilizzato da Google Ventures per aiutare le startup a crescere. Questo metodo mette insieme un po’ di idee prese dal mondo del _design thinking,_ le agita ma non le mescola e tira fuori un metodo “passo passo” per fare esperimenti.

Funziona più o meno così: il team di progetto si riunisce per 5 giorni guidati da una persona che detta i tempi e propone le attività, i primi tre giorni sono dedicati a trovare l’idea, il quarto giorno alla prototipazione e l’ultimo al test con gli utenti.

Ti sembra un po’ simile a quello che ho scritto negli altri due paragrafi? Beh lo è! È solo più concentrato e con più assunzioni.

Il libro di riferimento è “[Sprint](http://amzn.to/2ulqikG)” di Jake Knapp ed è un libro fatto appositamente per chi è completamente a digiuno di metodologie di facilitazione o su come si crea e conduce un workshop. Unico _disclaimer:_ **non pensare che uno sprint sia il design o la UX**!

È solo uno dei tanti modi per sperimentare quando sei a corto di tempo e idee.

## Conclusioni

Concludo riprendendo da dove ero partito, dopo averti suggerito tre piccole attività e tre libri che possono concretamente aiutare la tua startup.

La confusione di cui parlavo nelle prime righe di questo post è dovuta al fatto che molte startup non solo non credono di aver bisogno di uno User Experience Designer, ma sottovalutano la UX in generale. E fanno male!

Ti basta pensare che in moltissime startup americane di successo, un esperto di User Experience è addirittura **tra i founder iniziali**! AirBnb, Pinterest, Slack, Flickr e Kickstarter, giusto per citarne qualcuna…

_Guest post di Domenico Polimeno, Experience Designer presso [Fifth Beat](http://fifthbeat.com)._
