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title: Per ottenere risultati concreti l’ATTESA è uno step fondamentale
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "L'attesa è il terzo e ultimo step nel processo di sviluppo di un progetto di qualsiasi tipo. Impara a dare il giusto valore al tuo tempo."
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# Per ottenere risultati concreti l’ATTESA è uno step fondamentale

Ci siamo!

E ora che hai [studiato](https://www.raffaelegaito.com/avvio-progetto-studiare/) e [sperimentato](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/) non ti resta che **attendere**… ma, non proprio con le mani in mano.

Come ho detto nel [primo post](https://www.raffaelegaito.com/come-avere-successo/) da cui è cominciata questa riflessione che mi accompagna da un po’ di tempo, sui tre passi necessari per creare un progetto di valore, lo **studio** non solo è il primo passo necessario, ma anche il secondo, il terzo e il quarto è così via…

Oggi, devo dirti che anche la **sperimentazione**, conseguenza naturale e pratica della teoria appresa attraverso lo studio, non si esaurisce in una fase o in un periodo di tempo circoscritto (che termina nel successo della tua idea) ma, confluisce in una terza fase, che piuttosto è un atteggiamento: l’**attesa**.

Ma cosa voglio intendere precisamente con il termine “attesa”?

Una condizione che deve predisporre al raggiungimento degli obiettivi, **senza pretendere di avere tutto e subito** e che, allo stesso tempo, deve far insorgere nuovi bisogni e nuove occasioni di studio e quindi, di conseguenza, nuovi dati da analizzare e validare attraverso la sperimentazione e così via, in un **virtuoso loop di crescita** e di evoluzione del progetto iniziale.

Due elementi che caratterizzano tanto i business digitali sono l’**evoluzione degli strumenti** (e degli stessi media) e la massiccia **produzione di dati** attraverso cui analizzare il pubblico, il suo sentiment e le sue aspettative.

Che i dati siano la grande rivoluzione del terzo millennio e che costringano a ripensare in modo fondamentalmente diverso le strutture di business, mettendo al centro il concetto di strategia, è ormai un fatto assodato e visibile in diverse _best practices_.

Alcuni esempi interessanti puoi trovarli nel ricchissimo TED di Philip Evans che nel 2013 parlava di come i data avrebbero cambiato il business.

L’attuale configurazione dei modelli di business impone una continua **necessità di riadattarsi** alle esigenze del mercato e ai bisogni dei consumatori, ormai ampiamente conosciuti e continuamente verificabili.

Grazie al digitale non c’è più bisogno di lanciare un prodotto e aspettare a lungo per poterlo verificare, per poter cioè verificare il suo impatto sul mercato. L’attesa è un **atteggiamento tutt’altro che passivo** e si consuma attraverso un processo continuo: ideazione-verifica-modifica.

Probabilmente hai capito dove sto andando a parare. Tutto ciò non è altro che un’estensione del “Lean Startup”, la metodologia sviluppata dal giovane Eric Ries nel 2008 e poi rapidamente diffusa in tutto il mondo.

(Se non hai idea di cosa sto parlando, devi assolutamente leggere il suo [famoso libro](http://www.amazon.it/gp/product/0307887898/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=0307887898&linkCode=as2&tag=rgblog-21) e dare un’occhiata alla mia lista di [libri di startup](https://www.raffaelegaito.com/libri-startup-leggere-2016/), per cominciare dalle basi)

Come sottolineato da Greg Satell in un bellissimo [post su Forbes](https://www.forbes.com/sites/gregsatell/2016/10/09/the-lean-startup-is-doing-more-than-transforming-business-its-changing-the-world/), non si tratta solo di un modello di business innovativo, ma di una vera e propria **chiave di lettura** di come si sia evoluto il mercato e le persone che lo costituiscono.

Operativamente, il metodo “lean startup” suggerisce di mettere in pratica un processo continuo di verifica del prodotto attraverso la relazione tra startup e clienti, specialmente nella prima fase di sviluppo. Il feedback prodotto ha un impatto sul “valore” del prodotto grazie alla sua verificabilità. Questo processo può essere efficacemente sintetizzato nel **ciclo _build-measure-learn_** (costruire-misurare-apprendere) così rappresentato:

![lean startup: il ciclo build measure learn](https://www.raffaelegaito.com/wp-content/uploads/2017/04/build-measure-learn.jpg)

Questo è esattamente quello che si dovrebbe fare mentre si “attende” che il lavoro fatto porti i suoi frutti! Ecco perché l’attesa non ha **nulla a che fare con la lentezza o con l’immobilità**, ma piuttosto con la cognizione dei processi e delle loro tempistica.

Il tempo dell’attesa dunque è quel contenitore all’interno del quale si assestano i processi avviati e si generano le nuove direzioni di un business tutt’altro che immobile e che quindi, paradossalmente, impone a chi vuole condurre il gioco di aspettare ogni sua evoluzione, senza starsene con le mani in mano, ma intuendone le logiche e prevedendone gli esiti.

Come si fa tutto questo?

Ormai la risposta dovresti saperla… [Studiando](https://www.raffaelegaito.com/avvio-progetto-studiare/) e [Sperimentando](https://www.raffaelegaito.com/imparare-sperimentare/)!
