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title: "Rebranding: cos’è e come si fa (con esempi)"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "Rebranding: come dare un nuovo volto, una nuova reputazione e nuovi vantaggi ad un brand? Ecco come si fa con esempi."
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# Rebranding: cos’è e come si fa (con esempi)

## Introduzione

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.” 

Sir Winston Churchill.

Parto da qui perché esistono alcune situazioni in cui **cambiare è necessario, fondamentale per un miglioramento.** 

Nel marketing, quando si parla di un cambiamento totale di immagine, perfino di [contenuti](https://www.raffaelegaito.com/come-trovare-fonti-attendibili/) o di modo di comunicare ci si riferisce al **rebranding**, un’attività delicata e complessa che è bene approfondire. 

Di cosa si tratta? Quando è necessario farlo e quali sono gli esempi di aziende che hanno fatto rebranding? 

## Cos’è il rebranding: significato e definizione

Rebranding significa “rifare il brand”, in altre parole vuol dire **dare una nuova veste all’aspetto aziendale.** Un rebranding si verifica quando un’azienda sente la necessità o il bisogno, per una serie di ragioni che vedremo, di modificare il logo, i colori che la contraddistinguono, di rivolgersi ad un nuovo target o cambiare il proprio [tono di voce](https://www.raffaelegaito.com/tone-of-voice/) e perfino la mission. 

Una definizione semplice di rebranding è **dare una nuova identità al brand**, mantenendo saldi alcuni pilastri indissolubili e solidi. 

Ok, ma perché le aziende fanno rebranding? O meglio ancora, quando è necessario fare rebranding?

Non esiste un motivo assoluto ed unico per cui le aziende abbiano deciso di dare un cambio totale al proprio aspetto. Tuttavia, **ad un rebranding ne seguono diversi vantaggi** che, se analizzati, spingono le aziende a fare questo azzardo.

Si tratta di concedersi la seconda occasione di fare una buona impressione, una rara opportunità di raccogliere consensi da un pubblico diverso, più vasto e così via. 

## Perché le aziende fanno rebranding?

Come anticipato i motivi sono molteplici, ognuno collegato ad un obiettivo o un vantaggio che l’azienda vuole raggiungere. Vediamoli uno ad uno. 

### Migliorare la reputazione del brand

Strafalcioni, scandali, valori non condivisi e non approvati dal pubblico. Quanti possono essere i motivi per cui l’azienda ha bisogno di scrollarsi di dosso i vecchi indumenti, per indossarne di nuovi che siano apprezzati e condivisi?

Se [la reputazione aziendale](https://www.raffaelegaito.com/vantaggio-competitivo/) è stata marchiata a fuoco con un’accezione negativa, può essere necessario cambiare identità al marchio **per fare in modo che il pubblico smetta di associare episodi negativi al brand. **

Questo è un cambio d’abito quasi necessario che dona una nuova freschezza all’azienda. 

### Arrivare ad un nuovo target

Questo secondo caso è tipico delle aziende storiche, abituate a parlare ad un target di un certo tipo. Per poter ampliare il proprio pubblico, e arrivare alle nuove generazioni il rebranding offre un mare di opportunità. Questo è il motivo che spinge le aziende ad adottare un nuovo tone of voice, che parli ad un pubblico più ampio ad esempio. 

Un altro caso in cui un’azienda sente l’esigenza di **fare rebranding per arrivare a un nuovo target** è quando lo suggeriscono i dati. 

[Un approccio data driven](https://www.raffaelegaito.com/data-driven-significato/) potrebbe suggerire che il pubblico che pensavi potessi essere quello giusto in realtà non lo è e intanto stai perdendo l’opportunità di parlare alla tua nicchia. Ecco quindi che **il rebranding si fa per iniziare a parlare alle persone giuste** per il tuo business. 

### Internazionalizzare il brand

Un altro classico esempio che mi viene in mente in cui il rebranding è necessario e può offrire grandi vantaggi è quando l’azienda si affaccia a nuove frontiere. Se il tuo business ha **l’ambizione di diventare internazionale** e di arrivare in nuovi paesi, allora può essere vantaggioso dare un cambio all’identità del tuo marchio, per essere compreso, apprezzato e ricordato anche all’estero. 

