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title: "Mailcoding: un numero unico per identificarti online. Ed è una startup italiana"
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date: "2016-11-17T07:35:18+00:00"
modified: "2023-06-29T14:04:29+00:00"
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author: Raffaele Gaito
excerpt: "A metà tra about.me e un bigliettino da visita, la startup italiana Mailcoding vuole cambiare il modo di gestire la nostra identità online."
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# Mailcoding: un numero unico per identificarti online. Ed è una startup italiana

Non so tu, ma io ero in fissa con tutti quei **servizi di “personal homepage”**. C’è stato un periodo (più o meno 3-4 anni fa) nel quale li testavo tutti, dal famosissimo [about.me](http://about.me) a tutte le decine di cloni comparse negli anni successivi.

Dopo un periodo di boom iniziale questi sistemi sono finiti poi nel dimenticatoio. I più grossi (come about.me) son sopravvissuti e oggi vengono ancora utilizzati, mentre molti dei cloni sono addirittura scomparsi dalla circolazione.

Personalmente ho smesso di usarli nel momento in cui ho fatto convergere tutti i miei link social in un unico posto: la home page del mio blog.

Qualche settimana fa però ho avuto il piacere di conoscere, durante il Mashable Social Media Day di Milano, i ragazzi di Mailcoding che erano tra gli sponsor presenti all’evento.

Da inguaribile geek e early adopter quale sono, non potevo non farmi una chiacchierata con loro per capire meglio il servizio offerto e le differenze rispetto a tool che avevo già usato in passato..

## Cosa è Mailcoding

Alla domanda netta “ragazzi, ma cosa è Mailcoding?” la risposta è stata altrettanto netta: **un servizio di gestione della propria identità digitale con un numero unico e personale**!

La grossa differenza, rispetto ai sistemi di “personal homepage” a cui accennavo nell’introduzione è, quindi, proprio l’utilizzo di **un numero invece di un nickname**. Per capirci: se su about.me sei “pippobaudo88” su Mailcoding sarai qualcosa tipo “123.098”.

Per fare un esempio concreto, il mio Mailcode (si chiama così l’identificativo univoco assegnato a ogni utente) è _981.984._

L’idea di Mailcoding si spinge un po’ oltre la semplice homepage personale e punta a diventare un **ibrido** tra piattaforme di quel tipo e il bigliettino da visita cartaceo.

Se proviamo a pensare ad about.me come a una sorta di “mini social network” dove gli utenti hanno a tutti gli effetti un profilo personale (o addirittura un mini sito, in alcuni casi), Mailcoding fa invece **l’occhiolino all’offline** andando incontro alle esigenze di chi scambia molti dati in contesti non digitali: fiere, eventi, conferenze, viaggi, e così via.

## Quando può essere utile Mailcoding

L’ibrido online/offline, a cui facevo riferimento prima, delinea abbastanza chiaramente quali sono gli utilizzi tipici di uno strumento di questo tipo e, di conseguenza, anche le categorie di utenti che possono trarne i maggiori vantaggi.

Il caso di utilizzo più ovvio online è il “semplice” **aggregatore di profili social**: ognuno di noi ha ormai account su almeno mezza decina di social media e sistemi di IM e inserirli tutti nella firma della mail diventa praticamente impossibile. Sostituirli con un unico link al proprio Mailcode è molto più comodo e immediato.

Per quanto riguarda l’offline, un sistema di questo tipo trova il suo massimo utilizzo in contesti dove bisogna **scambiare tanti dati** e molto velocemente. Penso alle fiere e alle conferenze dove invece di scambiarsi bigliettini da visita, che poi vanno persi o digitalizzati, ci si può scambiare un breve codice numerico per poi ottenere i dati in digitale in un secondo momento.

Eh si, perché oltre a visualizzare il “bigliettino” collegato a ciascun Mailcode, il sistema permette anche di scaricare il contatto in formato VCF e importarlo, comodamente, nella propria rubrica. Lo scenario è ancora più semplice se usi l’app per iOS o Android che permette di salvare i dati direttamente in rubrica.

Aldilà di situazioni come queste, che sono abbastanza “standard”, ci sono alcuni scenari dove un numero può essere più facile da comunicare rispetto a un nome: ne hai uno particolarmente difficile da memorizzare o pronunciare; il tuo interlocutore parla una lingua diversa o, addirittura, utilizza un alfabeto diverso; vuoi comunicare i tuoi dati via telefono; ecc.

Insomma, l’utilizzo di un breve codice numerico potrebbe fare la differenza in numerosi contesti, sia online che offline:

- **Facilita lo scambio di contatti** quando ci sono barriere linguistiche, eliminando potenziali errori di spelling o battitura.
- **È aggiornabile in qualsiasi momento** e quindi se cambi numero di cellulare o email, questo non impatta sul Mailcode.
- **Il numero che scegli è unico**. Una persona con il tuo stesso nome su FB può esistere, ma uno con il tuo stesso Mailcode no.

## I prossimi step

La startup è nata agli inizi del 2015. Durante questo primo anno hanno perfezionato il prodotto e sono usciti pubblicamente da qualche mese. Pian piano è aumentato l’interesse intorno al servizio (ad oggi contano, infatti, utenti da **più di 30 Paesi diversi**) fino a quando quest’estate hanno vinto il premio Lamarck di Confindustria.

Tra i prossimi step c’è l’inserimento di una serie di servizi premium (leggi “a pagamento”) per aziende e professionisti con necessità specifiche. Inoltre diventa sempre più importante, nella loro strategia, l’app mobile che potrebbe andare nella direzione di un vero e proprio “punto unico” di accesso ai propri contatti.

Per capirci: qualcosa a metà tra gli _IM_ _code_ (come quelli di Snapchat e Messenger) e servizi di login universale (come openID).

Ah, quasi dimenticavo: il servizio è completamente free!
