no al growth hacking

7 buoni motivi per lasciar perdere il Growth Hacking

Si, hai letto bene il titolo del post. Oggi voglio suggerirti delle motivazioni per lasciar perdere il Growth Hacking e continuare a fare quello che stavi facendo.

Ce ne sarebbero tante, ma ne ho scelte 7 che, a mio avviso, sono le più interessanti.

Bando alle ciance, passiamo all’elenco.

1. Ti porta a prendere decisioni basate sui dati

Diciamocelo, l’approccio data-driven del Growth Hacking ha un po’ rotto le palle.

Perché perdere tempo a installare e configurare sistemi di analytics, osservare di continuo i dati, discuterne con il proprio team per poi prendere delle decisioni?!

Perché fare tutto ciò quando possiamo ignorare i dati e fare affidamento sul nostro istinto, la nostra esperienza e prendere delle decisioni di pancia.

La cara e vecchia pancia che fino ad ora non ci ha mai deluso.

2. Ti costringe a parlare con i tuoi clienti

I clienti sono forse una delle cose più sopravvalutate in assoluto.

Lo diceva pure Ford. O Jobs? Non ricordo mai.

Comunque lo diceva uno famoso che i clienti non capiscono niente e siamo noi a dover prendere le decisioni.

Poi si sa, se ti metti a fare le interviste loro ne approfittano per sfogarsi, parlare male del tuo prodotto, dire tutte le cose che non funzionano, lamentarsi di come sono stati trattati, e così via.

Chi ce l’ha il tempo per stare dietro a ste cose?

3. Ti spinge fuori dalla zona di comfort

Il premio per “La parola più abusata nel business” va a… Zona di comfort!

Dai, siamo seri. Nel 2019 ancora a parlare di zona di comfort?

La verità è che nella zona di comfort si sta benissimo, ci sono tutte le cose che funzionano, che hanno sempre funzionato e che, incrociando le dita, continueranno a funzionare.

In fondo, perché dovrebbe cambiare?

L’abbiamo pure arredata bene sta zona di comfort: con la presa elettrica per ricaricare il cellulare, il Wi-Fi veloce per vedere i film in streaming e la poltroncina di Ikea quella gialla, ce l’hai presente? Comodissima.

4. Ti fa mettere in discussione tutto

“So di non sapere” è la solita frasetta motivazionale per chi vuole fare il filosofo su Instagram. Niente di più.

Smettiamola con sta storia di fare i passettini indietro e rimettere in discussione le certezze. I passettini indietro sono sopravvalutati e poi se uno fa l’imprenditore i passi li vuole fare in avanti. Giusto?

Se inizi a mettere in discussione le cose perdi di credibilità agli occhi dei dipendenti, dei partner, dei soci e tutti gli altri.

Piuttosto, pugno duro sul tavolo, mostrarsi sempre sicuri e avanti tutta!

5. Ti fa muovere velocemente

Sta cosa di uscire con delle cose incomplete è rischiosissima. Si rovina la reputazione e il brand, è risaputo.

Se c’è un proverbio che vale la pena citare è “chi va piano, va sano e va lontano”, altro che “fatto è meglio che perfetto”.

Il prodotto non va rilasciato fino a che non è completato al 100%.

Assicurati di aggiungere quell’ultima funzionalità. Giusto quella e poi si lancia. Ah, e già che ci siamo… ricordati di rifare il sito da capo. Appena esce quello nuovo si lancia. Quasi dimenticavo… c’è l’app da fare. Oggi senza app non sei nessuno. Sviluppiamo giusto iOS e Android e poi si lancia ufficialmente.

Promesso.

Tanto in due settimane dovrebbe essere tutto pronto, mi ha detto il programmatore.

6. Ti fa sperimentare

Eddai! Siamo seri… ancora con sta storia dello sperimentare col Growth Hacking?

Ma chi ce li ha i soldi per fare gli esperimenti?! Un imprenditore dovrebbe veramente buttare soldi nel testare cose senza sapere se funzioneranno? Non mi sembra una genialata.

Gli esperimenti lasciamoli agli scienziati, per favore.

Qua il budget già è poco, meno male che hai messo tua figlia a capo del marketing, almeno risparmi qualcosina.

7. Ti apre al confronto col fallimento

Ecco, questo forse è il punto più importante: la retorica americana del fallimento anche no.

No, che poi lo sappiamo che gli imprenditori si spaventano e corrono a comprarsi un altro infoprodotto sul come fare i soldi da casa.

Se eliminiamo la sperimentazione eliminiamo anche la possibilità di fallire. Mi sembra abbastanza lineare, giusto? Quindi abbiamo già risolto tutto al punto precedente.

Rimaniamo nella nostra bella zona di comfort, facciamo le cose che abbiamo sempre fatto e il fallimento sarà solo un lontano ricordo.

O forse no?

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