### Cambio di direzione o fusione di più aziende

Se l’azienda viene acquisita da un’altra, o se due aziende si fondono può essere utile fare un cambiamento radicale all’immagine, soprattutto per enfatizzare questo passaggio. Allo stesso modo il rebranding può avvenire quando c’è un cambio di leadership e ai vertici ci sono dei nuovi membri. 

## Come si fa il rebranding?

Per fare rebranding e per non sbagliare bisogna ragionare su livelli. Intanto è da valutare se il cambio di identità che vuoi dare al tuo marchio è assoluto o solo parziale, ossia che prevede solo alcuni piccoli cambiamenti. Questa scelta, ovviamente, **dipende dall’obiettivo e dal vantaggio che vuoi ottenere. **

Una volta individuato quanto impattante sarà il tuo rebranding, è necessario valutare i parametri del cambiamento:

- Individuare il nuovo target di riferimento
- Ripensare all’aspetto del brand (colori, logo, monogramma, ecc.)
- Valutare il cambio del nome o dello slogan aziendali
- Rivedere la tua mission e la [value proposition](https://www.raffaelegaito.com/value-proposition-esempi/) aziendale. 

Sono questi i punti sui quali concentrarsi, e nel caso di un rebranding parziale puoi scegliere uno o più di questi aspetti che fanno al caso tuo. Nel caso di un rebranding totale, invece sono tutti aspetti da studiare e ripensare. 

## Esempi di rebranding celebri

Nel concreto, sono tanti gli esempi di rebranding aziendali, dei marchi più o meno celebri, che potranno chiarire al meglio la teoria.

Il primo esempio è quello relativo al brand francese Renault. Il gruppo d’oltralpe ha investito in una vera e propria trasformazione, chiamata Renaulution, rivoluzione. Il motivo del rebranding Renault è scaturito dall’esigenza di **mostrare al pubblico nuovi valori legati alla sostenibilità**, per puntare ad un riposizionamento. 

Il cambiamento, in questo caso, non sta nell’estetica ma bensì nella [comunicazione](https://www.raffaelegaito.com/frasi-sulla-comunicazione/) della mission. 

Un caso nostrano di rebranding totale è Alitalia. Cambio di nome, di logo, di mission. Un cambio doveroso legato al cambio di gestione. Tuttavia Alitalia, [oggi Ita Airways](https://www.itaspa.com/it_it/?WT.mc_id=search_Google_Competitor&WT.srch=1&gclid=CjwKCAjwiuuRBhBvEiwAFXKaNLbJ5Jtd5heSavzr5ZQFK_cONmNuTNVModj2dmsdTOeYoem_aykvTRoCtQsQAvD_BwE&gclsrc=aw.ds), ha mantenuto i colori, in onore della sua storia. 

E nel mondo digitale come non citare il caso di rebranding di Facebook, trasformato in Meta. In questo cambio di identità è evidente l’esigenza di mostrare un chiaro riferimento al metaverso e a tutto il mondo virtuale che diventerà parte integrante di Meta. Cambio di nome, di mission, di logo: un rebranding totale. 

Ed infine un rebranding un po’ sognante, quello di Airbnb. L’azienda, infatti, ha voluto svecchiare il vecchio logo, nato in fretta e furia, sostituendolo con uno che coinvolgesse il pubblico. I[l nuovo logo di Airbnb](https://www.bbc.com/news/technology-28343130) è un simbolo semplice, che tutti possono riprodurre e che dà un senso di unione, di localizzazione e di casa. 

## Conclusioni

Il rebranding è un’attività complessa, necessaria a volte, rischiosa altre. L’importante è farla quando è palese la necessità e il bisogno di raggiungere nuovi grandi obiettivi, e di farla con metodo seguendo i passaggi in maniera metodica.

Voglio lasciarti con [un ulteriore spunto e nuovi esempi di rebranding](https://www.columnfivemedia.com/awesome-rebrand-examples/) fatto bene.  
