---
title: L’intelligenza artificiale e il tifo da stadio
url: "https://www.raffaelegaito.com/intelligenza-artificiale-confronto/"
type: post
date: "2023-09-25T17:58:11+00:00"
modified: "2024-04-09T11:24:13+00:00"
id: 44615
slug: intelligenza-artificiale-confronto
author: Raffaele Gaito
excerpt: "In molte discussioni sull'AI manca un elemento importante: la visione, la capacità di ragionare nel lungo periodo. Ed è un peccato."
---

# L’intelligenza artificiale e il tifo da stadio

Quando ero un ragazzino e frequentavo la facoltà di informatica c’erano gli schieramenti.

Io venivo dal mondo **Linux**, smanettavo con Debian e Gentoo compilandomi il Kernel e ogni singolo software e per me tutto il resto era inaccettabile. Era inferiore. Era un giocattolo per dilettanti.

Dall’altro lato c’erano quelli che **Windows** tutta la vita. E ovviamente li odiavamo a morte. Se usavi Windows per noi eri scarso a prescindere. Non facevi sul serio. Volevi la pappa pronta.

In inferiorità numerica c’era poi il gruppo degli utenti **Apple**. Pochissimi all’epoca. Se avevi un MacBook avevi i soldi o ce li avevano i tuoi. Li tolleravamo, ma non li frequentavamo.

Perché ti sto raccontando tutto questo?

Perché crescendo ho capito che quegli schieramenti erano stupidi, che certe prese di posizioni a priori erano assolutamente poco necessarie e che il mondo è **molto più complesso** di come lo immaginavo a vent’anni.

(Oggi sono quello col MacBook)

In questi ultimi mesi penso spesso a quel periodo e in particolar modo a quegli schieramenti e il modo con il quale affrontavamo ogni discussione. Qualsiasi discussione. Qualsiasi.

Ci penso spesso perché mi sembra di **rivivere esattamente la stessa** cosa con la “guerra” dell’intelligenza artificiale che stiamo vivendo in questo periodo.

Se segui [il mio canale YouTube](https://www.youtube.com/@RaffaeleGaito/) saprai che pubblico parecchi video sul tema dell’AI generativa, sia riflessioni che veri e propri tutorial o demo.

Sempre più spesso, sotto questi video (e nei vari social) becco commenti del tipo

“_Bard è na merda, ChatGPT gli mangia in testa_“

“_DALL-E fa ridere, si vede che non avete mai usato MidJourney_“

“_Aspettate che esce Gemini che manda tutti a casa_“

… e chi più ne ha più ne metta.

Diciamo che a 20 anni, in un contesto come quello universitario, me lo aspetto. Ci sta che dei ragazzi sbarbatelli e che non hanno capito ancora nulla della vita vivano lo schieramento, il gruppo, la bandiera, come qualcosa di importante. Di identitario.

Da professionisti di una certa età e di una certa esperienza no.

Questo lo trovo estremamente strano.

E ti dico perché lo trovo strano: per l’assoluta **mancanza di visione**.

Si sta lì a commentare il nuovo aggiornamento (o a volte il semplice video di demo) senza provare a **proiettare nel tempo** quella tecnologia o quello strumento.

Nei diversi casi d’uso.

Nei diversi scenari.

Nelle potenziali evoluzioni.

Se avessimo dovuto valutare l’AI generativa basandoci sulla prima versione di DALL-E forse ci saremmo tutti fatti una grande risata e saremmo tornati ai nostri meme.

Leggere un post di aggiornamento, fare due prove al volo, guardare i primi minuti di un tutorial e dare una sentenza, un giudizio definitivo e sbeffeggiante è un approccio decisamente **superficiale**.

E forse anche immaturo.

Parliamo di un settore che evolve alla velocità della luce, dove ogni settimana c’è un annuncio o un rilascio fuori di testa, dove tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro. Sempre.

Come si fa a non **ragionare nel lungo periodo**?

Come si fa a non provare a immaginare le successive evoluzioni di un prodotto, uno strumento o un’azienda?

Non è questo che, in fondo, dovremmo fare noi innovatori?

Valutare le tecnologie non per quello che sono, ma per quello che potrebbero essere.

E invece, a volte, mi sembra tifo da stadio. Schieramenti fatti a prescindere, solo perché uno strumento è rilasciato da un’azienda o da un’altra.

Peccato, così perdiamo un’occasione importante di discutere (seriamente) di una delle tecnologie che più modellerà la nostra società nei prossimi decenni.
