click-through rate

Cosa è il click-through rate? Formula e definizione.

Riepilogo sul click-through rate

  • Click-through rate significa percentuale di click.
  • È una metrica di alto livello, ma fondamentale da tenere sotto controllo.
  • Il CTR da una buona idea delle performance di una campagna.
  • Per capire la qualità del proprio CTR è bene usare i benchmark di mercato.

Introduzione

Partiamo dalla semplice traduzione di click–through rate, termine apparentemente oscuro che indica semplicemente: percentuale di click effettuati dagli utenti su uno specifico artefatto (un link, un banner, una campagna, o altro).

Ma cosa significa esattamente click-through rate?

Ora che ne abbiamo dato la definizione, possiamo approfondire, iniziando col dire che il click–through rate, con acronimo  CTR, misura l’efficacia di un annuncio web in base al numero di volte in cui le persone vi hanno cliccato sopra.

Il CTR, dunque, indica la percentuale di click generata in rapporto al totale delle visualizzazioni ottenute dall’annuncio stesso.

Il significato di click-through rate rende bene l’idea della sua importanza, ponendolo a buon diritto tra gli  indicatori di performance più importanti per una campagna.

Ovviamente è una metrica di alto livello nel funnel, perché il fatto che le persone clicchino un immagine o un link non significa automaticamente che compreranno quel determinato prodotto. Ma, aldilà di questo, rimane una metrica fondamentale da tenere sotto controllo.

Come funziona il calcolo del CTR?

A dispetto del nome, che sembra nascondere qualcosa di molto complicato, il click-through rate non è altro che un rapporto che indica con quale frequenza le persone che vedono un tuo artefatto si convincono a cliccarci sopra.

Una semplice formula, dunque, è sufficiente per spiegare come funziona il CTR: secondo Google stesso, si tratta del numero di clic ricevuti dal tuo annuncio diviso per il numero di volte in cui l’annuncio stesso è stato visualizzato.

Quindi la formula del click-through rate è: clic/impression = CTR.

Ad esempio, un CTR del 10% è dato da 100 click su 1000 impression (ossia su 1000 visualizzazioni della campagna).

Cosa vuol dire avere un buon CTR?

Comprendere cos’è il CTR è abbastanza facile, ma spesso ci si chiede perché sia così importante.

La risposta, in realtà, si rifà al concetto di efficacia della campagna stessa: se l’annuncio che hai proposto è in linea con il messaggio ed è gradito agli utenti, il CTR sarà alto, perché tante persone che hanno visto, hanno anche hanno cliccato, quindi sono state convinte a compiere l’azione che ci si attendeva da loro.

Viceversa, tante visualizzazioni con pochi clic sono il segnale di un annuncio non particolarmente riuscito e gradito.

La domanda da un milione di dollari è: quando un CTR può considerarsi buono?

La risposta definitiva, ovviamente, non esiste. Si tratta di una valutazione che dipende da troppi fattori, dal tipo di campagna, dalla competizione, dal target e così via.

Il modo migliore per rispondere a questa domanda è confrontarsi con i benchmark di mercato. Ad esempio il CTR medio su Facebook è inferiore a 1%

click-through rate esempi

Risorse di approfondimento

Per approfondire l’argomento ti consiglio di dare un’occhiata a questi link:

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